Non ditelo agli enologiIl rosso diventa fresco ingrediente per i cocktail

Non solo nella sangria, ma anche in abbinamento a bibite gasate, frutta e sciroppi, il vino esce dal suo ruolo tradizionale e si veste d’estate, per guadagnare un ruolo tra le bevande rinfrescanti

Foto di Frank Zhang su Unsplash

In estate vino rosso fa rima con sangria: la rinfrescante bevanda spagnola è sicuramente la regina dei mesi  più caldi dell’anno, ma non è l’unico cocktail a base di rosso capace di affrontare la calura.

La ricetta della sangria è semplicissima: alla base di tutto ci sono vino rosso, frutta e ghiaccio. È fondamentale che il vino sia buono, magari spagnolo (Tempranillo o Garnacha per non sbagliare), ma si può scegliere anche un Syrah o un italianissimo Nerello mascalese, come questo di Cortese.

Scelto il vino si aggiungono zucchero (quanto basta per addolcire il vino, evitando esiti “mielosi”), succo e fette di arancia, pezzetti di pesca o di mela e, se piace, un tocco di spezie. Si mescola il tutto nella jarra, la caraffa, e si uniscono ghiaccio e, in alcuni casi, un goccio di brandy o un bicchiere di gazzosa.

Vino rosso e gazzosa sono la base di un altro classico dell’estate spagnola: il tinto de verano, alla lettera “vino rosso d’estate”, la cui base deve essere sempre un rosso di qualità; a completare la bevanda possono essere una fettina di limone o una spruzzata di Martini rosso, mentre la gazzosa può essere sostituita con limonata.

Se poi per alleggerire il “tinto” alla gazzosa si sostituisce la cola, si ottiene in Spagna il Calimocho, in un’abbinata molto diffusa anche nei bar italiani.

E in Italia il re degli aperitivi è lo spritz, nato proprio dall’esigenza di alleggerire e rinfrescare il vino. Bianco, però. Inutile dire che le varianti in rosso dello spritz si sprecano, ma la più diffusa e apprezzata è lo spritz al Lambrusco, che spopola ai tavolini emiliani.

La base è quella del classico spritz, a cambiare è il vino, ma ci possono essere anche tanti dettagli che variano, dalla scelta del bitter all’aggiunta di soda, cola o in alcuni casi addirittura pompelmo.

Il mixologo di Cleto Chiarli propone due idee. Uno Spritz a modo nostro, da preparare con quattro parti di Vecchia Modena Premium Lambrusco di Sorbara Doc, tre parti di Spuma bianca Spumador, una parte di Bitter Campari e rametto di menta per guarnire; a questo spritz si aggiunge Ugo, variante al lambrusco dell’amatissimo Hugo: tre parti di Lambrusco del Fondatore Lambrusco di Sorbara Doc e una parte di St. Germain, più una spruzzata di seltz.

Cocktail St. Germain Hugo a base di Lambrusco del Fondatore

E se noi Italiani “giochiamo” sullo spritz, i cugini francesi non sono da meno e propongono la versione in rosso del loro celebre Kir. La ricetta del Communard così preparato è semplicissima: nove parti di vino rosso, ben freddo, e due parti di crème de cassis, ricordando che i vini migliori per questo cocktail sono quelli del Sud, come un Côtes-du-Rhône. In Francia sono molto amati anche i cocktail a base di Beaujolais, da mixare con succhi tropicali o di frutti rossi.

Senza dimenticare che, con fantasia e gusto, si possono creare bevande estive con i vini più disparati. Ad esempio si può preparare un ottimo cocktail con cinquanta centilitri di Primitivo di Manduria (perfetto il San Gaetano di Due Palme), mezzo lime, due cucchiai di zucchero di canna, una fetta di arancia, venti centilitri di Cointreau e venti centilitri di succo d’arancia: basta pestare insieme il lime, la fetta di arancia e lo zucchero di canna, aggiungere il vino e shakerare con ghiaccio, per poi versare nel bicchiere da vino e aggiungere succo d’arancia e Cointreau.

Sembra complicato, ma non lo è. E se vogliamo qualcosa di veramente semplice, facciamo come facevano i nostri nonni e versiamo nel bicchiere metà dose di spuma nera e metà di vino rosso, per ottenere un semplicissimo “su e giò”.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter