Dall’altra parte del mondo: così percepiamo l’Australia noi europei, e tutto sommato non è sbagliato, soprattutto quando si tratta del Natale. Qui la slitta di Babbo arriva trainata – si dice – da sei canguri bianchi e non dalle renne, e il simpatico vecchietto riempie di doni e dolcetti le calze che i bambini appendono non ai camini, ma alle finestre; e soprattutto Babbo Natale arriva non tra cime innevate, ma lungo spiagge assolate, tra barbecue allestiti lungo l’Oceano, surfate sulle onde lunghe e bambini festanti in costume da bagno.

Certo, non mancano gli alberi di Natale (famosissimo quello di Sidney, decorato con decine di migliaia di lucine e altrettanti cristalli Swarovski), i canti natalizi a lume di candela e le lucine, ma siamo in piena estate, e il termometro sale facilmente sopra i trenta gradi.
In particolare in Western Australia il Natale si può trasformare in un’esperienza all’aperto, nella cornice di un frutteto dove sperimentare anche la raccolta, o di un vigneto nella splendida Swam Valley: in campagna si allestiscono tavolate o si organizzano picnic.

Tuttavia la tradizione più tipica del luogo è quella di regalarsi un allegro barbecue sulla spiaggia, per condividere la festa tra amici e parenti. Sono davvero numerose le spiagge dove trovare delle “stazioni bbq pubbliche”, alle quali chiunque può accedere per grigliare, a patto solo di portarsi da casa l’occorrente. Un esempio? La spiaggia di Middleton, bellissima con le sue sabbie fini e le sue acque cristalline, perfettamente attrezzata con un punto barbecue pubblico.
Sulla griglia salsicce, grosse bistecche, hamburger, costolette di agnello, ma anche gamberoni, ostriche fresche, pesce appena pescato e verdure di stagione. Ad accompagnare, salse saporite, burro fresco, panini fragranti e grandi ciotole di insalata, dall’insalata verde a quella di patate fino alla coleslaw a base di cavoli.
E naturalmente il rituale del barbecue di Natale non può dirsi completo senza tanta birra ben fredda. E dopo la grigliata, come dessert, non certo panettone o pandoro, ma macedonia, gelato, un Christmas pudding dal gusto anglosassone o una bellissima pavlova, la torta originaria della Nuova Zelanda e realizzata con meringa, panna montata e tanta frutta colorata.
Grigliate in spiaggia e tavolate in giardino si allestiscono verso l’ora del tramonto, e hanno un sapore informale: anche quando non si scelga il barbecue ma un tradizionale tacchino, si preferisce servirlo freddo, abbinato a salse, a salumi e formaggi.
«Il nostro è più un “Friendmas” che un Christmas – chiosa lo chef Paolo Apuzzo del ristorante italiano Garum di Perth – un’occasione in cui ci riuniamo tutti insieme, cuciniamo del buon cibo e gustiamo dell’ottimo vino. Il tutto seguito da un giro in spiaggia: non sarebbe Natale senza un tuffo nell’oceano».
Secondo lo chef il piatto più rappresentativo del Natale in Western Australia è l’insalata di aragosta con mango, kaffir lime, coriandolo e aceto thailandese, un piatto dal sapore vagamente esotico, che esalta uno degli ingredienti più presenti sulle tavole delle feste australiane, i crostacei di cui l’oceano è ricco; ma naturalmente lo chef non dimentica le proprie origini: «In famiglia la tradizione è quella di preparare i nostri cappelletti italiani, seguiti da vitello tonnato. E poi cotechino con lenticchie».
Del resto l’Australia è un mosaico di culture provenienti da lontano, che si riflettono nelle usanze e nella gastronomia locali.
