Rispetto delle istituzioniCrosetto ha fatto bene a destituire Vannacci, dice il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè

L’ex sottosegretario alla Difesa ha spiegato, intervistato da Repubblica, che il ministro si è mosso da uomo dello Stato, sollevando dall’incarico il generale che ha pubblicato un libro pieno di frasi omofobe e razziste

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«Un generale è un massimo dirigente dell’esercito, dovrebbe sapere che il corpo si fonda sull’obbedienza e sulla gerarchia. Se domani ogni militare si alza e dice la propria si perde ogni compattezza. E questa non è sottomissione, ma il dna stesso dell’essere militare. Poi se la cosa non piace più, se quei perimetri non vengono più riconosciuti, uno allora non fa più il militare». A dirlo è Giorgio Mulè (Forza Italia), vicepresidente della Camera, intervistato da Matteo Pucciarelli su Repubblica, parlando del caso Vannacci – la vicenda legata al generale dell’Esercito Roberto Vannacci, autore di “Il mondo al contrario”, un saggio di circa trecento pagine con frasi omofobe e razziste.

Già sottosegretario alla Difesa durante il governo Draghi, Mulè ha iniziato la conversazione esprimendo solidarietà a Guido Crosetto che, dice, da ministro della Difesa si è mosso da uomo delle istituzioni su questo episodio, destituendo Vannacci. «Il ministro ha agito uniformandosi né più né meno da ciò che è scritto dal 2011 – dice Mulè – rispetto alla riservatezza che vincola i membri delle forze armate. Se ne impone una rafforzata su opinioni che possano in qualche modo creare una generalizzazione attorno all’esercito. Vannacci non è stato condannato né degradato, disciplinarmente poi si vedrà, cercando di capire se quanto ha fatto ha dato lustro o meno all’esercito».

Il libro di Vannacci, che Mulè dichiara di non aver letto perché «i libri si leggono se ti danno l’impressione di arricchirti e questa opera al più ti impoverisce», è stato oggetto di polemiche in Italia e all’estero, a causa di contenuti razzisti, omofobi, frasi inaccettabili per un rappresentante dello Stato. Inaccettabili quasi per tutti, perché una parte della destra sembra corteggiare ancora Vannacci: Matteo Salvini, ad esempio, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, oltre che leader della Lega, ha detto che acquisterà il libro e «se il generale scrive qualcosa che non ha niente a che fare con segreti di Stato o con il suo lavoro, ed esprime dei suoi pensieri nero su bianco, ha il dovere e il diritto di farlo».

Ma questo, spiega Mulè, non è compatibile con il ruolo ricoperto da Vannacci. «Vannacci non parla dell’esercito per gli atti di eroismo, non parla di soldatesse che lasciano i bambini di due anni a casa per delle missioni all’estero», ha detto a Repubblica, «Si parla del suo libro per il sesso degli angeli. E se ne parla dopo che la Difesa italiana, prima ancora degli americani, oltre dieci anni fa accettò che due militari dello stesso sesso si sposassero. Siamo stati all’avanguardia. Ancora nel 2023 a parlare di questo? Mi viene il sangue al cervello, siamo nel medioevo?».

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