Visioni sospeseZander Olsen trasforma il paesaggio in un’illusione utopica e tangibile

L’artista scolpisce la natura creando un immaginario tra sogno e realtà, dando un corpo metafisico al vuoto, e riscoprendo il senso della parola gallese “hiraeth”: un termine che esprime una nostalgia viscerale, un legame con un luogo a cui si anela a tornare

ZO_No Mans Land. Credits: Zander Olsen

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ZO_ACAO 二. Credits: Zander Olsen

La ricerca artistica di Zander Olsen si sviluppa in un ritrovato dialogo tra essere umano, luce e ambiente. Il suo lavoro rappresenta una sintesi unica dei suoi dolori e delle sue esperienze personali, combinando il segno del colore con la fotografia e l’architettura del paesaggio. Olsen indaga la percezione, interrogandosi sulla realtà di ciò che vediamo: è autentica o un susseguirsi di visioni effimere illuminate da brevi istanti di chiarezza?

ZO_ACAO 四. Credits: Zander Olsen

Il suo progetto più emblematico è Tree Line a cui lavora sin dal 2002: l’idea nasce dal desiderio di evadere dalla grande città, Londra, per ristabilire un legame profondo con la sua terra d’origine, il Galles, e le sue radici. Olsen reinterpreta le foreste della sua infanzia avvolgendo i tronchi degli alberi con tessuti monocromi, dando vita a scatti fotografici non alterati digitalmente che sfidano la percezione dello spettatore.

In queste opere, luce e paesaggio si intrecciano in un’ambiguità visiva che invita a mettere in discussione la realtà. Queste immagini esplorano il significato metafisico del “vuoto”, ridefinendo il rapporto tra essere umano, ambiente antropizzato e natura in un contesto in cui tutto appare distante e irraggiungibile.

ZO_Untited (Cader). Credits: Zander Olsen

L’artista opera prevalentemente in inverno, quando gli alberi spogli tracciano con nitidezza la linea dell’orizzonte. Il risultato è la trasformazione delle illusioni ottiche in un paesaggio al tempo stesso utopico e tangibile. D’altronde, l’artista stesso chiarisce: «Le mie immagini non sono trucchi o illusioni, ma un modo per spingere l’attenzione su qualcosa che è già presente, al di là del visibile».

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