Prodotto di qualità ultra-premium, nasce nel 2015 per mano di Ian McCullogh e un suo gruppo di amici, tra le incantate colline della campagna inglese a sud-ovest di Londra. Il suo nome e i colori della bottiglia non sono casuali: ci riportano a quando fu creato, scegliendo come simbolo un incantevole laghetto alimentato da sorgenti e immerso tra i dolci saliscendi del Surrey, noto per il suo splendido verde acqua e per le sue origini storiche che risalgono all’ultima era glaciale. Un tuffo bucolico per un prodotto partito per conquistare Londra, rappresentando con orgoglio la regione da cui arriva. Dopo tre anni Silent Pool Gin è arrivato in quasi trenta nazioni e ora prova definitivamente a «conquistare il mondo». Una storia rurale che si fonde con un prodotto di altissima qualità che è entrato a far parte della famiglia di William Grant & Sons e arriva in Italia grazie a Velier.
E, come dicevamo all’inizio, c’è una piccola ma importante componente italiana in questo distillato: le api che, a chilometro zero, producono il miele che arricchisce il gusto di Silent Pool, infatti, sono di Sergio Pignagnoli, apicoltore partito qualche lustro fa dal Centro Italia. I suoi alveari, oltre duecento nella campagna della zona di Guildford proprio dietro la distilleria, sono attivi da venticinque anni e, tra una celletta e l’altra, forniscono l’ingrediente “segreto” che conferisce al gin una consistenza unica e ricca. Alla fine del processo di produzione emerge un insieme di sapori caratterizzati da aromi floreali, note dominanti di ginepro e di erbe, e un finale evidenziato da sapori arrotondati di pera e, appunto, da un sottile sentore di miele.
Il processo produttivo si compie ad Albury, in una parte della tenuta del Duca di Northumberland, il nobile inglese Ralph George Algernon Percy. Ian McCulloch, il creatore di Silent Pool, ristrutturò alcuni edifici fatiscenti, trasformandoli nell’attuale distilleria che ora produce tra le centocinquantamila e le duecentomila bottiglie al mese. «Abbiamo intrapreso un viaggio allo scopo di catturare il meraviglioso spirito della campagna inglese attraverso un London Dry Gin di qualità ultra-premium, con l’obiettivo di condividerlo con il mondo» afferma Ian McCulloch. «Con William Grant & Sons avremo l’opportunità di continuare a far conoscere i sapori rari, complessi e accattivanti di questo gin ai mercati di tutto il mondo, condividendo anche la provenienza e le bellissime storie che stanno dietro all’origine del nostro gin».
Un’esperienza al naso piena di profumi ma che poi, al momento della bevuta, è secca, pulita, armonica. «Il nostro è un prodotto ultra-premium in tutto e per tutto – spiega Antonio Franzese, brand ambassador di Silent Pool Gin – sia per la qualità del liquido, sia per l’esperienza che cerchiamo di dare. Proprio per questo abbiamo creato degli aroma garnish, guarnizioni a spruzzo che permettono al consumatore di connettersi con il nostro gin». Sono infatti acquistabili a parte tre “profumatori” che arricchiscono il bouquet di aromi: bergamotto, kaffir lime e Christmas. «Vogliamo giocare con i sensi dei nostri consumatori» prosegue Franzese. «Silent Pool Gin ha un naso profumato, dolcissimo, ma poi all’assaggio è molto secco. Partiamo dal presupposto che la nostra clientela è preparata e ha voglia di assaggiare un prodotto diverso e di qualità, che possa farsi ricordare».
Non solo gin tonic per una bevanda così versatile: vista la presenza di miele, viene naturale l’assonanza con il “Bee’s knees”, morbido e avvolgente nella versione Silent Pool. Interessante anche l’English 75, rivisitazione proveniente dalla Terra d’Albione del più noto French 75: al posto dello champagne è possibile usare un vino spumantizzato, insieme a purea di pere, zucchero e succo di bergamotto, partner perfetto per questo gin d’oltremanica.
Courtesy image Silen Pool Gin, cover image Andrew Ridley Unsplash

