Metodo classico, app modernaEsplorare le Dolomiti con un calice

Un’applicazione dedicata agli amanti del viaggiare e del buon bere ci porta a esplorare il Trentino, in vista della manifestazione che dal 2 al 5 febbraio celebra le bollicine di montagna

Immagine da CS

Secondo una massima di Henry David Thoreau tratta da “Walden ovvero Vita nei boschi” (1854): «Perdersi nei boschi in qualunque tempo è un’esperienza sorprendente, memorabile e anche preziosa», e tuttavia poche righe sopra il naturalista americano premette: «Parecchie volte, quando un ospite si tratteneva fino a sera e trovava la notte troppo buia, ero costretto a condurlo fino al sentiero dietro casa e mostrargli poi la direzione che doveva prendere, consigliandolo di lasciarsi guidare più dai piedi che dagli occhi».

Per chi durante il proprio vagabondare sulle Dolomiti non ambisse all’entusiasmante esperienza del perdersi oppure non avesse la fortuna di venire poi correttamente indirizzato sulla retta via da un Thoreau di passaggio, un’altra pratica soluzione esiste e si chiama Trentodoc.

Si tratta di un’applicazione gratuita elaborata dall’Istituto Trento Doc e pensata per appassionati e viaggiatori che desiderano esplorare i luoghi delle “bollicine di montagna” seguendo come tema centrale questo prodotto simbolo della regione.

Trentodoc è infatti il marchio collettivo territoriale che contraddistingue i vini spumanti prodotti nella zona in base a un rigido disciplinare. L’attenta selezione delle uve (Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Meunier di provenienza esclusivamente locale), oltre che la lavorazione secondo metodo classico, con rifermentazione in bottiglia e prolungato riposo sui lieviti, sono i principi fondamentali di cui l’Istituto è garante e che le case spumantistiche aderenti applicano spesso in maniera anche più severa e restrittiva del previsto, a beneficio della qualità finale e di quella specifica aromaticità che viene definita “carattere Trentodo”. L’altitudine di coltivazione dei vigneti, la varietà climatica della zona, caratterizzata dalle correnti fredde proveniente dalle Dolomiti e dalle temperature più miti del lago di Garda, oltre alle condizioni di drenaggio e aerazione tipiche del suolo trentino, ricco di calcare e di un’elevata componente silicea, si traducono infatti in vere e proprie sfumature di gusto, come confermato da una ricerca della Fondazione Edmund Mach e del Ministero dell’Agricoltura secondo la quale «se un metodo classico contiene un numero consistente di specifici composti volatili, generati grazie alle escursioni termiche tipiche degli ambienti montani, significa che quel vino non può essere altro che un Trentodoc».

L’applicazione Trentodoc, oltre a raccontare storia e caratteristiche del marchio, contiene le mappe e le schede dettagliate di 67 case spumantistiche e 220 etichette, con informazioni specifiche sulla produzione e note personalizzabili.

A partire da ogni cantina è proposto un itinerario locale con svariati punti di interesse gastronomici, naturalistici e culturali, mentre l’area delle news consente di essere sempre aggiornati sulle attività e sugli eventi organizzati dall’Istituto.

Una sezione ad hoc è riservata a Trentodoc sulle Dolomiti, la kermesse dedicata al metodo classico trentino che dal 2 al 5 febbraio prevede una ricca offerta di appuntamenti ad alta quota, tra sport sulla neve e degustazioni enogastronomiche in rifugi, hotel, ristoranti stellati, osterie ed enoteche.

La prima tappa si tiene in Val di Fiemme, in uno scenario d’eccezione delimitato dalla Catena del Lagorai a sud e dal gruppo del Latemar a nord-est, fino alle Pale di San Martino, e prevede 14 eventi.

Si parte con aperitivi (presso il Ristorante La Stua di Cavalese, l’Hotel La Roccia di Cavalese, l’Hotel Al Cervo di Tesero, El Molin winebar & bistrot di Cavalese, il winebar Ancora di Predazzo) e brunch (il “Marendöl” dell’Hotel Orso Grigio a Cavalese), per passare a pranzi e cene a base di cucina del territorio (La Cantinetta di Varena, Ristorante Le Migole di Tesero e Ristorante El Calderon di Cavalese).

Arrivando in alta quota a Lo Chalet (Cavalese – SkiArea Cermis) e allo Chalet44 Alpine Lounge (Località Morea, Predazzo) sarà possibile degustare le etichette Trentodoc godendosi il paesaggio d’inverno all’interno della suggestiva area di Bellamonte e Alpe di Lusia.

Due locali parteciperanno per la prima volta a questa manifestazione: In.Treska, ristorante panoramico a 2000 metri di altezza nel cuore dello Ski Center del Latemar, e Beauty & Vital Hotel Maria, all’interno del centro medievale di Carano.

Completerà il palinsesto l’esperienza stellata al Ristorante El Molin di Cavalese, dove lo chef Alessandro Gilmozzi, in una serata dal titolo “La sostenibilità di Montagna e Trentodoc”, proporrà un menù experience in abbinamento alle etichette Trentodoc.

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