Il ventottesimo Stato L’appello per aprire subito i negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue

Centotrenta personalità europee scrivono a Commissione, Consiglio e leader degli Stati membri perché non sia (ulteriormente) rinviato il processo. Costituisce una precisa assunzione di responsabilità per le sorti della libertà di Kyjiv e di tutti noi

Foto: Lukasz Kobus/Commissione europea

L’appello firmato da centotrenta personalità europee, che pubblichiamo oggi su Linkiesta, è tempestivo e opportuno. Chiede al Consiglio europeo di deliberare l’apertura dei negoziati di adesione con l’Ucraina entro la fine di giugno. Per potersi pronunciare il Consiglio europeo ha bisogno del parere della Commissione europea.

Oggi questo parere è previsto per il prossimo autunno; esso tuttavia riguarda solo le sette precondizioni, stabilite al momento dell’approvazione da parte del Consiglio europeo, nel giugno 2022, dello status di Paese candidato dell’Ucraina. Non contempla tutte le altre questioni, che potrebbero rimanere in sospeso e che saranno oggetto degli stessi negoziati di adesione.

Se, come ha dichiarato pochi giorni fa il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, «l’Ucraina ha già soddisfatto le sette raccomandazioni dell’Ue stabilite al momento della concessione dello status di Paese candidato», il ruolo della Commissione è limitato alla verifica della corrispondenza tra la valutazione delle autorità ucraine e la propria. È inconcepibile che un compito così circoscritto non possa ragionevolmente essere svolto dalla Commissione europea in poche settimane.

Il Consiglio europeo potrebbe quindi, nella riunione del 23 e 24 marzo, chiedere alla Commissione di anticipare la stesura del suo parere e di trasmetterlo agli Stati membri alla fine di maggio o all’inizio di giugno, in modo che i capi di stato e di governo possano prendere una decisione nella riunione del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno.

L’appello chiede appunto ai leader dei Paesi membri dell’Ue di avviare, anziché rinviare un processo negoziale, che costituisce una precisa assunzione di responsabilità per le sorti della libertà dell’Ucraina e di tutti gli stati dell’Unione.

Per la loro libertà e per la nostra
Appello ai 27 Capi di Stato e di governo per l’immediato avvio dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Ue

Il 24 febbraio 2022 la Russia ha rilanciato su larga scala la propria guerra non dichiarata all’Ucraina. Questa nuova offensiva russa, propriamente imperialistica, è stata condotta all’insegna di sistematiche violazioni del diritto di guerra, in particolare del diritto umanitario: bombardamenti massicci e indiscriminati, stupri, rapimenti di bambini, deportazioni ed esecuzioni sommarie di civili, torture, esecuzioni di prigionieri di guerra, distruzione massiccia e mirata di infrastrutture civili…

Nel giugno 2022, superando le enormi resistenze e riluttanze coltivate a lungo dalle ingerenze russe in Occidente, i 27 Stati membri hanno finalmente riconosciuto all’Ucraina lo status di Paese candidato all’adesione all’Unione Europea.

Oggi ci sono tutte le ragioni per credere che le forze ostili a una rapida adesione dell’Ucraina siano di nuovo all’opera. Come interpretare altrimenti le dichiarazioni della Presidente della Commissione europea che, rivolgendosi al Presidente Zelensky, ha recentemente affermato che «tra oggi e quel futuro sorridente potrebbe esserci ancora molta strada da fare»?

Eppure questa guerra non dichiarata della Russia all’Ucraina è anche un’offensiva mortale della Russia contro tutti i Paesi che si riconoscono nella Carta delle Nazioni Unite. Solo lo status di potenza nucleare e la natura del regime russo hanno impedito al mondo libero, sotto la guida americana, di impegnarsi direttamente in questo conflitto, per ridurre al minimo i rischi di escalation da parte di Mosca.

