Turn overSimone Bellotti a settembre debutterà con la nuova collezione da Jil Sander

Dopo due anni alla guida creativa di Bally, Simone Bellotti è stato nominato nuovo direttore creativo del brand fondato dalla stilista Heidemarie Jiline Sander – e che ora fa parte del gruppo OTB di Renzo Rosso –, sostituendo Luke e Lucie Meier.

Foto di Olivier Kervern

Oramai siamo poco sorpresi, piuttosto avvezzi ai cambiamenti dei direttori creativi alla direzione dei brand di moda. Oggi, 10 marzo 2025 è la volta di Simone Bellotti che passerà dal Bally a Jil Sander, guidato fino ad ora da Luke e Lucie Meier. Ad annunciare la notizia è stato il gruppo “Only the Brave” (OTB) di Renzo Rosso. Quest’ultimo ha commentato la notizia, mostrando grande sostegno al nuovo direttore creativo: «Simone inizia questo nuovo viaggio con una vasta esperienza e un talento distintivo. Nel tempo che abbiamo passato insieme, abbiamo condiviso la visione strategica e la mission di Jil Sander, i valori di innovazione e sofisticatezza che lo contraddistinguono e lo rendono un marchio iconico e unico al mondo».

L’arrivo di Bellotti non è l’unico cambiamento che Otb ha abbracciato. Il mese scorso, infatti, Serge Brunschwig – in precedenza presidente e Ceo di Fendi –, aveva lasciato la società di lusso con sede a Roma per poi essere nominato Chief Strategy Officer di Otb.

Il curriculum di Bellotti mostra un’ampia esperienza accumulata durante gli anni, in particolare ricordiamo i sedici da Gucci, quando a curare le collezioni c’era Frida Giannini e Alessandro Michele e ancora, il lavoro negli uffici stile di Dolce&Gabbana, Gianfranco Ferrè, Bottega Veneta, AF Vandervost, fino a quando nel 2023 è diventato direttore creativo di Bally, sostituendo l’allora designer Rhuigi Villaseñor.

Nel precedente numero cartaceo de Linkiesta Etc, Bellotti si era raccontato a lungo in occasione del lancio della sua prima collezione da Bally dove aveva riportato alla luce l’archivio storico del brand dalle Glendale: dalla fibbia piatta risalente al 1923, alla Oxford scribe stringata (1951) passando per la Ballyrina del 1940 che si arricchisce di dettagli borchiati.

A Giuliana Matarrese, Editor at large de Linkiesta Etc, Bellotti aveva rivelato a proposito della collezione di debutto che «La collezione di Bally era incentrata sul folklore svizzero, sul misticismo, prendeva ispirazione dallo spirito pastorale del silvesterchlausen (i costumi tipici del Capodanno elvetico, realizzati nel Seicento con materiali naturali, come edera e muschio, ndr), e in quelle foto di Weinberger ho ritrovato degli elementi simili, spostati in un contesto diverso: i cappotti in pelle, il ferro, la pelliccia dei gilet, una vera e propria divisa». 

Il suo debutto aveva raccolto recensioni positive soprattutto per aver portato in passerella una serie di elementi sartoriali che, in una rinnovata veste irriverente e stravagante, omaggiavano la storia del brand  che dura da centosettantaquattro anni. Ad esempio, a completi e trench Bellotti aveva aggiunto piccoli campanacci con riferimento all’eredità svizzera del marchio, o la sua immersione nelle storie popolari del Paese, come la leggenda della sirena del lago dell’Engadina, per l’autunno 2024. 

Insomma, le ispirazioni di Bellotti sono le più disparate: si va dall’arte al design, ai miti fino a rispolverare gli archivi di “casa”.  Per scoprire in quale direzione si muoverà alla guida creativa di Jil Sander, bisognerà aspettare settembre 2025, quando presenterà la sua prima collezione; intanto lo stesso Bellotti ha affermato di essere «incredibilmente onorato di entrare a far parte di Jil Sander, una Maison storica che ha saputo creare una nuova estetica con il suo approccio unico e una forte identità, e che ha sempre avuto un’influenza significativa sulla community dei designer. Sono grato a Renzo per la fiducia e sono entusiasta di poter contribuire a sviluppare il pieno potenziale del brand».

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