Stormy DonaldMancano poche ore alla sentenza sul pagamento di Trump alla pornostar, la pena sarà “morale”

Il presidente eletto voleva chiudere con il passato, ma il passato non ha chiuso con lui e nove giudici bipartisan della Corte Suprema hanno detto no al rinvio del pronunciamento chiesto dagli avvocati. Per lui niente prigione e nemmeno sanzioni pecuniarie

Dopo che ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di rinviare la sentenza su Donald Trump nella causa per la vicenda di Stormy Daniels, il verdetto del Tribunale di New York è questione di ore. L’attrice porno aveva infatti ricevuto dall’avvocato Michael Cohen 130.000 dollari per il suo silenzio. 

Trump aveva chiesto al più importante organo giudiziario degli Stati Uniti di annullare il pronunciamento, ma i nove giudici della Corte Suprema si sono espressi con cinque voti contro quattro, e l’ultimo tentativo del presidente eletto di impedire la condanna è stato respinto.

Donald Trump è stato messo alle strette dal giudice Juan Merchan lo scorso maggio con la condanna per 34 capi di imputazione relativi al reato di falsificazione di documenti nel quadro di una condotta volta a insabbiare le prove e a influenzare il risultato delle elezioni presidenziali del 2016, vinte da Trump contro Hillary Clinton.

Il rifiuto della richiesta del tycoon è stata una decisione bipartisan, con il presidente della Corte Suprema, John Roberts, e la sua collega conservatrice Amy Coney Barrett che si sono uniti nella decisione ai tre giudici di orientamento liberal, ovvero Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson. 

Trump si era dichiarato non colpevole di fronte all’accusa di aver pagato l’attrice porno Stormy Daniels poco prima dell’appuntamento con gli elettori per impedirle di rivelare la relazione avuta con lui anni prima. E poi aveva cercato di occultare il lauto versamento.

Il giudice Merchan ha dichiarato che non manderà in prigione il nuovo presidente americano ma nemmeno gli comminerà sanzioni o provvedimenti severi come la libertà vigilata. Gli avvocati di Trump hanno però sempre puntato a evitare la sentenza definitiva, sostenendo che una condanna per un reato di questo tipo avrebbe comunque un impatto intollerabile nei confronti dell’opinione pubblica americana.

L’evoluzione del processo ha sorpreso molti osservatori politici dato che la Corte Suprema ha un’anima conservatrice e tra i suoi membri tre sono addirittura stati nominati da Trump durante il primo mandato da presidente.

Il giudice Merchan la scorsa settimana aveva comunque escluso in una dichiarazione pubblica che la sentenza potesse aprire le porte della prigione e si era chiaramente espresso su una probabile scarcerazione incondizionata. Ciò significa che la sentenza di colpevolezza rimane nel casellario giudiziale di Trump e lui rimarrà un criminale, e la pena comminata sarà principalmente morale.

X