Made in ItalyL’economia italiana della bellezza vale quasi seicento miliardi di euro

Secondo uno studio di Banca Ifis, il comparto della eccellenza italiana nella moda, cosmetica, enogastronomia e turismo culturale, produce il 29,2 per cento del prodotto interno lordo nazionale, in aumento di tre punti percentuali rispetto al 2022

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La bellezza come fattore distintivo del Made in Italy. Un soft power che nasce dall’eccellenza italiana, unendo sotto un denominatore comune tradizione, tecnologia, design e personalizzazione. È questa la sintesi della nuova edizione di “Economia della Bellezza”, la piattaforma progettuale creata nel 2021 da Banca Ifis, con l’obiettivo di valorizzare quel comparto trasversale del tessuto imprenditoriale nazionale che rappresenta l’eccellenza italiana, valorizzando il bello e il saper fare artigiano. Secondo i dati raccolti da Banca Ifis, l’economia italiana della bellezza vale cinquecentonovantacinque miliardi di euro. Si tratta di un dato in crescita del diciannove per cento rispetto ai quattrocentonovantanove miliardi di euro di fine 2022, grazie soprattutto all’aumento dei settori moda, cosmetica, enogastronomia e turismo culturale.

Complessivamente, il comparto genera il 29,2 per cento dell’intero prodotto interno lordo nazionale, in aumento di tre punti percentuali rispetto al 26,1 per cento del 2022 e addirittura di cinque punti percentuali rispetto al 2021. Merito di un indotto costituito da oltre trecentoquarantaseimila imprese che, nella sua analisi, la Banca ha suddiviso in tre ambiti: le imprese del turismo culturale e paesaggistico, imprese design-driven attive nei settori per esempio dell’Agricoltura, dell’Automotive, della Moda, del Sistema Casa e della Cosmetica, e imprese purpose-driven, che si contraddistinguono per il loro modo etico e responsabile di fare impresa. Un ecosistema che, dunque, considera non soltanto le aziende tradizionalmente associate alla bellezza, ma anche quelle dei settori industriali e produttivi e, soprattutto, le realtà che al “fatto bene” aggiungono la capacità di generare un impatto sociale positivo su comuni, province, regioni, pmi, territori e persone.

«La Bellezza è una caratteristica distintiva e universalmente riconosciuta che consente ai nostri prodotti di essere più competitivi e più resilienti, come dimostra la ricerca internazionale condotta dall’Ufficio Studi della nostra Banca. Qualità, tradizione e personalizzazione sono gli elementi distintivi dei manufatti Made in Italy e la garanzia di un’esperienza di acquisto memorabile», ha dichiarato Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis. «L’edizione 2024 di Economia della Bellezza si focalizza sul tema del “saper fare” e sulla creatività dei Maestri d’Arte, vero motore di questa ricchezza tutta italiana fatta di persone e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Con la sua capacità di produrre occasioni di collaborazione virtuose tra soggetti pubblici e privati, come dimostra anche la nostra collaborazione con la Biennale di Venezia, Banca Ifis intensificherà nei prossimi anni il proprio impegno per sostenere le imprese della Bellezza. Perché la Bellezza è valore e valori».

Banca Ifis

Oltre al peso sul Pil, dallo studio condotto da Banca Ifis emerge che alla base del successo del Made in Italy ci sono il “saper fare” artigiano e la possibilità di personalizzazione. Elementi che permettono al Bel Paese di spiccare nell’offerta globale e di competere sui mercati internazionali. Una analisi condotta sui cinque principali mercati di riferimento per l’export italiano (Cina, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Germania e Francia) ben il novantadue per cento degli intervistati si dichiara disposto a pagare di più per acquistare prodotti che siano certificati Made in Italy. Stando alle risposte, i motivi di questa disponibilità sono sostanzialmente tre: alta qualità, attenzione ai dettagli e design ricercato.

A questo si aggiunge poi l’elemento della tradizione, universalmente riconosciuto all’Italia grazie a secoli di storia in cui l’artigianato ha saputo imporsi come eccellenza mondiale. La tradizione, poi, va di pari passo con l’innovazione: per l’ottantuno per cento degli imprenditori interpellati dall’analisi di Banca Ifis, la tecnologia rappresenta un fattore imprescindibile, in grado di incrementare la velocità di produzione, la sicurezza sui luoghi di lavoro, migliorare la gestione della supply chain e ridurre costi e consumi.

Il primato, invece, l’Italia se lo prende nell’ambito delle competenze. Sempre secondo la ricerca di Banca Ifis, ben il settantasei per cento dei consumatori dei principali mercati dell’export italiano sarebbe disponibile a spendere di più per i prodotti Made in Italy per via della riconosciuta competenza e del know-how in ambito artigiano. Un primato che sottolinea, ancora una volta, lo straordinario appeal della nostra industria, riconosciuta globalmente per l’elevato livello di personalizzazione e qualità dei prodotti.

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