La rivincitaAffidarsi al referendum è sempre pericoloso, ma le opposizioni potrebbero indebolire il governo

I contrari all’autonomia differenziata, approvata ieri in Parlamento, raccoglieranno le firme per abrogare la riforma della Lega. È una scelta molto rischiosa, ma vai a vedere che il governo Meloni cade proprio su una legge di Salvini

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La cosa più divertente sarebbe se Giorgia Meloni cadesse sul referendum contro una legge della Lega. È possibile? C’è una discussione tra gli esperti se sia consentito celebrare un referendum su una legge “ordinamentale” o se bisogna considerare la legge Calderoli una normale legge ordinaria e come tale sottoponibile a referendum. Vedremo cosa succederà.

Comunque quello che è sicuro è che le opposizioni, tutte le opposizioni, vogliono che la controversa legge sull’autonomia differenziata – passata ieri definitivamente alla Camera col favore delle tenebre – venga sottoposta al giudizio popolare. Le opposizioni si preparano infatti a raccogliere le cinquecentomila firme entro il 30 settembre, impresa non facilissima ma l’intenzione c’è tutta.

Eccitato dopo il successo della manifestazione di piazza Santi Apostoli, il Fronte popolare à la italienne ha lanciato la sfida al governo calamitando stavolta l’adesione di Matteo Renzi, grande assente in piazza perché «la battaglia si fa in Parlamento» dove è finita come non poteva non finire – con l’approvazione della Calderoli – ed ecco dunque Matteo in versione referendaria: è una prima volta per lui che di solito i referendum li subisce.

È stato il Partito democratico a far squillare le trombe, con Francesco Boccia. Subito d’accordo PiùEuropa, ben allenata a questo tipo di battaglia, mentre Giuseppe Conte aspetta ma ormai si è aggrappato al carro del Fronte all’italiana per scacciare gli attacchi di Beppe Grillo e della “vecchia guardia”.

Forse è un segno dei tempi: contro la legge “spacca-Italia” il fronte del Sì all’abrogazione va dall’estrema sinistra a Italia Viva. Se sarà superato il vaglio dell’ammissibilità e le firme verranno raccolte si andrà al referendum nella prossima primavera (probabilmente abbinando i referendum della Cgil su Jobs Act e quant’altro), che diventerà dunque un appuntamento cruciale per la vita del governo, il primo grande scontro frontale tra maggioranza di governo contro il resto del mondo, cioè tutte le opposizioni insieme.

La legge potrebbe essere bocciata, con conseguenze non positive sulla salute del governo. L’autonomia differenziata è criticata non solo dalle opposizioni, lo ha detto chiaramente il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, che pure è Forza Italia, che ha rivelato che i deputati calabresi non l’hanno votata. Eppure la via referendaria è sempre rischiosa. C’è il problema del quorum, bisogna infatti portare alle urne metà dell’elettorato, un traguardo che è diventato quasi proibitivo, e su una materia poco affascinante. Vedremo se le opposizioni ne faranno un giudizio di Dio sul governo Meloni. Ma potrebbe persino essere un boomerang.

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