Così, se è innegabile che, dopo le coraggiose riforme già attuate dall’Ucraina, nonostante l’invasione che sta subendo, altre dovranno seguire per sradicare la corruzione, resta il fatto che alcuni Stati membri dell’Ue, nascondendosi dietro una comoda non belligeranza, non hanno finora preso alcuna seria iniziativa per denunciare i loro cittadini, che sono stati corrotti politicamente, intellettualmente o finanziariamente dal regime russo; tra questi, ex capi di stato e di governo e una miriade di personalità dell’establishment politico, militare, accademico, economico e mediatico. In una situazione di guerra dichiarata, molti di loro avrebbero potuto essere perseguiti per collaborazione con il nemico o tradimento.

Infine, per fugare ogni ambiguità, precisiamo che non si tratta di creare condizioni di adesione preferenziali per l’Ucraina ma, semplicemente, di decidere l’apertura dei negoziati. In questo contesto, qualsiasi argomentazione burocratica, come l’invocazione della necessità di attendere la relazione della Commissione, annunciata per il prossimo autunno, è politicamente inammissibile. Le conclusioni di questo rapporto potranno essere facilmente prese in considerazione nei negoziati su ciascuno dei 35 capitoli del processo di adesione.

Poiché gli ucraini lottano per la loro e la nostra libertà, pagando ogni giorno un prezzo altissimo in termini di vite umane e di distruzione del loro Paese, riteniamo che qualsiasi rinvio da parte dei 27 dell’apertura formale dei negoziati di adesione oltre il giugno 2023 sarebbe politicamente, umanamente e moralmente inaccettabile.

Vincenzo Camporini, generale, ex Capo di stato maggiore della difesa, Italia

Francesco D’Arrigo, fondatore e direttore dell’Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli”

Gérard Deprez, ex membro del Parlamento europeo, Ministro di Stato, Belgio

Christian Friis Bach, membro del Parlamento (Folketing), ex ministro della Cooperazione allo sviluppo, Danimarca

Andrius Kubilius, eurodeputato, ex primo ministro della Lituania

Vytautas Landsbergis, ex Presidente della Repubblica di Lituania

Pandeli Majko, ex primo ministro dell’Albania

Karen Melchior, eurodeputata, Danimarca

Emilio Moffa, ammiraglio (ret.), Italia

Jan Pronk, ex ministro della Cooperazione allo sviluppo, ex ministro dell’Ambiente, docente emerito presso l’Istituto di studi sociali, Paesi Bassi

Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali, Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore di ASERI, Italia

Sofia Ventura, docente di Scienze politiche all’Università di Bologna, saggista, Italia

Guy Verhofstadt, eurodeputato, ex primo ministro del Belgio

Tomáš Zdechovský, eurodeputato, Repubblica ceca

Bogdan Zdrojewski, senatore, ex sindaco di Breslavia, ex ministro, ex europarlamentare, Polonia

Guillaume Ancel, scrittore, ex ufficiale, Francia

Audronius Ažubalis, deputato, ex ministro degli Esteri della Lituania

James Bacchus, docente universitario di Affari globali, University of Central Florida, USA

Jan Bartosek, vicepresidente della Camera dei Deputati, Repubblica Ceca

Daniel Beauvois, dottore honoris causa delle Università di Breslavia, Varsavia e Cracovia, ex direttore del Centro di civiltà francese dell’Università di Varsavia, Francia

Martine Benoit, docente di Storia delle idee presso l’Università di Lille, Francia

Gérard Bensussan, filosofo, docente emerito all’Università di Strasburgo, Francia

Marc P. Berenson, docente, Scuola di Politica ed Economia, King’s College di Londra, Regno Unito

Olga Bertelsen, docente di sicurezza globale e intelligence presso la Tiffin University, USA

Florian Bieber, docente di storia e politica dell’Europa sudorientale, Centro di studi sull’Europa sudorientale, Università di Graz, Austria

