Vent’anni d’oroAcne Paper celebra la sua golden age: dal magazine indie a un nuovo spazio culturale a Parigi

Acne Studios va oltre la moda che sfila in passerella e continua a plasmare il paesaggio creativo contemporaneo, festeggiando vent’anni della sua rivista e inaugurando una nuova galleria culturale nella Ville Lumière

Courtesy of Acne Paper

Sfogliare le pagine di un magazine non è come sfogliare quelle di un libro. La carta è diversa, le immagini pure, cambia addirittura il profumo e solo dando una veloce sbirciatina, si è consapevoli che il contenuto è unico, inconsueto, ma soprattutto d’esposizione. Spesso le riviste indipendenti, sono pezzi da collezionare perché contengono interviste, collaborazioni e testi scritti da personalità di spicco, il cui contributo è paragonabile a un’opera d’arte. 

Anche la rivista cartacea Acne Paper, per vent’anni dal 2005 al 2025, ha raccolto tra le proprie pagine, i lavori, gli interventi, i volti, le visioni e le storie di personalità come le fotografe Sarah Moon, Leslie Zhang, Sharna Osborne, Paul Kooiker e i lavori delle stylist Patti Wilson, Audrey Hu, Robbie Spencer e Beat Bolliger. Tra tutti i progetti, però, Thomas Persson, editor in chief e direttore creativo di Acne Paper, rivela a Linkiesta che, anche se è difficile indicare la storia che più di ogni altra ha definito l’identità della rivista, sceglierebbe l’intervista al fotografo svedese Georg Oddner nel primo numero. «Negli anni Cinquanta da giovane– spiega Persson – Oddner si trasferì a New York e lavorò con Richard Avedon. Lì scoprì un mondo nuovo, stringendo legami con nomi come Irving Penn. Quell’intervista fu più di una biografia: fu un ritratto dell’impatto trasformativo della curiosità, del mentore e della comunità creativa. Oddner aveva uno sguardo poetico, uguale per tutti, dal personaggio famoso al piccione sotto la pioggia. Quella conversazione ha cambiato il mio modo di vedere la fotografia e il ruolo della rivista. Mi ha insegnato che le storie più profonde nascono spesso dall’intimità inattesa».

Courtesy of Acne Paper

Il contributo di ciascun professionista, però, ha permesso di realizzare un mosaico di idee e ispirazioni riguardanti la fotografia, il cinema, l’arte e il design, raccontando il potere trasformativo della cultura che ha portato Acne Paper a festeggiare vent’anni con il numero “D’oro”. Il colore e/o il metallo, come lo si vuole intendere, è stato scelto come filo conduttore perché, come ha affermato Persson «viviamo tempi incerti — segnati da discriminazioni, guerre, crisi climatica, genocidi, pandemie, instabilità politica. In mezzo a tutto ciò, volevamo creare un numero fondato su speranza, resilienza e bellezza. Come ho scritto nell’editoriale, l’oro incarna una potente dualità: riflette desiderio e avidità, ma anche divinità, illuminazione, trascendenza. Questo contrasto ha ispirato un tema ricco e stratificato. Abbiamo esplorato l’artigianato legato all’oro (gioielli, arti decorative, oggetti di lusso), ma anche le sue dimensioni spirituali e filosofiche: l’oro come metafora di valori più alti, illuminazione e ciò che davvero conta nella cultura umana. Volevamo qualcosa di visivamente sontuoso ma anche profondo. E come numero celebrativo del nostro ventesimo anniversario, il simbolismo dell’oro ha per noi un significato molto personale».

In occasione dell’anniversario ventennale, abbiamo deciso di chiedere a Persson maggiori dettagli sull’evoluzione di Acne Paper e in particolare su questo numero celebrativo.

“Il passato informa il presente” è un mantra che guida i vostri numeri. Come si traduce questa filosofia nel modo in cui curate contenuti visivi e narrativi – e in particolare nel Golden Issue?
L’oro ha avuto valore simbolico, economico e spirituale in quasi tutte le culture, quindi era perfetto per esplorare il passato e i suoi riflessi oggi. Abbiamo adottato un approccio da “archeologi editoriali”: scoprire storie e immagini che collegano l’oro a natura, luce, arte, ritualità, identità, valori. Il nostro obiettivo è sempre stato creare qualcosa di senza tempo. E l’oro, per natura, è eterno: non scolorisce, non si corrode. Questo numero non parla solo del metallo, ma di ciò che, come esseri umani, riteniamo veramente prezioso.

Quando Acne Paper è nato nel 2005, che tipo di voce voleva essere nel panorama editoriale? Quanto è rimasta fedele a quella visione iniziale – e dove invece ha scelto di cambiare rotta?
Nel 2005, il mondo editoriale della moda era dominato dal presente: giovinezza, tendenze, novità. Io però ero affascinato dalla storia e da ciò che dura. All’epoca mancava questo tipo di approccio, quindi abbiamo creato uno spazio dove passato e presente potessero dialogare, tramite design, contenuti e narrazione. Non volevamo essere nostalgici, ma riflessivi. Credo che siamo rimasti fedeli a quella visione. La rivista è evoluta, certo, ma il nucleo è lo stesso: celebrare la cultura, la profondità e il tempo lungo.

Pur pubblicata da Acne Studios, la rivista ha sempre evitato l’etichetta di “brand magazine”. Come siete riusciti a mantenere questa indipendenza creativa – e a costruire un’identità editoriale che vive di luce propria?
Grazie alla visione e alla fiducia di Jonny Johansson, co-fondatore e direttore creativo di Acne Studios. Sin dall’inizio, Jonny ha capito che Acne Paper doveva avere una bussola editoriale autonoma, libera dalle logiche di marketing. Ha dato spazio ad artisti, scrittori e creativi per creare qualcosa di autentico, non vincolato da logiche commerciali. Quell’autonomia ha permesso alla rivista di avere un’identità forte e indipendente, e gliene sono profondamente grato.

Courtesy of Acne Paper

Il magazine, infatti, è un contenitore variopinto che alterna senza limiti, contenuti scritti e visivi, sia ironici che poetici, intimi o accademici, divini o profondamente umani con l’intento di creare un compendio finale e di chiosa dopo vent’anni di storia sugli scaffali di edicole e librerie. A prolungamento dell’obiettivo divulgativo del magazine, Acne Studios annuncia l’apertura di Acne Paper Palais Royal a Parigi. Si tratta della prima galleria permanente del brand che amplia il dialogo e il suo impegno continuo nel creare connessione con arte, design, fotografia, editoria e artigianato. 

Courtesy of Acne Paper

Il nuovo spazio proporrà un programma multidisciplinare con mostre, talk, lanci editoriali, firme di libri ed eventi culturali, coinvolgendo nuovi talenti e nomi affermati. Da maestri moderni a nuove generazioni di creativi, ogni progetto rifletterà l’impegno del brand verso l’esplorazione artistica in tutte le sue forme. Con questa apertura, infatti,  Acne Studios si conferma non solo come un brand di moda, ma anche come azienda impegnata a plasmare il paesaggio creativo contemporaneo.

L’inaugurazione della galleria è prevista per giovedì 26 giugno con una mostra personale dell’artista olandese Paul Kooiker, noto per la sua fotografia sperimentale. Per l’occasione, Kooiker ha ritratto quarantadue  studenti internazionali dell’accademia Gerrit Rietveld di Amsterdam: immagini che ricordano i ritratti scolastici, ma osservano l’incertezza del presente.

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