Yes, you canFate qualcosa di sinistra, anche con Forza Italia, se serve

Mentre a Chicago stanno per parlare Harris, Biden, Clinton e Obama, è il caso che i nostri democratici ritrovino la verve per affrontare una destra che dà segni di cedimento e approfittino dell’autobus Tajani, che poi chissà se ripassa

Ma prendetela al volo, cari Democratici, la disponibilità di Forza Italia, cogliete l’attimo, ché poi l’autobus non passa più e allora farete quelle autocritiche che la sinistra intona da cinquant’anni: ah, se avessimo capito, ah, se avessimo avuto coraggio! Lo ius scholae non è il massimo? Ma è meglio di adesso, no?

 

Qui ci vorrebbero i vecchi miglioristi, se lo ricorda Peppe Provenzano quando era ragazzo cosa diceva Emanuele Macaluso? «Un pezzetto alla volta, pure piccolo…». Così si fa politica, «un pezzetto alla volta», le rivoluzioni le facciano Bonelli & Fratoianni e i giornalisti che cinguettano su X, voi fate i riformisti, una volta tanto.

 

«Vediamo, aspettiamo…». Ma che cosa aspettate? La destra si spacca, Giorgia Meloni cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto: e tu, Elly Schlein, ritirala fuori, quella polvere, squadernala in Parlamento, dichiara di votare a favore del progetto di Forza Italia, incontra Antonio Tajani e Giorgio Mulè, parla con Carlo Calenda e Maria Elena Boschi, arma un casino con le associazioni, inventati due convegni, intervieni con tutti i dirigenti sulle televisioni e sui giornali, chiama gli intellettuali e i romanzieri dal ditino sempre alzato, dì qualcosa di buon senso e fregatene del senso comune della gggente oscurantista e di destra.

 

Al primo minuto di gioco della ripresa politica, Schlein può già rifilare un gran gol a Meloni, magari il primo di una serie. Già a destra cedono i nervi, di Guido Crosetto si è detto, ora è l’intervistatore principe della premier Alessandro Sallusti ad evocare il Grande Complotto Giudiziario contro Arianna, la di lei sorella, ordito da Matteo Renzi (e da chi sennò?), perché è evidente che alla destra giornalistica tocca il lavoro della manipolazione e del polverone. Un classico.

 

Mentre Kamala Harris sta indicando ai democratici di tutto il mondo come si può fermare l’irresistibile ascesa della destra, da noi si cincischia su Renzi sì-Renzi no e su amenità varie che spaziano da Paola Egonu a Cipollino. Guardate a Chicago, cari Democratici italiani, ascoltate nei prossimi giorni Joe Biden, Barack Obama, Hillary e Bill Clinton, Tim Walz e Kamala, un clamoroso mix di realismo riformista e sogni radicali, e forse qualcosa imparerete.

 

«Un pezzetto alla volta, anche piccolo», lo potete raccogliere anche voi, malgrado tutto.

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