Sophie Bilderling-Shihab, ex corrispondente di Le Monde a Mosca, Francia

Igor Boni, presidente di “Radicali Italiani”, Italia

Jean-François Bouthors, giornalista e scrittore, Francia

Sara Brajbart-Zajtman, filosofa, giornalista, ex direttrice di “Regards”, rivista ebraica progressista, Belgio

Paulo Casaca, ex deputato al Parlamento portoghese, ex europarlamentare

Daniel Coche, regista, Strasburgo, Francia

Yves Cohen, storico, direttore di studi all’EHESS, Francia

Catherine Coquio, autrice, docente di letteratura comparata all’Università di Parigi, Francia

Laurent Coumel, docente di storia contemporanea, Dipartimento di studi russi, INALCO, Francia

Christophe D’Aloisio, ricercatore affiliato all’Istituto di Ricerca Religioni, Spiritualità, Culture, Società (RSCS, UCLouvain), direttore dell’Istituto di Teologia Ortodossa di Bruxelles (Belgio)

Emilio De Capitani, visiting Professor presso la Queen Mary Law School di Londra, Regno Unito

Frédérik Detue, docente di letteratura comparata presso l’Università della Costa Azzurra, Francia

Vicente Díaz de Villegas y Herrería, Generale (rit.) dell’esercito spagnolo, analista di sicurezza e difesa, Spagna

Massimiliano Di Pasquale, ricercatore associato presso la Fondazione Gino Germani, Italia

François Djindjian, Professore onorario presso l’Università di Parigi 1 Panthéon Sorbonne, Presidente dell’Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche, Segretario Permanente dell’Accademia Internazionale di Preistoria e Protostoria

Abdulkhazhi Duduev, presidente del Centro d’iniziativa per la società civile e la libertà di parola nel Caucaso, condirettore di DOSH, rivista indipendente del Caucaso.

Olivier Dupuis, ex parlamentare europeo, Belgio

Emmanuel Dupuy, presidente dell’Istituto per la prospettiva e la sicurezza in Europa (IPSE), Francia

Michel Eltchaninoff, filosofo, caporedattore della rivista Philosophie, Francia

Nino Evgenidze, direttore esecutivo del Centro di ricerca sulla politica economica (EPRC), Georgia

Martin Exner, membro del Parlamento, Repubblica Ceca

Penelope Faulkner, vicepresidente di Quê Me: Azione per la democrazia in Vietnam, Francia

Andrej Findor, docente associato presso l’Università Comenius di Bratislava, Slovacchia

Pavel Fischer, ex ambasciatore e senatore della Repubblica Ceca

François Foret, docente di scienze politiche, Cevipol/Istituto di studi europei, Università libera di Bruxelles, Belgio

Natalia Gamalova, docente di Lingua e letteratura russa, Dipartimento di Slavistica, Università di Lione 3, Francia

Aleksandar Georgiev, Colonnello (ret.), Bulgaria+

Julie Gerber, studioso di letteratura comparata, docente presso l’Università Jean Moulin Lyon 3, Francia

Catherine Géry, docente di letteratura e cinema russo all’INALCO, condirettore del Centro di ricerca Europa-Eurasia (CREE)

Mridula Ghosh, docente senior di Relazioni internazionali, Università nazionale di Kiev-Accademia Mohyla, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto per lo sviluppo dell’Europa orientale, Kiev, Ucraina

Wojciech Górecki, ricercatore senior presso l’OSW (Centro di studi orientali), Varsavia, Polonia, autore di libri sul Caucaso post-sovietico e sull’Asia centrale

Nicolas Gosset, analista della difesa, ricercatore Russia/Eurasia presso l’Istituto reale superiore per la difesa, Bruxelles, Belgio.

