Poesia di primavera Dieci cose per celebrare maggio

Ogni mese un collaboratore della nostra testata prepara una top ten con notizie molto curiose dal mondo, a tema cibo, vino & Co. naturalmente. Oggi ci regala la sua selezione Daniela Guaiti, con uno spirito letterario

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La pienezza della primavera, le giornate che diventano sempre più lunghe, il sole che si fa sempre più caldo: maggio è un ponte verso l’estate. La sua poesia è nei colori vividi delle rose, nel profumo intenso del gelsomino, nelle prime serate trascorse all’aperto guardando le stelle. Il suo sapore è quello delle ciliegie mature, delle verdure novelle, di piatti che hanno gli ultimi riflessi dell’inverno ormai finito e che guardano alla bella stagione ormai vicina. Sogniamo le vacanze, facciamo i conti con un anno (scolastico, lavorativo, sportivo) ormai agli sgoccioli. E ci perdiamo nel verde dei prati. Scrittori e cantautori hanno descritto la bellezza di maggio: noi, più concretamente, seguiamo la linea delle loro parole per raccontare i sapori che traducono la bellezza di un mese nel piatto.

«Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol».
Giosuè Carducci, “Maggiolata”

Ortiche e fiori, serpenti e usignoli, bene e male. La natura si risveglia in ogni suo aspetto. Anche nel gusto: ci sono sapori che sono nella loro pienezza solo per questo breve periodo dell’anno. Come gli asparagi: tra le tante varietà, quelli rosa di Mezzago hanno un colore che è un inno alla fioritura e un gusto che li rende unici.

«A maggio non basta un fiore.
Ho visto una primula: è poco.
Vuoi nel prato le prataiole:
è poco: vuole nel bosco il croco.
È poco: vuole le viole; le bocche
di leone vuole e le stelline dell’odore».
Giovanni Pascoli, “È maggio”

Fiori, fiori e ancora fiori. Anche nel bicchiere. Il vino di primavera è rosa e floreale: Lvnae Mea Rosa ha le rose di maggio nel nome e nel colore cerasuolo brillante come un petalo bagnato di rugiada, mentre il profumo affianca le note fruttate a quelle di fiori di ibiscus. In bocca ritroviamo il frutto, ben bilanciato da un finale freschissimo e floreale.

«Dovrei paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più amabile e più tranquilla.
Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio,
E il corso dell’estate ha fin troppo presto una fine».
William Shakespeare, “Sonetto 18”

La bellezza di una stagione che nasce e che troppo presto finisce. A maggio iniziamo a pensare alle vacanze estive, e chi può si regala qualche weekend, o almeno una gita fuori porta, un picnic. È il mese giusto per visitare i luoghi del cuore, o almeno per iniziare a pianificare qualche giorno di ferie nei posti più amati. Posti come il Romantik Hotel Post Cavallino Bianco di Nova Levante, dove la mente riposa, il cuore trova pace. Qui, in Val d’Ega, la bellezza rigenera, i sapori conquistano, e il susseguirsi delle stagioni descrive il fascino perfetto di ogni momento dell’anno. E l’incanto non ha una fine.

«Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
Sopra uno scoglio che ci si può tuffare
E quel sole ce l’hai dentro al cuore
Sole di primavera
Su quello scoglio in maggio è nato un fiore».
Fabio Concato, “Fiore di maggio”

Ricordi e sogni si alternano in questa famosissima canzone, la festa del paese, il mare, il sole, la primavera. Ricordi vividi, come quelli di un viaggio concluso, sogni ad occhi aperti, come quelli che portano a immaginare il prossimo viaggio. E se (ancora) non si può partire, il viaggio si può disegnare nella mente. Voglia di Francia? La Francerie è una scorciatoia verso i sapori d’Oltralpe: pochi click e a casa arrivano tutti i prodotti tipici. Non solo formaggi, vini, foie gras, ma anche le amatissime baguette, i croissant, i pain au chocholat, pronti da scaldare in forno, fragranti come appena comprati in una boulangerie. Un velo di burro d’Isigny, qualche galette e sembrerà di far colazione lontano da casa.

@Nicco Leone

«Ben venga maggio
e ’l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio».
Angelo Poliziano, “Ben venga maggio”

La gioventù, la primavera, l’età che fiorisce: una gioia senza tempo in una ballata quattrocentesca. È il momento dell’anno in cui anche in tavola iniziamo a cercare la leggerezza, meglio se accompagnata da colori e profumi che mettano allegria. Un esempio concreto: un piatto di pasta condito con un misto di verdure di stagione, piselli, zucchine, punte di asparago, taccole, favette, semplicemente sbollentate. Un filo di olio extravergine, pepe appena macinato e qualche erbetta aromatica se piace. L’importante è che la pasta (magari anche integrale) sia davvero buona, come quella del pastificio Benedetto Cavalieri: deve essere gustosa, una parte del mosaico del piatto, non un semplice foglio bianco.

