Vino condivisoFivi chiede all’Europa una strategia di lungo termine per il settore

La presidentessa Rita Babini commenta le parole del commissario europeo Christophe Hansen e rinnova l’impegno accanto ai colleghi comunitari: il consigliere nazionale Fivi Ludovico Maria Botti diventa vicepresidente Cevi

Rita Babini, presidentessa FIVI (credits Michele Purin)
Rita Babini, presidentessa FIVI (credits Michele Purin)

Climate change, guerre commerciali, rigidità del mercato interno. Per superare le sfide che il presente pone al mondo del vino serve una strategia che guardi al futuro del settore, prendendo in considerazione tutti questi aspetti, per comprenderli e affrontarli a lungo termine. È quello che la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) chiede all’Europa, commentando l’intervento a Roma di Christophe Hansen, commissario europeo per l’agricoltura e l’alimentazione, durante “Agricoltura è”, la conferenza organizzata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).

«Vedo il settore agricolo come parte della soluzione, perché gli agricoltori sono le prime vittime del cambiamento climatico. Ma sono anche la nostra migliore linea di difesa» ha detto Hansen. «Credo che si debbano prendere in considerazione gli agricoltori e cambiare anche le nostre politiche, in modo che si basino più sugli incentivi e meno sugli obblighi imposti dall’alto. Inoltre, è molto importante avere un approccio territoriale, perché l’agricoltura da nord a sud, da est a ovest non è la stessa. Le strutture delle aziende agricole sono diverse. Le condizioni geografiche e climatiche sono molto diverse», ha specificato.

Secondo la presidentessa di Fivi, Rita Babini, sono «parole che vanno nella direzione giusta: serve una strategia europea per il sistema vitivinicolo. I vignaioli indipendenti italiani, insieme ai colleghi europei, ripongono molta fiducia nel commissario Hansen, che fin dal primo momento ha dimostrato di conoscere bene il settore agricolo e di rispettare l’importanza del sistema vitivinicolo europeo. Le parole che ha usato a Roma lo dimostrano e vanno nella direzione giusta», afferma Babini, che sottolinea, in particolare, l’importanza della semplificazione burocratica, dell’attenzione ai giovani agricoltori, al vino e alle richieste fatte dal Gruppo di alto livello.

«Sono sfide enormi, che si superano con l’impegno delle istituzioni e di tutti gli attori della filiera», ricorda la presidentessa e aggiunge: «I tempi della viticoltura sono lunghi, soprattutto quelli della viticoltura di qualità, che valorizza e tutela i territori, cura i paesaggi rurali, rafforza le economie locali. Ed è proprio quella che oggi, ancora di più, va tutelata e promossa».

Ludovico Maria Botti, consigliere nazionale FIVI e nuovo vicepresidente CEVI (credits Michele Purin)
Ludovico Maria Botti, consigliere nazionale Fivi e nuovo vicepresidente Cevi (credits Michele Purin)

A livello europeo Fivi è impegnata attivamente attraverso il coinvolgimento nella Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti (Cevi), che riunisce le rappresentanze nazionali dei vignaioli di Francia, Italia, Portogallo, Grecia, Lussemburgo, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria e Svizzera.

Dopo che, in occasione del rinnovo delle cariche, la vignaiola veneta Matilde Poggi ha lasciato il posto di presidente della confederazione al collega francese Samuel Masse, il collega laziale e consigliere nazionale Fivi Ludovico Maria Botti è stato eletto nel board come vicepresidente, assieme a Josef Valihrach (Repubblica Ceca) e Mateja Škrl Kocijančič(Slovenia), accanto al segretario generale Ivo Varbanov (Bulgaria) e al tesoriere Guy Krier (Lussemburgo). «Il mio impegno sarà rivolto a creare sinergie ancora più solide tra i vignaioli a livello europeo» ha dichiarato Botti termine dell’assemblea di Cevi. «Oggi più che mai c’è bisogno di unità e coesione per costruire insieme il futuro del vino italiano ed europeo».

X