Iegor Gran, scrittore, Francia

Tomasz Grzegorz Grosse, docente all’Università di Varsavia, capo del dipartimento di politica dell’UE presso l’Istituto di studi europei, Polonia

Jarosław Gryz, docente all’Università di Studi sulla Guerra, Polonia

Jeanyves Guérin, docente di letteratura francese presso l’Università della Sorbona nouvelle, Francia

Domagoj Hajduković, membro del Parlamento (Sabor), Croazia

Pavel Havlicek, ricercatore presso l’Associazione per gli Affari Internazionali (AMO), Repubblica Ceca

Oleksandr Havrylenko, docente presso l’Università nazionale V. N. Karazin, Kharkiv Università nazionale N. Karazin, Ucraina

Marie Holzman, sinologa, presidente di Solidarité Chine, Francia

Sophie Hohmann, docente assistente, INALCO, Parigi

Jaroslava Josypyszyn, direttrice della Biblioteca ucraina, Parigi

Luba Jurgenson, docente all’Università Sorbona, Francia

Christian Kaunert, docente di politica di sicurezza internazionale presso la Dublin City University e l’Università del Galles del Sud

Adrian Kolano, ex caporedattore dell’Istituto di Varsavia, Polonia

Gašper Koprivsek, fondatore e direttore di Elysium Public Affairs, Slovenia

Eerik-Niiles Kross, membro del Parlamento estone, ex direttore dei servizi di intelligence, Estonia

Justine Lacroix, vice-decano della Facoltà di Filosofia e Scienze Sociali dell’Université libre de Bruxelles (ULB), docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Direttore del Centro di Teoria Politica, Belgio

Adam Lelonek, responsabile del programma e coordinatore regionale per l’Europa centrale e orientale, Progetto Beacon dell’IRI, Polonia

Sylvie Lindeperg, docente presso l’Università di Parigi 1 Panthéon-Sorbonne e membro emerito dell’Institut Universitaire de France

Jonathan Littell, scrittore, Prix Goncourt, Francia

Mihhail Lotman, docente emerito all’Università di Tallinn, docente di ricerca all’Università di Tartu, Estonia

Jacobo Machover, scrittore cubano esiliato in Francia, già docente all’Università di Avignone, Francia

Paul Robert Magocsi, Membro permanente della Royal Society of Canada, Accademia delle Arti, delle Lettere e delle Scienze Sociali

Matas Maldeikis, membro del Parlamento lituano (Seimas)

Murman Margvelashvili, direttore di World Experience per la Georgia, docente associato presso l’Università Statale di Ilia

Myroslav Marynovych, ex prigioniero di coscienza sovietico, vicerettore dell’Università Cattolica di Lviv, Ucraina

Alain Maskens, medico, oncologo, fondatore ed ex coordinatore medico dell’Organizzazione europea per la cooperazione negli studi sulla prevenzione del cancro (ECP), Belgio

Alvydas Medalinskas, analista politico, Università Mykolas Romeris, Vilnius, ex presidente della commissione Affari esteri del Parlamento lituano

Aude Merlin, docente senior, Université Libre de Bruxelles, Belgio

Michel Molitor, vice-rettore onorario dell’Università Cattolica di Lovanio, Belgio

Olivier Mongin, saggista ed editore, direttore della rivista Esprit dal 1988 al 2012, Francia

Emmanuel Morucci, sociologo, presidente del CECI (Cercle Europe Citoyennetés et identités), Francia

Alexander Motyl, docente di Scienze politiche, Rutgers University-Newark, USA

Véronique Nahoum-Grappe, scienziata sociale, Parigi, Francia

Boris Najman, docente associato e ricercatore in economia presso l’Università di Paris Est Créteil

Harry Nedelcu, Direttore della strategia e dello sviluppo aziendale di Rasmussen Global, Bruxelles

Bartlomiej E. Nowak, scienziato politico ed economista, docente presso l’Università della Vistola, Polonia

Lydia Obolensky, docente di lingua e letteratura russa, Belgio

Elsa Orgiazzi, economista, docente all’Università di Rennes 1, Francia

Carmelo Palma, giornalista, direttore di Strade-on-line

Filipe Papança, docente presso l’Accademia Militare (Amadora), Portogallo

Edouard Pflimlin, giornalista ed ex ricercatore associato presso l’Institut des relations internationales et stratégiques, Parigi