«Ben venga Maggio
e il gonfalon selvaggio!
Ma è una selva che si svelle,
la selva che da sé si schianta!
E viene, e seco ha le procelle
che l’hanno nell’inverno affranta,
e viene e canta
il gonfalon selvaggio!»
Giovanni Pascoli, “Calendimaggio”

Stesso incipit, secoli dopo. Ancora un canto, un inno alla natura che si sveglia, selvaggia, anche violenta. Ma in quella natura, dopo un inverno trascorso troppo al chiuso, abbiamo voglia di immergerci. E via, scampagnate, pedalate, passeggiate, picnic: non importa se non siamo sicuri che il tempo rimanga bello, il gioco vale la candela. E nel cestino per la merenda o il pranzo al sacco, mettiamo qualcosa di semplice ma buono, come un irresistibile panino al salame. Una michetta tagliata e farcita con qualche fetta di Salame Sbrisolone di maiale nero della Lomellina del Salumificio Fumagalli è il compagno perfetto per qualsiasi gita di primavera.

«Era de maggio e te cadeano nzino,
a schiocche a schiocche, lli cerase rosse.
Fresca era ll’aria, e tutto llu ciardino
addurava de rose a ciento passe».
Salvatore di Giacomo, “Era di maggio”

Una poesia napoletana messa in musica e così diventata famosa. L’amore, il distacco, la tristezza e… le ciliegie. Sono i frutti simbolo di questo mese anche se a Monza, si dice, san Gerardo un giorno di gennaio ne ha fatto comparire un cesto tra il gelo e la neve, per farsi aprire le porte dal custode del Duomo e potersi raccogliere in preghiera. È un legame stretto quello tra santi e ciliegie, tanto che persino san Francesco in Spagna, a San Facondo, percorrendo il Cammino di Santiago, fece fiorire un grande ciliegio che si era seccato ed era dato per morto. Affidato a Francesco, «contro ogni speranza, l’albero, in modo miracoloso a suo tempo verdeggiò, fiorì e mise fronde, producendo frutti come prima», si legge nel “Trattato dei miracoli” di Tommaso da Celano. Un motivo in più per gustare i deliziosi frutti. Al naturale, in mille dolci o come golosa aggiunta a una caraffa di sangria.

«Sono timido, ma l’amore mi dà coraggio
Per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio
E a maggio il mondo è bello e invitante di colori
Ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori
Che prima o poi, si dice, diverranno pure frutti
E allora tu che fai? Golosamente aspetti»
Jovanotti, “Serenata Rap”

Voglia di frutta. Fresca, succosa, è una voglia di stagione. Da sola, nelle macedonie, nel gelato, nello yogurt. E nel Kefir: Latteria Sociale Merano propone Bella Vita Kefir Probiotico, un latte fermentato senza lieviti e senza lattosio, adatto a tutti, che è disponibile da maggio al gusto bianco naturale e in due sapori particolari e innovativi: avocado-limone e guava-pompelmo rosa. Salutare e delizioso.

Come un bel dì di maggio
Che con bacio di vento
E carezza di raggio
Si spegne in firmamento
Col bacio io d’una rima
Carezza di poesia
Salgo l’estrema cima
Dell’esistenza mia
Umberto Giordano, “Andrea Chenier”

Una romanza, un malinconico omaggio alla poesia e all’amore, che il poeta Andrea Chénier (tenore) legge in prigione al suo amico Roucher, mentre entrambi aspettano la loro ingiusta esecuzione. E le confidenze tra amici, anche in contesti meno drammatici, in maggio hanno la dolcezza di una serata sotto le stelle. Chiacchiere, ricordi, progetti, l’immancabile birra. Magari dal gusto primaverile: in Wingman di Brewdog frutti tropicali, note di pino e aroma agrumato si fondono armoniosamente per dare vita a una Session Ipa rinfrescante, leggera e beverina. Una dedica a quell’amico fidato che non ci abbandona mai: wingman significa braccio destro, ed è adatta dall’aperitivo alla cena, fino ai brindisi di tarda notte.

«Vieni a salvarci Kapitan Kurlàsh
cui tò ceentmila mann, cui tò ceentmila brasc,
fa desmètt de pioov nel mees de magg
adess che sèmm’i’ stràcch de curr pòrtegh in bràsc»
Davide Van De Sfroos, “Kapitan Kurlàsh”

Chi è nato vicino al Lago di Como, o in Brianza, o a Milano, sa che a maggio non ci sono solo rose, fiori e bel tempo. Una canzone in dialetto invoca un improbabile supereroe perché con le sue centomila mani e le sue centomila braccia faccia smettere di piovere nel mese di maggio, e ci porti in braccio se siamo stanchi di correre. A Milano, a Como, a Monza, a Varese ci sono mesi di maggio in cui piove, e piove, e piove, e la primavera sembra svanire nell’acqua che cade e nel cielo grigio. Non possiamo far arrivare Kapitan Kurlàsh, ma ci possiamo aiutare almeno nell’umore con una scatola di cioccolatini: i tartufi misti di Farage Cioccolato, morbidi e cremosi, saranno compagni per un sonnacchioso e piovoso pomeriggio sul divano davanti alla tv.

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