Non si interrompe una digestione Il calo di zuccheri del Pd, il partito dei cuoricini pieni e delle urne vuote

Non è bastata la sconfitta ai referendum, Schlein oggi organizza un convegno per limitare il consumo di zuccheri, con esperti di «colazioni sontuose» e dietologhe influencer, i nuovi Verdone e Pozzetto di “7 chili in 7 giorni”. Giorgia, magna tranquilla

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Caro Pd, come stai? Lo so, lo so: giornatacce. È tutto un complesso di cose: un referendum di cui non importava niente a nessuno, Elodie in mutande (cioè: una che Hamas decapiterebbe) che sventola la bandiera palestinese a San Siro come massimo simbolo politico, Giorgia che governerà per i prossimi centoquattro anni, i social gestiti da gente la cui idea di propaganda è «cicca cicca comunque ai referendum c’è andata più gente di quella che ha votato la Meloni», cuoricini pieni e urne vuote (come al solito).

Ti farà piacere sapere che io non ti scrivo per questo: non ti scrivo per accanirmi sull’ennesima prevedibile sconfitta già avvenuta; ti scrivo perché sono interessata alle sconfitte che verranno, di una delle quali stai ponendo le basi proprio in questo momento, non mentre io sto scrivendo ma mentre tu stai leggendo.

Oggi, alle 13, nella sala stampa della Camera dei deputati, si svolge un convegno dal titolo “Troppi zuccheri – Una proposta di legge per limitarne il consumo”. Non so da dove cominciare, quindi comincerò dal 2010. Il 2010 è l’anno in cui, dopo che Michelle Obama aveva creato “Let’s Move!”, una campagna per combattere l’obesità infantile, suo marito – un precario di nome Barack, che all’epoca svolgeva le mansioni temporanee di presidente degli Stati Uniti – firmò la legge denominata “Healthy, Hunger-Free Kids Act”.

Erano anni in cui tutte (parlo al femminile come se le diete fossero roba di donne: sono novecentesca, ormai gli uomini sanno i grammi di carboidrato in ogni verdura meglio di noi) ci preoccupavamo degli zuccheri; erano gli anni di gloria di Pierre Dukan, il dietologo francese che non ti faceva mangiare neanche la frutta; erano gli anni che condussero, nel 2014, a “Fed Up”, che tu ovviamente non hai visto, perché almeno in questo somigli all’elettorato: non sai niente di niente.

“Fed Up” è un documentario di Katie Couric (non è gratis su nessuna piattaforma, ma puoi comprarlo su Amazon coi soldi risparmiati non comprando merendine) in cui si spiega ciò che noi studiose di Dukan già sapevamo: i cereali per la colazione, cibo fondativo degli Stati Uniti, sono tra i composti più iperglicemici e quindi devastanti per l’obesità e il diabete che esistano.

L’iniziativa di Michelle Obama finì nel nulla perché gli Stati Uniti sono una repubblica fondata sulle multinazionali delle bibite gassate e di altre schifezze piene di zucchero, e nessuno ha mai portato avanti più di tre quarti d’ora un’iniziativa politica che mira alla demolizione dei principali contribuenti del suo paese. Tuttavia, guardando il cartello (in analfabetese: la card) con cui promuovi su Instagram il convegno di oggi, la prima domanda che viene da farsi è: come si fa a svegliarsi sul pericolo degli zuccheri con quindici anni di ritardo rispetto al paese con la nutrizione più malsana dell’occidente industrializzato?

È perché, caro Pd, sei stolido come certi miei conoscenti che pensano di poter parlare di alimentazione perché nel 1981 un dietologo gli ha detto che bisogna mangiare cinque porzioni di verdura al giorno e ritengono non serva sapere altro? È perché, caro Pd, sei analfabeta come certi cuochi convinti che la dieta mediterranea sia la soluzione a tutti i problemi della specie umana? È perché, caro Pd, sei come quegli allievi ai quali cambiano la materia all’orale della maturità e ti eri preparato sulla pace nel mondo e invece t’interrogano sull’alimentazione?

Oltre a due deputati tuoi, caro Pd, al convegno ci saranno due addetti ai lavori, o meglio: l’idea di addetti ai lavori che ha chi ha come fonte informativa Instagram (cosa potrà mai andar storto). Uno dei due si chiama Franco Berrino, è un medico ultraottantenne col farfallino, e io, caro Pd, ti ringrazio tantissimo per avermene fatto scoprire l’esistenza. Il suo Instagram è ipnotico, ci sono video in cui dice che la colazione è il pasto più importante della giornata, sembra di leggere i consigli dietologici di Ragazza In, un giornalino che andava per la maggiore quand’ero alle medie.

Berrino mette in vendita una settimana a luglio in provincia di Trento, non c’è il prezzo (ho telefonato ma non me l’hanno detto perché tanto i posti sono esauriti da settimane, però mi hanno promesso che presto apriranno le prenotazioni per un weekend a settembre), ma c’è l’elenco delle attività.

Corsi di dolci senza zucchero. Pratiche di respirazione. