
In una città complessa come Venezia, che rischia di trasformarsi in un “non luogo” gastronomico al servizio del turismo, il Local rappresenta da anni un segnale forte e controcorrente. Una stella Michelin conquistata non con virtuosismi autoreferenziali, ma con una cucina che tiene insieme identità e avanguardia, racconto del territorio e visione personale. Oggi, a pochi passi dalla sede principale, la Trattoria del Local ne estende il pensiero, creando un luogo di condivisione quotidiana, accessibile, profondamente ancorato nella cultura locale.
Così ce la racconta Benedetta Fullin, fondatrice del progetto: «La Trattoria – partendo dal nome e dall’impatto visivo – è immediatamente più “fruibile” per il cliente che si aspetta una pausa di qualità ma che non vuole al tempo stesso impegnarsi in un’esperienza immersiva come può essere quella in un ristorante stellato. Il Local si configura come un fine dining dall’ambiente rilassato, confortevole e accogliente. Resta però, ed è corretto che sia così, un ristorante stellato, con un percorso di degustazione studiato e chi lo approccia ne è consapevole. Alla Trattoria del Local si respira invece l’atmosfera della domenica in famiglia, con una cucina che celebra la tradizione italiana, tra ricette veneziane e sapori della Campania, in un perfetto equilibrio tra territorio e ricordi d’infanzia. È quel tassello che fa riconnettere trasversalmente al tessuto veneziano, e che gode del successo che sta avendo, anche grazie al nome che porta, all’esperienza di dieci anni di fine dining, ed alle persone che lo fanno vivere. Notiamo al contempo un avvicinamento al mondo del fine dining anche da parte dei più diffidenti, che una volta provata la trattoria, sono venuti a trovarci al ristorante principale».

La scelta di aprire una trattoria nasce da una doppia esigenza: rafforzare una squadra già solida e proporre un secondo indirizzo che fosse più immediato, riconoscibile e democratico, senza rinunciare alla qualità. Il risultato è un successo che non sorprende: la cucina è semplice, diretta, fatta di memoria e stagionalità, con piatti che sanno di infanzia e parlano la lingua dei veneziani.
Ma Local non arretra di un passo sul fronte della ricerca. Lo chef Salvatore Sodano continua a rileggere la tradizione lagunare in chiave fine dining, con una cucina intensa, colta ma mai distante. I suoi piatti – eleganti, comprensibili, essenziali – nascono da un equilibrio raffinato tra istinto e tecnica, materia e pensiero. A completare l’esperienza, l’ospitalità accogliente e precisa di Manuel Trevisan, che accompagna il servizio con empatia e naturalezza, trasformando ogni cena in un’esperienza emozionale e personalizzata.

Quella di Local è una proposta circolare, dove ogni elemento – cucina, sala, ambiente – contribuisce a creare una narrazione coerente, che parla tanto al gourmet internazionale quanto al cittadino curioso. E la Trattoria, lungi dall’essere un progetto “minore”, diventa il ponte che connette due mondi: quello della tradizione popolare e quello dell’alta cucina. Un ponte fondamentale, soprattutto in una città dove il fine dining è ancora percepito come distante, freddo, legato al lusso più che all’identità. Ma soprattutto un luogo in grado di essere luogo ed eliminare quella globalizzazione forzata che l’overturism porta con sé, come spiega bene Fullin: «I veneziani ricercano il Luogo, non il non luogo. Ed io, da veneziana, non sopporto l’idea che Venezia venga considerata come un non luogo. Dopo la mia esperienza di vita all’estero, ho scelto di tornare a casa mia con l’ambizione e l’obiettivo di creare un’offerta che fosse di qualità, autentica e non volta al mero profitto e sfruttamento della massa turistica. Sia il Local che già (a dopo soli 3 mesi dall’apertura) la Trattoria, sono indirizzi del cuore per moltissimi veneziani e questo è per noi un motivo di grande orgoglio. Penso venga percepita e riconosciuta l’anima autentica dei nostri due locali; non scimmiottiamo un modello di ospitalità visto altrove, ma semplicemente proponiamo quello che è nelle nostre corde e questo viene riconosciuto e sentito. Questo non viene percepito solamente dai veneziani, ma anche dai turisti che amano la mia città, che tornano e tornano e ritornano perché di Venezia non ci si stanca mai. Perché ogni volta che la si visita si scopre qualcosa di nuovo e ci si innamora sempre di più. E ci da immenso orgoglio far parte della loro esperienza ogni volta che tornano a Venezia».

La forza del progetto sta proprio nella complementarietà delle due insegne: al Local si cerca la sorpresa e l’immersione, alla Trattoria si trova il conforto e la familiarità. Ma in entrambe si respira lo stesso spirito, si riconosce lo stesso rispetto per il territorio, la stessa cura per l’ospite. Un’idea di ristorazione che non è replica di modelli esterni, ma radicata nella città, capace di dialogare con chi la abita e con chi la visita, costruendo una relazione duratura e sincera.
In un presente che chiede diversificazione, sostenibilità e autenticità, la risposta di Local è un modello da osservare con attenzione. E forse da replicare: non come format, ma come attitudine.

Ristorante Local
Salizzada dei Greci, Castello 3303, Venezia
Trattoria del Local
Castello 3417, Venezia