Mare cunzatuScopello in cinque mosse

Visitare il borgo celebre per la sua storica tonnara ci offre l’occasione di immergerci nel suo patrimonio gastronomico e nelle bellezze delle sue coste, per bagni e pranzi da meraviglia

Sede storica di un’antica e fiorente tonnara, di cui restano le vestigia diventate un elegante luogo di accoglienza, oggi Scopello è un borgo di Castellammare del Golfo e un luogo turistico apprezzatissimo che attira migliaia di persone per le sue coste e per il suo indubbio fascino.
Scomoda come solo la costiera, accogliente come solo la Sicilia: la parola più usata qui è parcheggio, perché per riuscire ad andare nei punti di interesse più significativi occorre innanzitutto preoccuparsi di avere l’auto, ma ancor di più di sapere dove la si lascerà. Ma quella struggente malinconia che assale quando stiamo per partire ci fa capire quanto l’apparente scomodità sia in realtà uno dei suoi tanti punti di forza.
L’insegna luminosa campeggia già dalla piazzetta principale, ma la si nota solo la sera: un neon molto milanese che è comparso solo in anni recenti. Prima di allora solo un’insegna in legno informava il viaggiatore della presenza del piccolo panificio che – da solo – vale il viaggio fino a qui. Non c’è niente di glamour, eppure sembra tutto appena uscito da una rivista patinata per americani in cerca di autenticità: sarà che qui l’autenticità è di casa dal 1969, quando hanno iniziato l’attività che tutt’ora prosegue identica a sé stessa.
Pane cunzato (con formaggio o senza), arancine al ragù o prosciutto e formaggio, panelle e sfincione: prendete tutto perché scegliere è impossibile, oltreché sconsigliato. Perdetevi tra i morsi sostanziosi del pane di grano duro arricchito da olio e pomodoro, stuzzicate il palato con le panelle di ceci fritte e ben condite di pepe, affondate il morso nelle arancine ricche e golose e tenete lo sfincione per quando sarete pronti per assaporare una delle meraviglie del creato. Un impasto di una morbidezza senza pari, generosamente irrorato dalla salsa di pomodoro più densa, corposa, profumata, gustosa e dolce dell’universo conosciuto. Non c’è paragone con null’altro che abbiate mai mangiato prima. Ordinate, pagate e ritirate su vassoi di plastica coperti da carta marrone, che userete come tovaglietta per coprire i pochi tavoli che ornano la piazzetta decorata da un fico centenario tra le cui fronde canticchiano gli uccellini. Cantereste anche voi se poteste ogni giorno mangiare le tante briciole di questa meraviglia che i turisti lasciano distrattamente cadere dai cartocci. Non andate via senza aver dato un morso a una cassatella: se non avete ancora raggiunto l’estasi con lo sfincione, questo sarà il colpo di grazia per il vostro palato.
A discapito del nome, questo posticino infilato nell’angolo del baglio di Scopello, che si raggiunge superando l’arco sul lato nord della piazzetta principale, è un signor ristorante dove lasciarsi guidare alla scoperta di pescato locale e di tanti crudi.
Chi prenota ha il privilegio di cenare o pranzare con una vista impareggiabile sul golfo di Castellammare, ai tavolini sul balconcino liberty di ferro smaltato bianco a strapiombo sul mare. Servizio cortese e svelto, puntuale ed elegante nella sua scompostezza da vacanza, carta dei vini siciliana dalla quale scegliere in serenità. Qualche cocktail non senza grazia, ma soprattutto scampi, gamberi e carpacci di grandissimo livello, e paste tipiche da perdere il senno. Se avete voglia di rimpiangere questa vacanza per sempre, prendete anche l’insalata di pomodori o quella siciliana, arricchita con olive, una dose generosa di origano e capperi. No, non l’avete mai mangiata così buona.
Le vestigia di questo luogo fermo nel tempo sono state raccolte da una cordata di imprenditori che l’hanno recuperata, restaurata e fatta diventare un luogo di straordinaria bellezza, pietra centenaria infilata in un mare da sogno. Si può venire qui di giorno per fare il bagno nella parte aperta al pubblico, scendendo una ripida discesa di terra bianca e accontentandosi di stare un po’ stipati sulle sdraio beige posizionate come in un cinema che guarda il mare, oppure investire per dormire in una delle camere arredate con raffinatezza ed eleganza, e godersi ogni attimo di questa magia, che al tramonto e all’alba regala scorci di assoluta bellezza. Di giorno c’è un bar attrezzato, ma la sera l’unica alternativa – per ora – è andare a fare una piccola spesa e mettersi sul terrazzino che guarda i faraglioni e mangiare pane, pomodoro, formaggio e poco altro, bevendo Cataratto o Carricante freschi. C’è molta gente che pensa che la perfezione sia poco distante da questa prospettiva.
Tre le scelte, tutte e tre meritevoli di una visita. La più facile, con parcheggio a pochi passi dal mare, è Cala Mazzo di Sciacca, scogli liberi e spiaggia attrezzata, con baretto che a pranzo non vi lascerà con la fame. Altrettanto comoda ma meno pittoresca quella di Guidaloca, ampia e da battaglia, per quando non avete voglia di fare fatica. Impervie, remote, scomode ma con il mare più trasparente del mondo quelle delle calette della riserva dello Zingaro, a cui si accede solo a piedi da Scopello o da San Vito Lo Capo. Sette chilometri di terra rossa che vi rimarrà impigliata su abiti e pelle, ciottoli pericolanti e sole a picco per raggiungere cinque angoli di bellezza assoluta e di mare mozzafiato. Venite solo se siete in buona forma, con scarpe adatte, evitate le ore più calde, portate tanta (tanta!) acqua con voi, protezione solare abbondante, cappello e occhiali da sole. No infradito, no perditempo, no comodoni: qui ci si sdraia sulla ghiaia e non ci sono servizi. In compenso c’è un paesaggio strappacuore e la possibilità di fare i bagni più belli dell’estate. Per chi se lo può permettere (costa circa un migliaio di euro a notte) si può anche dormire in una villa a strapiombo sul mare, proprio in mezzo alla riserva e addormentarsi e risvegliarsi in mezzo alla meraviglia. Senza servizi aggiunti.
Sembra la corte di una fazenda messicana, questa struttura circondata da vigne che nasconde dieci camere spartane ma curate, perfette per chi ha bisogno di dormire in un punto comodo per tutto. Il bianco candido delle pareti si alterna coi mattoni a vista e al cotto del pavimento, e contrasta con il giardino verdissimo pieno di meravigliose piante grasse che si tuffano nel mare blu sistemato proprio lì di fronte e incorniciato dagli archi. La prima colazione servita proprio a favore di panorama comprende frutta, salumi e ricotta locali, biscotti e torte preparati in casa. Quello che serve per “arricrearsi” in attesa di una nuova giornata di mare.

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