Primavera di AmsterdamL’Olanda, primo stato a votare per le europee, smentisce i sondaggi, l’estrema destra cresce ma non sfonda

I Paesi Bassi fanno barriera contro le idee di Geert Wilders, anche se il suo partito cresce velocemente. Ma l’astensionismo impatta in maniera importante

I Paesi Bassi hanno dato il via alle consultazioni europee ieri, 6 giugno, e la serata è stata monopolizzata dagli exit poll che indicavano la coalizione Laburisti-Verdi guidata da Frans Timmermans in vantaggio sull’estrema destra di Geert Wilders. Stando ai sondaggi infatti l’alleanza europeista ottiene otto seggi rispetto ai sette conquistati dal Partito per la libertà (Pvv). Risultati che paiono in controtendenza rispetto ai monitoraggi dei giorni scorsi. Per Wilders, che nel 2019 ottenne zero seggi, comunque vada sarà un successo. Sicuramente è protagonista di una nettissima vittoria rispetto a cinque anni fa.

Le proiezioni per gruppo indicano: sette seggi ciascuno a Ppe, Id, e Renew; 5 seggi a Verdi, 4 a S&d e uno ciascuno a Sinistra ed Ecr.

Senza parole, Timmermans corona il momento su X, digitando due emoji a cuore, uno rosso e uno verde e pubblica la foto della stretta di mano con lo Spitzenkandidat Bas Eickhout che celebra l’alleanza laburisti-verdi. Il sorpasso dell’ultradestra di Geert Wilders, pronosticato alla vigilia, questa notte sembra comunque sia stato scongiurato. Ma lui, il leader del Pvv è euforico: «Il vero vincitore è il nostro partito», ha commentato Wilders non appena ha visto i risultati degli exit poll, «Aver conquistato sette seggi è davvero emozionante e fa sperare che domenica, quando avremo i risultati finali, saremo parte di una vittoria molto più grande».

Numeri sempre in bilico, però, con uno su tutti, quello dell’affluenza alle urne. Seppure nel 2019 aveva votato il 42 per cento degli olandesi aventi diritto, la percentuale di quest’anno, un 44 per cento risicato, non può competere con l’entusiasmo delle prime consultazioni Europee, nel 1979, quando ad andare a votare fu il 58 per cento della popolazione dei Paesi Bassi. In attesa dei verdetti ufficiali, per i quali bisognerà attender fino a domenica 9 giugno (il vero Election day), il faro si accende per monitorare le scelte di Irlanda e Repubblica Ceca. Poi, sabato 8 toccherà agli elettori di Lettonia, Slovacchia, Malta e Italia.

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