Il Papa e i clochard Leone XIV dona cinquemila croissant ai senzatetto

Il gesto del pontefice va oltre la normale elemosina, è un modo per dire che il cibo donato non deve essere solo sostentamento ma anche qualcosa di buono da condividere

Foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse Pope Leo XIV holds his first general audience in St. Peter's Square, at the Vatican - Wednesday , May 21, 2025 - News - (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

I Francesi li chiamano clochard. La tradizione italiana li ha da sempre bollati come barboni. Spesso con più eleganza, ma uguale cinismo, vengono definiti invisibili. Sono i senzatetto. Persone che per tristi vicende personali o per scelta si trovano a vivere senza altri sussidi che l’elemosina, e senza altra sistemazione che qualche coperta e un cartone steso su un marciapiedi. Sono in tutte le città e, ovviamente anche a Roma, dove molti trovano un posto dove dormire nelle vicinanze del colonnato di San Pietro. Anche perché lì papa Francesco aveva deciso di aiutarli con semplici strutture di assistenza e offerte di alimenti, oltre che con fraterne parole di consolazione e affetto.

E a loro ha scelto di pensare fin dai primi giorni di pontificato anche Leone XIV. È di questi giorni la notizia di una iniziativa per certi versi insolita del nuovo Papa: cinquemila croissant regalati ai senzatetto che si muovono abitualmente nei pressi di San Pietro. Iniziativa senza precedenti ma di grande significato. Troppo facile metterla a confronto con il «E che mangino brioches» attribuito a Maria Antonietta in risposta a chi le riferiva che il popolo non aveva pane con cui sfamarsi. E ugualmente scontato ironizzare sull’evangelico «Non di solo pane vive l’uomo».

La sostanza del messaggio è profonda, e si presta a una lettura che va oltre il semplice gesto del dare. Vuol dire che per aiutare chi ha bisogno, chi soffre, chi è escluso dalle normalità della vita urbana è sicuramente utile ed encomiabile offrire assistenza e generi di prima necessità, ma che si può anche fare qualcosa di più. Che si può, ed è importante, condividere con chi è meno fortunato anche qualche piccolo extra, qualcosa che sia capace di portare un sorriso e un momento di piacere, non soltanto il minimo indispensabile per la sopravvivenza.

Alla realizzazione dell’iniziativa ha collaborato l’associazione Amitié France Italie, che rappresenta gli italiani d’Oltralpe, e che già con Francesco aveva contribuito a fornire aiuti e assistenza alle persone in difficoltà. Per una volta un esempio concreto di amicizia italo francese, al di là delle solite frasi di circostanza da incontro internazionale.

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