FriendmasIn Australia le feste a testa in giù

Il barbecue in spiaggia è il rituale più tipico delle festività australiane, un 25 dicembre alla rovescia da celebrare in riva al mare, baciati da un caldo sole

Foto di Rosie Steggles su Unsplash

Dall’altra parte del mondo: così percepiamo l’Australia noi europei, e tutto sommato non è sbagliato, soprattutto quando si tratta del Natale. Qui la slitta di Babbo arriva trainata – si dice – da sei canguri bianchi e non dalle renne, e il simpatico vecchietto riempie di doni e dolcetti le calze che i bambini appendono non ai camini, ma alle finestre; e soprattutto Babbo Natale arriva non tra cime innevate, ma lungo spiagge assolate, tra barbecue allestiti lungo l’Oceano, surfate sulle onde lunghe e bambini festanti in costume da bagno.

@Mandurah Cruises

Certo, non mancano gli alberi di Natale (famosissimo quello di Sidney, decorato con decine di migliaia di lucine e altrettanti cristalli Swarovski), i canti natalizi a lume di candela e le lucine, ma siamo in piena estate, e il termometro sale facilmente sopra i trenta gradi.

In particolare in Western Australia il Natale si può trasformare in un’esperienza all’aperto, nella cornice di un frutteto dove sperimentare anche la raccolta, o di un vigneto nella splendida Swam Valley: in campagna si allestiscono tavolate o si organizzano picnic.

Core Cider, Perth Hills ©Tourism Western Australia

Tuttavia la tradizione più tipica del luogo è quella di regalarsi un allegro barbecue sulla spiaggia, per condividere la festa tra amici e parenti. Sono davvero numerose le spiagge dove trovare delle “stazioni bbq pubbliche”, alle quali chiunque può accedere per grigliare, a patto solo di portarsi da casa l’occorrente. Un esempio? La spiaggia di Middleton, bellissima con le sue sabbie fini e le sue acque cristalline, perfettamente attrezzata con un punto barbecue pubblico.

Sulla griglia salsicce, grosse bistecche, hamburger, costolette di agnello, ma anche gamberoni, ostriche fresche, pesce appena pescato e verdure di stagione. Ad accompagnare, salse saporite, burro fresco, panini fragranti e grandi ciotole di insalata, dall’insalata verde a quella di patate fino alla coleslaw a base di cavoli.

E naturalmente il rituale del barbecue di Natale non può dirsi completo senza tanta birra ben fredda. E dopo la grigliata, come dessert, non certo panettone o pandoro, ma macedonia, gelato, un Christmas pudding dal gusto anglosassone o una bellissima pavlova, la torta originaria della Nuova Zelanda e realizzata con meringa, panna montata e tanta frutta colorata.

Grigliate in spiaggia e tavolate in giardino si allestiscono verso l’ora del tramonto, e hanno un sapore informale: anche quando non si scelga il barbecue ma un tradizionale tacchino, si preferisce servirlo freddo, abbinato a salse, a salumi e formaggi.

«Il nostro è più un “Friendmas” che un Christmas – chiosa lo chef Paolo Apuzzo del ristorante italiano Garum di Perth – un’occasione in cui ci riuniamo tutti insieme, cuciniamo del buon cibo e gustiamo dell’ottimo vino. Il tutto seguito da un giro in spiaggia: non sarebbe Natale senza un tuffo nell’oceano».

Secondo lo chef il piatto più rappresentativo del Natale in Western Australia è l’insalata di aragosta con mango, kaffir lime, coriandolo e aceto thailandese, un piatto dal sapore vagamente esotico, che esalta uno degli ingredienti più presenti sulle tavole delle feste australiane, i crostacei di cui l’oceano è ricco; ma naturalmente lo chef non dimentica le proprie origini: «In famiglia la tradizione è quella di preparare i nostri cappelletti italiani, seguiti da vitello tonnato. E poi cotechino con lenticchie».

Del resto l’Australia è un mosaico di culture provenienti da lontano, che si riflettono nelle usanze e nella gastronomia locali.

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