Minaccia alla paceLa Russia potrebbe attaccare l’Europa in pochi anni dopo la fine della guerra in Ucraina

Secondo il capo dell’intelligence di Kyjiv, in caso di negoziati e revoca delle sanzioni occidentali, Mosca si riarmerebbe e inizierebbe a programmare nuovi attacchi, con la possibilità di colpire diversi Stati

AP/Lapresse

La Russia sarà in grado di ricostruire il suo arsenale, ripristinare le sue capacità di combattimento e lanciare un’aggressione contro l’Europa entro due o quattro anni dalla fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto il capo dell’intelligence estera ucraina (Szru) Oleh Ivashchenko in un’intervista riportata, tra gli altri, anche dal Kyiv Independent. «Se le sanzioni verranno revocate, il processo di riarmo della Russia procederà molto più velocemente», ha detto Ivashchenko, aggiungendo Kyjiv ha già condiviso le sue analisi con gli alleati europei.

Le parole di Ivashchenko dimostrano che le preoccupazioni degli ucraini sono – o almeno devono essere – le stesse del resto d’Europa, perché in gioco c’è un destino comune e di fronte uno Stato aggressore e imperialista che non si farà problemi a colpire altri territori.

Tra l’altro le stime di Ivashchenko sul periodo che va dai due ai quattro anni non sono poi così distanti da quelle che hanno fatto altri esperti militari e funzionari d’intelligence nel resto dell’Occidente. Tutti condividono l’idea che in caso di un accordo di pace, più o meno solido, la Russia sfrutterà il tempo per riarmarsi, programmare nuovi attacchi, con nuove direttrici e nuove strategie.

L’esercito russo, sottolinea ancora il Kyiv Independent, «è attualmente pesantemente impegnato in Ucraina, subendo ingenti perdite quotidiane di uomini e materiali. Christopher Cavoli, comandante delle forze statunitensi in Europa, ha tuttavia avvertito ad aprile che la Russia sta ricostruendo le sue forze molto più rapidamente di quanto previsto in precedenza». L’esercito ucraino stima che la Russia ha subito circa un milione di morti o feriti (o altro, tutti considerati in qualche modo vittime) dall’inizio dell’invasione su vasta scala.

Da tempo infatti i partner occidentali di Kyjiv, cioè gli Stati Uniti e l’Unione europea, cercano di limitare la capacità della Russia di ricostituire le proprie forze e il proprio arsenale imponendo pesanti sanzioni volte a interrompere le catene di approvvigionamento e a strangolare l’economia di Mosca. Funzionari ed esperti militari statunitensi, europei e ucraini ritengono che la Russia stia perdendo il suo vantaggio militare sul campo di battaglia, a dimostrazione che la strada da battere è quella di un aumento della pressione sulla Russia per costringerla a interrompere gli attacchi e arrivare a un cessate il fuoco.

Ma c’è anche chi sembra andare in direzione opposta. Il presidente degli Stati Uniti, ad esempio. Donald Trump ha già detto di non prevedere ulteriori sanzioni contro la Russia, per non compromettere gli sforzi di pace, infrangendo le speranze europee di una strategia coordinata. Invece l’Unione europea è impegnata ad aumentare le sanzioni se la Russia continuerà a rifiutare il cessate il fuoco: è appena stato varato il diciassettesimo pacchetto di sanzioni, e un diciottesimo è già sul tavolo.

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