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Uno sguardo al futuroI progetti europei per l’inclusione e lo sviluppo delle competenze nel mondo del lavoro

Da Grase ad Arisa, fino a “Green Skills 4H2”, i finanziamenti della Commissione europea permettono al Gruppo Adecco di creare nuovi strumenti innovativi che abbiano un impatto sul mercato, diventando poi patrimonio comune transnazionale

(Unsplash)

Un volano per creare strumenti nuovi e avere un impatto sul mondo del lavoro, dall’inclusione allo sviluppo delle competenze più richieste sul mercato. È questa la funzione principe dei progetti finanziati dai fondi della Commissione europea. Non “business as usual”, ma occasioni preziose per creare partnership transnazionali d’eccellenza e fare innovazione su specifici target.

È il caso, ad esempio, del progetto “Grase”, Gender and Race Stereotypes Eradication in labour market access, da poco concluso, creato per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro delle donne con background migratorio. Insieme a Mylia e Adecco Italia, The Adecco Group è stato partner di Fondazione Ismu in questo progetto biennale. Circa cento professionisti in Italia, Spagna e Portogallo si sono incontrati e hanno lavorato per confrontarsi sul modo migliore di fornire orientamento alle donne migranti. Arrivando, alla fine, allo sviluppo di tre toolkit, guide utili ad aziende e organizzazioni per contrastare gli stereotipi di genere o etnia e implementare le attività di inclusione. «Sono metodologie e toolkit», spiega Sara Toticchi, Head of Corporate Funding di The Adecco Group Italia, «che possono essere impiegati nell’attività di recruitment abituale per ridurre gli scogli nell’accesso al mercato del lavoro delle donne migranti».

Strumenti che puntano a un impatto concreto. Così come accade per il progetto “Digital School for Disability”, tutt’ora in corso, che offre, a persone con diverse forme di disabilità, formazione sulle competenze digitali. «Questi progetti mirano a definire nuovi modelli non standardizzati», spiega Toticchi, «soluzioni innovative che sperimentiamo perché poi rimangano a disposizione di tutti al di fuori del singolo progetto».

Un vero e proprio patrimonio che punta a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, insomma. Anche sul fronte dell’incrocio tra domanda e offerta, provando ad anticipare i trend del mercato.

Il progetto “Essa”, European Software Skills Alliance, mira a individuare le esigenze di competenze nel settore del software, un ambito in rapida evoluzione, identificando i profili tra i più richiesti dalle aziende degli Stati membri dell’Ue. «Una volta definite queste figure professionali, ora la fase di roll out si pone come obiettivo quello di dimostrare che quanto è stato fatto sia efficace e replicabile», precisa Sara Toticchi.

Mentre altri due progetti simili sono appena partiti. Il primo si chiama “Arisa”, Artificial Intelligence Skills Alliance, e verte sulle competenze nel settore dell’intelligenza artificiale. «In questo caso stiamo procedendo a una analisi della domanda e offerta nel mondo dell’AI non solo per i profili tecnici, ma anche per i profili facilitatori del business, per poi predisporre corsi pilota che saranno realizzati nei vari Paesi», spiega Toticchi.

L’altro progetto, estremamente visionario, è “Green Skills 4H2” che punta a identificare i profili professionali e le competenze richieste nell’ambito dell’idrogeno verde. «Un settore che in Italia è ancora confinato nella ricerca e sviluppo, mentre nel Nord Europa cominciano a essere diffuse le imprese che se ne occupano», dice Sara Toticchi. «Il mercato inizia a richiedere professionalità che conoscano questo ambito, e questo progetto è uno strumento prezioso per anticipare i trend e farsi trovare pronti».

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