Codice di disonoreSogno Georgiano vuole vietare le riprese nei tribunali per nascondere i processi scomodi

Il partito di governo ha presentato una legge per limitare la registrazione di foto, video e audio nelle aule, compresi corridoi e cortili, lasciando alla sola discrezione dei giudici la possibilità di divulgare filmati

AP/Lapresse

Sogno Georgiano, il partito al governo in Georgia, ha presentato un nuovo disegno di legge per limitare drasticamente la copertura mediatica dei processi giudiziari. Significa che sarà vietato filmare all’interno dei tribunali, comprese aule, corridoi e cortili. Le uniche eccezioni riguarderanno i dipendenti del tribunale e i soggetti autorizzati dal tribunale. Spetterà poi al tribunale decidere se determinati filmati possano essere divulgati in conformità con la legge. La legge propone di eliminare anche il divieto di confisca di effetti personali, inclusi telefoni cellulari e computer, a chiunque entri nell’edificio del tribunale, secondo le procedure stabilite.

«Questi cambiamenti limiteranno gravemente il lavoro dei media ed elimineranno di fatto il controllo pubblico della magistratura», ha detto martedì la Media Advocacy Coalition, un gruppo monitoraggio parlamentare. E non è un caso che il disegno di legge sia arrivato proprio mentre i procedimenti penali contro le persone arrestate durante le proteste degli ultimi sette mesi si avvicinano alla fase finale: molti verdetti sono attesi quest’estate. Questi processi, comprese le testimonianze della polizia e le argomentazioni della difesa, hanno attirato una grande attenzione pubblica. Foto e video delle udienze hanno avuto ampio spazio sui media, sebbene i giornalisti abbiano ripetutamente segnalato ostacoli al loro lavoro in tribunale.

Il partito filorusso che ha le mani su tutte le istituzioni del Paese vuole così oscurare le sue nefandezze nelle aule di giustizia. «Ciò che temevamo di più è accaduto», ha dichiarato Mindia Gabadze, fotografo del sito online Publika che segue regolarmente i procedimenti giudiziari. «Per noi giornalisti, lavorare in tribunale è stato sostanzialmente vietato, e per noi fotografi è stato completamente proibito», ha scritto su Facebook.

Secondo la testata indipendente Civil Georgia, le modifiche al disegno di legge lascerebbero i media alla mercé dei tribunali. Questi infatti, si legge nel testo presentato dal partito Sogno Georgiano, «possono diffondere materiale fotografico, cinematografico e video dei procedimenti giudiziari in loro possesso, se ciò non viola la legge. La registrazione video o audio di un procedimento giudiziario sarà consentita solo su richiesta motivata e con decisione motivata di un giudice».

Per Kakha Kaladze, sindaco di Tbilisi e segretario generale di Sogno Georgiano, «negli ultimi anni le aule di tribunale sono state deliberatamente trasformate in un circo, e i cambiamenti sono in linea con gli standard di “molti” Paesi europei e degli Stati Uniti».

Il partito filorusso ha presentato anche un altro disegno di legge che prevede un aumento degli stipendi mensili dei giudici – di tutti i livelli – quasi del cento per cento. Stando a quanto riportato da Radio Free Europe, lo stipendio di ciascun giudice supererebbe i diecimila lari al mese, circa tremilasettecento euro, perché non ci sarebbero più limiti salariali fissi: al contrario, la loro retribuzione sarebbe determinata in base a un’indennità di posizione base moltiplicata per un coefficiente stabilito per ciascuna posizione giudiziaria (quindi se si tratta di giudici di corti cittadine, tribunali ordinari, corte d’appello o corte suprema).

L’aumento di stipendio si applicherebbe anche ai giudici sottoposti a sanzioni internazionali per aver minato lo stato di diritto in Georgia e per essersi macchiati di corruzione. Tra questi, Levan Murusidze e Mikheil Chinchaladze, accusati di essere strettamente alleati con il partito al governo, Sogno Georgiano.

«Il sistema giudiziario sembra essere parte di questa macchina repressiva», ha detto l’Alto Rappresentante e Vicepresidente dell’Unione europea Kaja Kallas parlando della Georgia durante una conferenza stampa, subito dopo la riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione a Bruxelles il 23 giugno scorso.

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