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L’Everyman of the InternetEssere e diventare Khaby Lame, il tiktoker più seguito del 2023

Oggi ha oltre 160 milioni di follower. Tutto è partito dopo aver perso il lavoro in fabbrica, cominciando a produrre video in cui fa ironia su azioni illogicamente complicate. Le origini e l’ascesa del re italiano di TikTok, dal social alla tv

(Da Youtube)

Tratto da Morning Future

In Italia, secondo i dati dell’ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, quattrocentosettantamila persone hanno perso il lavoro nel periodo del Covid. Tra queste, c’era anche un operaio ventenne di origini senegalesi residente a Chivasso, nei sobborghi di Torino. Il suo nome è Khabane Serigne Lame, oggi conosciuto da tutti come Khaby Lame. Colui che detiene il titolo di tiktoker più seguito nella prima metà del 2023, con oltre 160,5 milioni di follower.

L’inizio della sua storia è simile a quella di molti altri: lavorava in una fabbrica di automobili, è arrivata la pandemia, ha perso il lavoro e si è ritrovato chiuso in casa con molto tempo libero. La noia l’ha condotto a trascorrere parte delle sue giornate su TikTok registrando qualche video, per lo più balletti o clip ironiche sul periodo storico che nel 2020 tutto il mondo stava affrontando. È da quel momento in poi, però, che la sua storia ha preso una direzione molto diversa.

Nel 2020 Khaby, nei suoi video su TikTok, ha iniziato a fare ironia su azioni illogicamente complicate. Lo schema è quasi sempre lo stesso: viene presentato un video in cui il protagonista fa qualcosa di semplice in modi assurdi, come pelare una banana con un coltello, e, in seguito, Khaby risponde con clip in cui svolge lo stesso compito in modo molto più semplice e intuitivo. Con delle costanti: nei video l’elemento della voce è quasi sempre assente, lo sguardo è sbigottito alla vista dei comportamenti senza senso ai quali assiste, concludendosi con il gesto fatto con i palmi delle mani rivolti verso l’alto che lo caratterizza, quasi a voler dire «guarda, è facile», a cui si aggiunge il cosiddetto “smh”, acronimo di shaking my head, in segno di disapprovazione.

Gli esordi e l’ascesa
Khaby Lame è arrivato in Italia dal Senegal, con la sua famiglia, quando aveva circa un anno, e ha trascorso i primi vent’anni senza particolari agi o lussi. Anzi, i suoi video sono spesso stati girati dentro le mura della sua piccola camera da letto e, in particolare all’inizio, con la fotocamera di un cellulare di una qualità non eccezionale. Ma TikTok è stato la sua rampa di lancio, anche se da piccolo aveva già iniziato a creare video su YouTube, senza però avere successo.

Il social network cinese gli ha permesso di diventare recentemente il tiktoker più seguito al mondo, superando il precedente record della ballerina Charli Grace D’Amelio, e di trasformare quello che era un passatempo da pandemia in un vero e proprio lavoro. Il suo obiettivo ultimo, però, non è mai stato quello di competere, ha detto al New York Times. Il suo scopo è far ridere le persone, e pare proprio che ci stia riuscendo.

Due giorni dopo aver raggiunto il record, Khaby Lame ha ricevuto la cittadinanza italiana. «Il fatto che il re italiano di TikTok non fosse ufficialmente riconosciuto come italiano ha portato il suo caso all’attenzione delle autorità governative, che il 24 giugno hanno annunciato via Twitter che sarebbe stato presto invitato a prestare giuramento», riporta il Time. «Mi sentivo italiano anche prima di oggi, come tutti gli altri, avendo vissuto sempre qua», aveva detto ai microfoni dei giornalisti dopo la conclusione della cerimonia.

L’Everyman of the Internet
Secondo il New York Times, Khaby Lame è «l’Everyman of the Internet», ovvero non c’è alcuna volontà di precisione dal punto di vista tecnico nella produzione dei suoi video. Uno dei segreti della sua popolarità risiede sicuramente nella capacità di creare clip che siano comprensibili da chiunque. «Il silenzio in fondo è una lingua universale, è accessibile a tutti. Un tempo esisteva il cinema muto», ha detto a margine di una conferenza stampa.

I suoi video, infatti, sono quasi sempre senza parole e la componente dei gesti e degli sguardi sarcastici riveste un ruolo fondamentale. «Cerco di stare attento a non offendere nessuno. Fin da bambino ho amato far ridere la gente e usare l’ironia per intrattenere. I miei punti di riferimento sono Will Smith ed Eddie Murphy», ha detto in un’intervista a Forbes.

La sua carriera ora sta decollando, superando anche i confini della piattaforma che lo ha reso famoso. Nel 2021, ha deciso di lasciare il torinese per trasferirsi a Milano, dove ha iniziato anche a studiare la lingua inglese. Nello stesso anno è apparso come co-protagonista nell’annuncio dell’arrivo di Manuel Locatelli alla Juventus ed è stato invitato alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2022, è apparso nelle campagne di brand famosi ed è stato scelto come testimonial della campagna istituzionale #UniciDiversiUguali, per celebrare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.

Ma la storia di riscatto di Khaby Lame pare non volersi fermare. Da settembre è uno dei quattro giudici – insieme a Elettra Lamborghini, Mara Maionchi e Frank Matano – della nuova stagione di “Italia’s Got Talent” trasmessa sulla piattaforma streaming Disney+. Un cambiamento coraggioso, che dà per scontata, almeno in parte, una svolta del personaggio da “reaction-man” a giudice. Ma, come ha affermato in molte interviste, il suo sogno è quello di approdare sul grande schermo come attore comico e, chi lo sa, magari anche un domani vincere un Oscar. D’altro canto, vista la popolarità che ha raggiunto in così poco tempo, superando velocemente tutti i record dei tiktoker affermati da anni, non è una possibilità da escludere.

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