Sinkevičius a MilanoIl Pnrr non è stato calato dall’alto, il governo trovi le risorse umane per attuarlo in tempo

«È difficile ipotizzare altre estensioni», dice il commissario europeo all’Ambiente, in visita al Bosco verticale. Sui casi di Firenze e Venezia: «Dobbiamo essere molto cauti su questo tipo di progetti, attendiamo chiarimenti»

Sinkevicious e Boeri
Foto Linkiesta

«Vorrei ricordare che il piano non è stato redatto dalla Commissione e calato dall’alto, ma è stato preparato dal governo italiano e l’attuazione deve essere italiana». Il commissario europeo all’Ambiente, il lituano Virginijus Sinkevičius (dei Verdi), visita il Bosco verticale di Milano. L’architettura rigenerativa, si complimenta, può diventare il «biglietto da visita» del Paese assieme al calcio e alla buona cucina, ma sui ritardi al Pnrr striglia l’esecutivo: «Spero che possa trovare le risorse umane ed eseguire il suo piano in tempo».

«È difficile ipotizzare un’altra estensione ora, dovremo valutare caso per caso e le ragioni», aggiunge. Sui casi di Firenze e Venezia, che sono stati determinanti per la proroga della terza rata a fronte dei dubbi sollevati da Bruxelles sull’«ammissibilità» di spendere milioni di euro (rispettivamente 55 e 93) votati alla ripresa post-pandemica per la riqualificazione dello stadio “Franchi” e la costruzione di una cittadella dello sport a Tessera, Sinkevičius la prende alla lontana: «Lo sport e specialmente il calcio hanno un ruolo importante nella cultura italiana e lo ammiriamo».

«Ma ciò che è stato chiaro fin dall’inizio – risponde alla domanda di Linkiesta – è che i fondi devono essere usati per investimenti che creino nuovi posti di lavoro o le condizioni per un’economia resiliente a shock futuri. Purtroppo, non possiamo concentrarci su infrastrutture che sul lungo periodo non portino benefici, ma al contrario potrebbero aver bisogno di ulteriori capitali per la manutenzione e così via. Dobbiamo essere molto cauti su questo tipo di progetti. La Commissione naturalmente aspetterà i chiarimenti».

Di nuovo: «Il Recovery plan, approvato dai ventisette Stati membri, è stato preparato dal governo italiano. Le priorità che sono stabilite lì, la transizione digitale e quella green, sono quelle del governo italiano». È Roma ad aver consultato gli stakeholders e considerato le specificità delle Regioni, insiste Sinkevičius dal terrazzo di uno degli appartamenti della torre progettata da Stefano Boeri, che è al suo fianco dopo averlo guidato nella visita.

L’Italia è uno dei Paesi dove l’applicazione della direttiva sulle prestazioni energetiche nell’edilizia, ribattezzata «case green», potrebbe essere più complicata. «Il supporto finanziario è lì – commenta il commissario –. Questi finanziamenti sono pensati per assicurare che alla fine la gente benefici di bollette meno costose, di un ambiente abitabile e più salutare. Non possiamo annunciare ogni giorno nuovi fondi, specialmente quando sentiamo che con quelli attuali c’è già un problema a investire il denaro e vengono chieste proroghe».

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