Come scrigniLe Spa di montagna in cui rilassarsi significa fondersi con il paesaggio

Sciare non è più l’unico motivo valido per salire in vetta nei mesi invernali, anche a causa del cambiamento climatico. Dall’Hotel De Len a Cortina al Faloria Mountain Spa Resort, passando per il Latemar, Bressanone e Brunico: dove trovare alberghi in quota che offrono centri benessere innovativi, passeggiate, trattamenti e bagni all’aperto

Le località di montagna vanno già oltre lo sci. Se questo sport invernale, soggetto all’imprevedibilità delle stagioni e al riscaldamento globale, resta limitato a periodi sempre più contenuti (anche quando la neve viene sparata, il caldo eccessivo la rende impraticabile), le destinazioni sciistiche si stanno reinventando per offrire servizi alternativi agli orfani delle discese: passeggiate notturne, barefoot walking, forest bathing e altri rituali che uniscono salute e immersione nella natura. Da qualche tempo una particolare attenzione viene dedicata ad ampliare le spa degli hotel e allargare il ventaglio di trattamenti olistici disponibili, in modo da recuperare tanto le energie mentali quanto quelle fisiche.

Nascono così scrigni di benessere dalle grandi finestre in cui le vette, in particolare quel patrimonio Unesco che sono le Dolomiti, fungono da scenario maestoso su cui relativizzare le proprie ansie e preoccupazioni. Tra gli hotel più attenti a utilizzare materiali naturali e sostenibili per accrescere il well-being della clientela a Cortina d’Ampezzo si distinguono due strutture. La prima è l’Hotel de Len, nel 2022 oggetto di un progetto architettonico firmato dallo studio GRIS+DAINESE di Venezia, che già nel nome (“De Len” ovvero “di legno” in ladino) sottolinea l’attenzione verso le tradizioni e i materiali del territorio.

courtesy of Hotel de Len

La spa contiene una zona relax panoramica, con vista a centottanta gradi sui monti e sulla città di Cortina, e un percorso tra acque di diversa temperatura: dai bagni di vapore alla fontana di ghiaccio, dalle docce emozionali alla sauna salina fino alla sauna finlandese con vista sul monte Faloria. Non manca una vasca idromassaggio esterna, dove lasciarsi cullare dal calore dell’acqua anche in pieno inverno. E la chicca è la possibilità di godersi tutto questo la sera in esclusiva, perfino con il corredo di una bottiglia di champagne.

Un paradiso di oltre mille metri quadrati su due livelli è la Spa del vicino Faloria Mountain Spa Resort, il cui accesso è consentito anche agli esterni. Progettata dallo studio Flaviano Capriotti Architetti, la zona benessere si compone di due ambienti principali: un livello superiore con sale trattamenti, sauna, a fontana di ghiaccio e fitness center e uno inferiore, con una piscina semi olimpionica, sovrastata da un ampio lucernario che la inonda di luce, calidarium e vitality pool interna ed esterna.

Courtesy of Faloria Mountain Spa Resort

Cambiando valle, la vista panoramica sul Catinaccio e sul Latemar, anziché sul Faloria, contraddistingue l’hotel Pfösl di Nova Ponente. La struttura, progettata dagli architetti Michaela Wolf e Gerd Bergmeister, sorge in una posizione invidiabile poiché può vantare il record di trecentoventi giorni di sole l’anno. Al suo interno, il pezzo forte è la Naturaspa di più di duemila metri quadrati, con un panorama infinity pool da venticinque metri, otto diverse saune e un grande giardino alpino, in cui camminare anche a piedi scalzi, con idromassaggio panoramico. In costruzione (l’apertura è prevista per l’8 maggio) c’è un panorama biopool, ovvero un laghetto naturale con tante piante per un’esperienza balneare sostenibile nella natura più incontaminata.

Il primato per la più duratura dedizione al benessere appartiene invece all’hotel Forestis a Bressanone, la cui nascita risale al 1912, anno in cui alcuni medici vennero incaricati di condurre degli studi ambientali in quest’area. Dalle straordinarie caratteristiche di questo luogo e dalle osservazioni degli specialisti derivò la costruzione di un sanatorio polmonare a opera del celebre architetto austriaco Otto Wagner. Oggi, alla sapienza medica si abbina la profonda conoscenza della dendrologia (la scienza che studia gli alberi), condensata nei materiali e nei trattamenti della Spa, incentrati su quattro alberi: il pino mugo, l’abete rosso, il larice e il pino cembro, le cui essenze favoriscono la rigenerazione di corpo e spirito.

Sull’altipiano del Renon, ma isolato e totalmente immerso nella natura, il complesso degli affascinanti lodge dell’Adlers Lodge Ritten di Soprabolzano ospita una sauna in ogni residenza degli ospiti. In più, essi possono approfittare di una piscina all’aperto con acqua salata riscaldata, di una sala fitness e di tre “casette” nel bosco adibite a sala relax, sauna finlandese e sauna al fieno, in cui godere di una pace e di un silenzio assoluti. L’OlyOlympic SPA Hotel di San Giovanni di Fassa, già vincitore della puntata sul Trentino del contest tv 4 hotel, vanta tra i suoi consulenti fissi una wellness coach, kinesiologa e naturopata, per favorire una rigenerazione olistica di corpo e mente, ed effettua trattamenti con cosmetici a chilometro zero.

Di recente lo Studio NOA, di Stefan Rier e Lukas Rungger, è intervenuto con un ampliamento di dieci nuove stanze e con una suggestiva sauna sopraelevata che si affaccia al di sopra delle chiome degli alberi e si mimetizza con il bosco, per garantire un contatto immediato con la natura circostante. La spa dell’hotel Petrus di Brunico si distingue infine per la varietà di stanze dedicate al relax: ampie zone in cui distendersi su grandi materassi imbottiti di lana, armoniosa combinazione con torba, corteccia di salice, lino ed erbe officinali, o di fieno o di cirmolo. La distensione sarà così completa che la cosa più faticosa, alla fine, sarà uscirne.

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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