California Eatin’ I must-to-eat nel tuo viaggio nei parchi dell’Ovest degli Stati Uniti

Non solo carne e hamburger, i piatti americani sono tutti da scoprire, con qualche piccolo aiuto da altre culture culinarie

Foto di Balazs Simon

Il tour dei parchi dell’Ovest degli Stati Uniti partendo o incrociando la California è un grande classico delle vacanze, per gli americani ma anche e soprattutto per gli italiani (ce ne siamo accorti quando quest’estate la cameriera di un posto DAVVERO sperduto in mezzo al deserto ha esordito chiedendoci se tutti gli italiani in agosto sono negli Stati Uniti. Proseguendo nel tour il dubbio è rimasto). Un on the road che però non conosce stagionalità: anche in inverno ha il suo perché – e citiamo solo la Monument Valley innevata e i venticinque gradi standard di Los Angeles e San Diego – ma soprattutto negli Stati Uniti non esistono ristoranti, negozi, locali che chiudono per sei mesi l’anno quando i turisti si fanno vedere meno. Meglio o peggio? Ai posteri l’ardua sentenza.

Un’altra certezza è la consueta frase di accompagnamento dei connazionali quando giustificano la scelta del viaggio: «Posti bellissimi, ma il cibo… solo hamburger e carne». E per quanto sia vero che questi ultimi la facciano da padrone, non mancano le particolarità e – come direbbero loro stessi – i must to eat in un viaggio di due o tre settimane nella costa Ovest degli Stati Uniti.

Asiatico a San Francisco e a Los Angeles
Un articolo su cosa mangiare negli Stati Uniti e si inizia con il cibo asiatico? Ebbene sì, in primis perché sicuramente per questo viaggio dovrete iniziare o passare da almeno una di queste grandi città. E siamo qui anche per sfatare miti e luoghi comuni di metropoli da tantissimi definite invivibili per i prezzi di… tutto. E per quanto sia vero sotto tanti aspetti, e non ultimo il cibo, la scelta più alla portata di tutti c’è, grazie a due culture culinarie che devono la loro risonanza mondiale in buona parte proprio agli States.

In Chinatown a San Francisco sembra davvero di essere a Pechino: dalla molto turistica fabbrica dei biscotti della fortuna, fino a fornai, raviolerie e chi più ne ha più ne metta. Quello che è certo è che è possibile provare a prezzi onesti una vera e propria esperienza di cibo cinese (americano). Dopotutto il cibo cinese che conosciamo è nato proprio negli States, lo sapete vero?

Anche i rivali asiatici non scherzano a Japantown. Ramen e sushi per tutti i gusti. Abbiamo provato Tenroku Sushi, un piccolissimo locale all’interno di un centro commerciale che di sera è aperto solo per i ristoranti. Sushi a nastro e chef che lo preparano direttamente davanti agli occhi dei clienti, anche alla carta. Rapporto qualità/prezzo imbattibile, anche per gli standard italiani. Gli equivalenti, in termini di quartieri e di scelte “local” (o forse la parola giusta oggi è “glocal”) si trovano anche a Los Angeles, dove Chinatown e Little Tokyo sono nei pressi di Downtown, il cuore attorno a cui si è sviluppata questa città tentacolare.

Foto di Ilaria Ricotti

Un barbecue autentico
Una vera e propria istituzione, dal più famoso texano fino a tutte le varie declinazioni che si diramano nei diversi Stati dell’Unione. Costine che si sciolgono in bocca, alette di pollo affumicate, tagli di carne cotti alla perfezione: per provare un’esperienza davvero autentica, tra il Sequoia National Park e la Death Valley (e con “tra” si intendono ad almeno quattro ore sia dall’uno che dall’altro), ci siamo fermati a Bakersfield da Salty’s BBQ. Un chiosco ai lati della strada, con la fila di persone che arrivano a ritirare gli ordini di asporto o a mangiare un boccone sui tavoli di plastica prima di rimettersi in marcia. Non dimenticatevi di ordinare i sides, i contorni all’americana, che sono una parte importante del piatto stesso. Ne avete diritto a due: oltre alle solite patatine, lasciatevi tentare dal Mac and Cheese o dal coleslaw, l’insalata di cavolo. Ne rimarrete incantanti, soprattutto quando vedrete i pentoloni in cui vengono preparati direttamente nel giardino sul retro.

