Labour WeeklyLa prima legge a tutela del lavoro in Italia non è stata mai attuata

La norma numero 3657 del 11 febbraio 1886 vietava la prestazione lavorativa dei bambini di età inferiore a nove anni. Era fatta di soli tre articoli. Ma gli ispettori che dovevano eseguire la sorveglianza non furono nominati per molto tempo

(Unsplash)

La legge numero 3657 del 11 febbraio 1886 concernente la tutela del lavoro dei fanciulli negli opifici industriali, nelle cave e nelle miniere è considerato il primo provvedimento a tutela del lavoro in Italia. Un testo estremamente scarno che non prendeva nemmeno in considerazione il lavoro femminile e, anche per questo, veniva definito il più «povero, incompleto e difettoso» tra le leggi europee. Un primo passo incerto e impacciato verso il welfare state che ha caratterizzato gli ordinamenti europei a partire dal secondo dopoguerra.

L’articolo 1 della legge vietava la prestazione lavorativa dei bambini di età inferiore a nove anni negli opici industriali, nelle cave e nelle miniere. Un ambito di applicazione limitato che non teneva conto del lavoro a domicilio molto comune alla fine del diciannovesimo secolo. Il successivo articolo 2 vietava l’impiego dei minori di 15 anni in attività insalubri o pericolose, senza nessuna specificazione ulteriore. Infine, l’articolo 3 stabiliva il limite di otto ore giornaliere di lavoro per i bambini di età compresa tra i nove e i 12 anni.

In teoria, la violazione della legge comportava una multa da 50 a 100 lire per ciascun bambino ammesso al lavoro. In sostanza, però, la legge non fu mai attuata. Gli ingegneri delle miniere e gli ispettori delle industrie che dovevano eseguire la sorveglianza non furono nominati per moltissimo tempo. Le poche verifiche svolte si concludevano tutte con una semplice ammonizione ai datori di lavoro, che impiegavano bambini con meno di nove anni di età nei loro stabilimenti.

La posizione degli industriali alla fine del diciannovesimo secolo era forte e prevaricante. Consideravano i luoghi di lavoro come un loro domicilio privato e non tolleravano l’intrusione da parte degli ispettori. I lavoratori erano costretti a rispettare turni massacranti a fronte di uno stipendio da fame. Non esistevano tutele in tema di malattia o maternità. Ne abbiamo fatta di strada da quel 11 febbraio di quasi centoquaranta anni fa. Cerchiamo di non tornare indietro.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni settimana. Qui per iscriversi

X