Brigata MacronIl D-day risveglia la coscienza dell’Europa che non può più crogiolarsi nell’ignavia

I leader delle democrazie Ue, stretti tra Joe Biden e Volodymyr Zelensky, con l’occasione degli 80 anni dello sbarco in Normandia si ricordano improvvisamente che la libertà non è gratis. E se il presidente francese annuncia una sorta di nuova legione straniera che parla ucraino, gli altri promettono sostegno usque ad finem et ultra. Con qualche se e molti ma

C’è voluta la celebrazione del D-day per ricordare alle democrazie europee che la libertà dei popoli deve essere difesa a tutti i costi. Dopo il toccante speech di Joe Biden sullo sbarco in Normandia, tutti i leader hanno indicato in Volodymyr Zelensky il simbolo più attuale della perenne lotta contro le dittature. Lo hanno ringraziato e hanno annunciato più continuità nel sostegno. Nel caso del presidente francese Emmanuel Macron il sostegno è andato oltre, in una intervista ai media che ha fatto imbestialire Mosca: «Vogliamo formare una brigata francese, 4.500 soldati ucraini, equipaggiarli, addestrarli, difendere il loro territorio». Pur soppesando le parole, evitando di parlare di soldati francesi in Ucraina, e negando di dare il via a un’escalation, il messaggio è tra i più potenti lanciati sul tema Ucraina dal capo dell’Eliseo.

Più concreta e forse “meno” impegnativa l’intenzione (non ancora annunciata ufficialmente) della Casa Bianca, della quale si è avuta notizia nella tarda serata che gli Stati Uniti invieranno altri 225 milioni di dollari in aiuti militari alle forze ucraine. Armi e dispositivi che Kyjiv potrebbe utilizzare per colpire anche all’interno del territorio russo, il passo forse più temuto dalle diplomazie internazionali. La nuova linea di Washington sul tema è più che possibilista. Con i razzi di artiglieria Himars, i nuovi mortai e altre tipologie di proiettili, da adesso l’Ucraina è legittimata a colpire oltre il confine se i russi dovessero attaccare o prepararsi a farlo. Rimangono però fuori da questa nuova direttiva i missili a lungo raggio forniti dagli Stati Uniti e tutte le armi in grado di produrre un’azione offensiva in Russia. Le medesime regole varranno anche, secondo Macron, per i caccia Mirage 2000-5 che la Francia invierà in Ucraina dopo l’addestramento dei piloti ucraini. 

Nel pomeriggio è arrivata anche la furiosa reazione di Mosca agli annunci sul via libera dato dal presidente degli Stati Uniti all’utilizzo delle armi. Mikhail Galuzin, viceministro degli esteri russo ha bollato come “oscene” le parole di Biden e ha dichiarato che «ogni tentativo di violare il territorio russo» indipendentemente dalla regione in cui ciò avvenga, «avrà una risposta adeguata. Coloro che ci bombardano in questo modo se ne pentiranno amaramente», ha detto Galuzin. Ma da Mosca sono partiti anche alcuni “avvertimenti”, come l’annuncio delle prossime esercitazioni delle forze russe nell’area caraibica, che però il portavoce del Consiglio alla sicurezza nazionale, John Kirby ha assicurato «non essere preoccupanti». Preoccupa invece le Forze di Difesa del Sud  lo schieramento nel Mar Nero di tre portamissili terra-aria russe, armate con i razzi Kalibr. Al Cremlino brucia ancora l’affondamento della portaerei Tsiklon colpita il 19 maggio a Sebastopoli.

Tensione che sale nell’Europa, alla vigilia delle Elezioni, in un momento in cui la dichiarazione meno allarmistica è quella della Germania, che avverte gli alleati: «Entro il 2029 bisogna essere in grado di affrontare una guerra».

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