Terra protestaL’incessante rivolta delle piazze in Israele contro la legge salva Netanyahu

Il Primo ministro israeliano ha fatto approvare dalla Knesset in prima istanza il decreto che limita il potere della Corte Suprema e che potrebbe interrompere i suoi processi per corruzione. Questa prova di forza ha scatenato diverse manifestazioni popolari, rischiando di dividere il Paese ancora di più

LaPresse

Il Primo ministro israeliano Bibi Netanyhau ha deciso di sfidare di nuovo la piazza israeliana, ha vanificato i tentativi di mediazione sulla riforma che sancisce la supremazia del Governo sulle decisioni della Corte Suprema e ha fatto votare dalla Knesset, il Parlamento monocamerale di Israele, in prima istanza (ma necessitano altri due voti) la legge che impedisce alla stessa Corte di applicare il «criterio di ragionevolezza» per cassare i provvedimenti legislativi. Si tratta di una legge che, peraltro, secondo gli esperti di diritto potrebbe portare anche all’interruzione dei processi per corruzione in corso contro lo stesso Netanyhau.

Dunque, per l’ennesima volta, Bibi ha truccato le carte. A marzo, a seguito di una immensa e reiterata protesta popolare, e su richiesta del presidente Isaac Herzog, aveva sospeso l’iter legislativo del provvedimento e aveva accettato di aprire un tavolo di trattative con l’opposizione parlamentare. Ma poi non ha minimamente ceduto alle richieste di modifica della legge, ripresentata ora immutata alla Knesset, nell’evidente tentativo di sfiancare l’opposizione della piazza con una tattica di tempi lunghi.

Vincente in Parlamento, Netanyhau rischia però di perdere di nuovo nel braccio di ferro con la piazza. Subito dopo il voto, migliaia di manifestanti hanno interrotto l’autostrada che collega Tel Aviv col nord del Paese e hanno manifestato all’aeroporto Ben Gurion. Durissima la reazione di Itamar ben Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale, dell’ultradestra para fascista, che ha incitato la polizia a picchiare duro e ha sostenuto che bloccare l’aeroporto è un «attentato alla sicurezza nazionale». Più di settanta gli arrestati. Duecento riservisti dell’aeronautica, il cui ruolo è essenziale, hanno proclamato di non essere disponibili a prendere servizio se il Governo non ritirerà la legge.

Nella serata di martedì si è svolta l’ennesima, immensa manifestazione di protesta a Tel Aviv, e in altre città israeliane, durante la quale la polizia ha attaccato con i cavalli e ha minacciato di impiegare le bombe sonore, di solito impiegate contro i palestinesi e stavolta per la prima volta anche contro manifestanti israeliani. È ricominciato, dunque, là dove si era sospeso, il braccio di ferro tra il governo di ultradestra e la piazza democratica israeliana.

Probabilmente Bibi Netanyhau, insensibile addirittura agli ammonimenti di Joe Biden che si rifiuta infatti di riceverlo alla Casa Bianca, e prigioniero per propria scelta dei partiti alleati di estrema destra, ha deciso di provare a sfiancare le proteste sul lungo periodo. Un calcolo avventurista, perché mai la società israeliana è stata così dilaniata, a detta di molti, e sull’orlo della guerra civile. Scontro che lacera anche le istituzioni e gli stessi vertici della polizia e della sicurezza. Ora, come nella primavera scorsa, molto dipenderà dalla posizione che assumerà la Histadrut, la potente centrale unica sindacale i cui scioperi massicci hanno paralizzato il Paese, costringendo Netanyhau a sospendere la discussione della legge.

Il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha affermato che le proteste devono essere consentite all’aeroporto in base al loro diritto legale di protestare, la sua decisione ha suscitato nuove richieste per la sua espulsione da parte dei membri della coalizione, compresi i ministri del governo di Netanyahu. Se la Knesset dovesse approvare una votazione finale su un disegno di legge che limita la supervisione dei tribunali, approvato in prima lettura con una maggioranza di sessantaquattro contro cinquantasei lunedì, l’AG dovrebbe essere licenziato e sostituito con qualcuno più incline alla coalizione ordine del giorno. Gli esperti legali avvertono che una tale mossa potrebbe portare all’interruzione del procedimento penale contro Netanyahu.

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