Con tutte quelle bollicine I nostri consigli per i tappi da far saltare a Capodanno

In alto i calici, accogliamo l’anno nuovo come da tradizione con un brindisi spumeggiante, nella speranza che sia migliore di quello trascorso e con la certezza che, quantomeno, non sarà bisestile

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Ci sono cose sulle quali noi italiani siamo un popolo rigoroso, anche più dei proverbiali tedeschi. Usanze e riti propiziatori sono uno di queste. La mezzanotte del 31 dicembre va attesa con un countdown corale che scandisca gli ultimi dieci secondi dell’anno in corso, per volare verso l’anno nuovo grazie a un tappo che salta con un sonoro “pop”. Il tappo in questione deve partire a mezzanotte in punto, non un secondo prima né uno dopo.

Questi gesti, nelle case e nei locali del nostro Paese, sono molto più importanti, per chi festeggia, di dettagli come la giusta temperatura di servizio o la scelta del bicchiere corretto. La stessa qualità del vino a volte può cadere in secondo piano: se la bottiglia stappata a Capodanno del 1997 ha portato fortuna, molti sono capaci di riproporla per i decenni successivi, nella speranza che possa allontanare malasorte e guai assortiti. Tutti speriamo che qualcosa possa aiutare a propiziare la fortuna nei prossimi mesi, ma noi di Gastronomika siamo sicuri che un buon calice abbia di per sé un valore scaramantico, e che sia senz’altro portatore di un buon principio.

Di seguito una selezione di bollicine, italiane e non, per augurare un effervescente e delizioso 2025.

Prosecco
Conviviale, giocoso, giovane e gioioso, è la scelta che trasforma qualsiasi momento in una festa. Possiamo proporre un grande classico come la magnum di Valdo “Marca Oro”, il Prosecco Docg più venduto in Italia, il prodotto simbolo della storica cantina di Valdobbiadene, regina delle occasioni conviviali.

Oppure Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut “Cuvée del Fondatore” di Ca’ di Rajo, uno dei fiori all’occhiello della produzione dell’azienda agricola.

Photo ©Mattia Mionetto

Una scelta di classe può essere il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg “Rive di Santo Stefano” di Val d’Oca, dove il termine “Rive” indica i pendii delle colline scoscese che caratterizzano l’area del Prosecco Superiore. Grandissima eleganza anche per Villa Sandi “La Rivetta 120”, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut, frutto di un’irripetibile sinergia di terreno, microclima e tradizione esaltata da centoventi giorni di affinamento per portare nel calice tutta l’essenza del terroir.

Franciacorta
Brindare con un Franciacorta vuol dire aprire il nuovo anno con la bandiera dello charme italiano. Mosnel Franciacorta Docg “EBB” , il Franciacorta che sublima l’espressione dello Chardonnay attraverso la lente di ingrandimento dell’affinamento, soddisfa chiunque cerchi una ricchezza di profumi e fragranze capace di incantare.

Chi ama il buon vino, l’arte e la musica non potrò non amare il Brut “Teatro alla Scala” Franciacorta Docg Millesimato di Bellavista: opera prima di ogni vendemmia, dal 2004 il Millesimato accompagna il rituale della Prima della Scala, il giorno di Sant’Ambrogio. Una novità è invece offerta da Lantieri de Paratico: Franciacorta Extra Brut “Vintage Noir”, millesimo 2020, Pinot Noir in purezza, è ideale anche per chi vuole osare e proporre una cena dal sapore “etnico”. Il profumo intenso e complesso del Blanc de Noirs di 1701 è la scelta perfetta per chi vuole coniugare raffinatezza e freschezza.

Gli altri italiani
Ci vuole tanta fatica ma soprattutto pazienza per lavorare le vigne in alta montagna, ma è qui che nascono alcuni dei migliori spumanti italiani, e quando si vedono le bollicine scintillare nel bicchiere la fatica è ripagata. Un brindisi che ha il profumo dell’alta quota non può che significare la volontà di guardare in alto per i prossimi mesi. Hofstätter aggiunge per ottenere un risultato eccezionale sessanta mesi di affinamento: il nuovo “Michei 823” Trentodoc Riserva, prodotto con uve cento per cento Pinot Nero, racchiude la potenza e il fascino delle Dolomiti.

“Madame Martis” Trentodoc di Maso Martis è sintesi perfetta di morbidezza e freschezza.

Ancora, “Cuvée Pietra” di Marchesi Guerrieri Gonzaga, dal carattere nobile e deciso, rappresenta l’essenza di territori aspri e affascinanti incarnando la pura eleganza trentina.

 

Non basta: tante, tantissime regioni d’Italia offrono la loro personale ed effervescente chiave di ingresso nell’anno nuovo. Branchini “1858”, Metodo Classico 1858 Serie Limitata Dosaggio Zero, preserva l’essenza dell’Albana, vitigno tipico dell’Emilia-Romagna.

Tutto Emiliano è “Quinto Passo” Pas Dosé: color oro con riflessi verdi, profumato di fiori bianchi ed erbe, nasce da uve Chardonnay per l’ottanta per cento e Sorbara per il venti per cento. Un vero colpo di fulmine per chi lo assaggia la prima volta. Da provare anche il Blanc de Blancs “Belvedere” di Cantina San Michele, bresciano dal profumo unico di zafferano e vaniglia.

Ancora la Lombardia, con la scelta classica dell’Oltrepò: il Dosaggio Zero “1865” di Conte Vistarino brilla di un perlage fine e persistente che sprigiona note floreali e agrumate.

Infine la Liguria, con il Brut Metodo Classico millesimato “Cuvée Lunae” , dove l’Albarola e il Vermentino si uniscono in un abbraccio di acidità, sapidità e complessità aromatica.

Francia e non solo
Il più classico dei brindisi è quello che vede brillare nei calici lo Champagne. E chi ama i classici non può non amare Pinot Noir “VZ19” Bollinger, elegante, complesso, armonico. Brillante nel carattere, nel profumo e nel colore come “Collection N°16” 2016 di Ayala,  oppure pieno e voluttuoso, elegante e fine come il Brut “Réserve” di Pol Roger, lo Champagne è una scelta che non si discute.

Ma le bollicine straniere di qualità non sono solo Champagne, e si possono declinare nell’eleganza sempre tutta francese di Crémant de Bourgogne “Brut Nature” di Albert Sounit, oppure nella proposta un po’ fuori dagli schemi di un Cava spagnolo: Mestres Brut Nature Gran Riserva “Coquet”, un vino elegante e fresco che affina quattro anni in bottiglia.

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