Vino da ascoltare“Meraviglia” è il tema della seconda edizione di “La Voce di Biondi-Santi”

Un racconto di Gianni Farinetti e la voce narrante di Neri Marcorè celebrano le nuove annate del Brunello di Montalcino Biondi-Santi

Foto da CS Biondi-Santi

«Domani venerdì 18 maggio, nel pomeriggio, nella sontuosa cornice parigina della casa d’aste Hervè, sarà battuto un lotto eccezionale. Si tratta di un esemplare unico di bottiglia storica di Brunello di Montalcino Biondi-Santi Riserva 1955. Il medesimo Brunello servito all’Ambasciata d’Italia a Londra nell’aprile del 1969 in onore della regina Elisabetta dall’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Si racconta che la regina restò ammaliata dalla squisitezza del vino ordinandone una scorta cospicua per le cantine di Buckingham Palace e rimanendo fedele nel tempo a questa assoluta specialità…».

Inizia così, con la voce narrante di Neri Marcorè, “Enigma in luogo divino”, il racconto scritto da Gianni Farinetti che segna il debutto delle due nuove annate di Biondi-Santi: il Brunello di Montalcino 2017 e il Brunello di Montalcino Riserva 2016. Dei due vini se ne sentirà parlare a lungo perché le produzioni relativamente modeste sono superate dalla loro longevità, che rientra nel proverbiale, tanto quanto la letteratura. Per l’opera, invece, le cose sono un po’ diverse e, per certi versi ancora più esclusive, perché non si potrà leggere ma solo ascoltare. Solo che per farlo bisognerà per forza di cose comprarsi almeno una delle due bottiglie che, è giusto saperlo, di listino costano rispettivamente duecento e seicento euro.

Neri Marcorè e Giampiero Bertolini

Quel che invece possiamo anticipare dello scritto di Farinetti, tra l’altro piemontese dell’alta Langa e vincitore del Premio Grinzane Cavour, del Premier roman di Chambéry e del Selezione Bancarella, è che si tratta di un giallo dalla narrazione ironica e per certi versi irriverente, ambientato a Parigi e che, in un susseguirsi di personaggi sorprendenti e d’antan, tratteggia il mistero della già citata bottiglia di Biondi-Santi. Protagonista non voluta che Giampiero Bertolini, amministratore delegato della cantina di Montalcino, ha voluto sottolineare con vigore come: «Una decisione presa da Gianni Farinetti, noi non abbiamo chiesto nulla».

Detto questo, sul collo della bottiglia c’è un piccolissimo QR code che custodisce il microcosmo di questa seconda edizione de “La Voce di Biondi-Santi” dove, oltre al racconto di Farinetti, che Marcorè legge nell’arco di un’ora circa, sono presenti anche una serie di podcast che, oltre a descrivere i vini, aprono un ventaglio di impressioni sul secondo aspetto portante: cioè il tema dell’anno, che per le due nuove annate è “Meraviglia”. Sostantivo femminile raccontato da Giampiero Bertolini («Qualcosa di inaspettato»), Federico Radi, direttore tecnico («La confidenza tra terra, tempo e vino») e soprattutto da un ospite d’eccezione del calibro di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze («La bellezza nascosta si può toccare con mano») che ci ricorda come «Solo la meraviglia ha il potere di portarci oltre quello che siamo già», che «È un’emozione che tutti conosciamo fin da bambini», ma anche che «Da grandi c’è il rischio di non meravigliarsi più di niente».

Ed è qui che interviene quello che per la Treccani è un «Sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata». Perché come ha spiegato Giampiero Bertolini: «Lo spirito di tutto questo è racchiuso nella nostra specifica esigenza di voler condividere con i nostri collezionisti quel che di bello succede al Greppo». Condivisione che, al di là del calice, e guardando al resto del mondo, è accompagnata anche da una narrazione del racconto in inglese attraverso la voce di Tomas Arana, attore americano naturalizzato italiano la cui filmografia inizia nel 1978 con “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici” di Lina Wertmüller, ma che è ricordato soprattutto per essere il cattivo in “The Bodyguard”, il generale Quinto in “Il gladiatore” e Lazzaro in “L’ultima tentazione di Cristo”.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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