Foto di Ilaria Ricotti

American Breakfast
Di posti dove fare una vera colazione americana non ne mancheranno durante il viaggio. Dall’onnipresente Denny’s (quando vi stancate di bacon e uova strapazzate, provate qui lo smoothie) a praticamente qualsiasi diner o ristorante aperto la mattina. Possiamo dire che la colazione rappresenta la vera cultura culinaria americana? Sì, diciamolo. Ma quando passate da Las Vegas (e credeteci, ci passerete) è impossibile non fermarsi da Mr. Mamas Breakfast and Lunch. In un posto defilato, con soli veri local, abbiamo provato il piatto di cui non credevamo di aver bisogno, e invece: due pancake, sormontati da polpette (fritte) di granchio, ricoperte da uova poché, con contorno di patate schiacciate.

Foto di Ilaria Ricotti

Un’insalata
Andare negli Stati Uniti e mangiare un’insalata sembra quasi un ossimoro, lo sappiamo. Ma dopo una settimana di carne e carboidrati è quasi un sollievo. Anche perché le insalate negli States non hanno niente a che vedere con le quattro foglie di lattuga, due pomodori e cinque olive con un filo di sale e olio che sono gli incubi dei nostri giorni di dieta. Il bello delle insalate americane è che non sanno di insalata. Ci mettono infatti talmente tante salse, che se uno chiude gli occhi potrebbe tranquillamente immaginare di mangiare un polpettone un po’ pesante.

La Ceasar Salad è quasi sempre la scelta più inflazionata: in primis perché il pollo di solito è davvero buono e poi perché tra maionese e affini è quasi un’esperienza goduriosa. Ce la siamo concessa a Kanab, un paesino nei dintorni del Bryce Canyon (aka ad almeno due ore di macchina) dove sono stati ambientati innumerevoli film western. I locali sono un po’ delle trappole per turisti, ma da Iron Horse l’atmosfera vale il cibo medio.

Foto di Ilaria Ricotti

Fast food mon amour
Anche se il vostro budget dovesse essere illimitato, andare in America senza provare un fast food è un po’ come andare a Roma e non provare la carbonara. Fast food non è poi solo sinonimo di poca qualità, soprattutto in California e dintorni.

Tra i più celebri (e a ragione), la catena di hamburger In-n-Out: ci vanno anche le celebrities dopo gli Oscar, compresa la nostrana Chiara Ferragni, cosa si può volere di più. Per gli amanti del pollo fritto con un twist, c’è invece Raising Cane’s, che ha preso piede nel Sud degli Stati Uniti e che si sta affermando sempre di più, grazie a pollo fritto tenerissimo e una salsa segreta in cui intingere pane bianco tostato. Infine, una chicca che per chi decide di fare Los Angeles-San Diego percorrendo la bellissima strada che costeggia l’oceano. All’altezza di Laguna Beach c’è uno Shake Shack dove è possibile gustarsi un avocado toast (dopotutto siamo in California, no?) su un tavolo di legno con l’oceano che si stende ai nostri piedi. Se non ci fossero almeno altri 1028384 chilometri da percorrere in questo road trip, uno potrebbe fermarsi in quell’esatto punto per ore e recuperare la sanità mentale dopo un anno di lavoro in qualsiasi parte del mondo.

Foto di Ilaria Ricotti

Per nostalgici
«Come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte», cit. ogni italiano all’estero e non. Ma anche come si mangia italiano negli Stati Uniti non è da disdegnare. Inutile dire che i ristoranti italiani sono ovunque, ma prima di entrare in uno qualsiasi leggere le recensioni e capire se effettivamente all’interno della cucina è mai passato un italiano, o per lo meno una persona che ha visto a meno di duemila chilometri un piatto italiano, è il minimo. Provare una pizza American style, con ananas, o la classica pepperoni, è comunque un’esperienza da fare.

Se invece la nostalgia di casa è davvero troppa, non disperate. La pizza napoletana è arrivata in California e l’abbiamo mangiata, più buona che in tante pizzerie di Milano, a San Luis Obispo. Sì, il pizzaiolo è napoletano. E il proprietario di Flour House anche.

Foto di Ilaria Ricotti

 

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