Andrzej Podraza, docente, direttore della cattedra di Relazioni internazionali e sicurezza, Università Cattolica di Lublino, Polonia

Elena Poptodorova, vicepresidente del Club Atlantico di Bulgaria, ex ambasciatore negli Stati Uniti, ex deputato del Parlamento bulgaro

Charles Powell, direttore dell’Istituto Reale Elcano di Studi Internazionali e Strategici, Spagna

Bohdan Prots, docente, Programma Danubio-Carpatico e Museo Statale di Storia Naturale, Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, Lviv, Ucraina

Jean-Paul Pylypczuk, Direttore della pubblicazione “La parole ukrainienne”, Francia

Eva Quistorp, ex membro del Parlamento europeo, Berlino, Germania

Nadège Ragaru, docente di ricerca presso Sciences Po Paris, Francia

Marie-Pierre Rey, storico e politologo, docente di storia russa e sovietica all’Università di Parigi I Panthéon Sorbonne, Francia

François Roelants du Vivier, ex membro del Parlamento europeo, ex senatore, Belgio

Sylvie Rollet, professore emerito, presidente dell’ASBL “Per l’Ucraina, per la loro e la nostra libertà”.

Malkhaz Saldadze, docente presso l’Università statale di Ilia, Georgia

Andrei Sannikov, presidente della Fondazione europea di Bielorussia. Vice ministro degli Affari esteri della Bielorussia (1995-1996), ex prigioniero di coscienza

Anton Shekhovtsov, direttore del Centro per l’integrità democratica, Austria

Israpil Shovkhalov, direttore di DOSH, rivista caucasica indipendente

Vasile Simileanu, direttore della rivista GeoPolitica, Romania

Edvīns Šnore, direttore, Membro del Saeima (Parlamento) della Repubblica di Lettonia

Andrew Sorokowski, avvocato e storico, ex studioso di Ucraina al Keston College, Inghilterra

Paul Bernd Spahn, ex docente di Economia, Università Goethe, Francoforte sul Meno, Germania

Brigitte Stora, giornalista, autrice, attivista femminista e internazionalista, Francia

Lorenzo Strik Lievers, storico, ex membro del Parlamento italiano (Camera e Senato), Italia

Wally Struys, docente emerito, economista della difesa, Scuola Militare Reale, Belgio

Raivo Tamm, membro del Parlamento estone, presidente della commissione Affari europei.

Catalin Tenită, membro della Camera dei deputati, Romania.

Patrizia Tosini, docente si Storia dell’arte moderna, Università Roma Tre, Italia

Florian Trauner, cattedra Jean Monnet presso l’Istituto di Studi Europei della Vrije Universiteit Brussel (VUB), visiting professor presso il Collegio d’Europa, Belgio

Kazimierz Ujazdowski, senatore, docente di diritto presso l’Università di Lodz, Polonia

Cécile Vaissié, docente universitario di Studi russi e sovietici, Università di Rennes 2, Francia

Maïrbek Vatchagaev, storico ceceno e analista politico del Caucaso settentrionale presso la Jamestown Foundation, condirettore della rivista “Caucasus Survey”

Patrick Vauday, docente di filosofia all’Università di Parigi 8 Saint Denis, Francia

Michael van Walt van Praag, professore di diritto internazionale e relazioni internazionali, Senior Fellow, Sompong Sucharitkul Center for Advanced International Legal Studies, Golden Gate University School of Law, presidente di Kreddha

Lucan Way, docente di Scienze politiche, Università di Toronto, Canada

Sarah Whitmore, lettrice di politica, responsabile dell’etica della ricerca della Facoltà, Scuola di Scienze Sociali, Oxford Brookes University, Regno Unito

Kataryna Wolczuk, docente presso la Scuola di Governo dell’Università di Birmingham, Associate Fellow, Programma Russia ed Eurasia, Chatham House, Londra, Regno Unito

Miroslav Žiak, ex membro del Parlamento, Slovacchia

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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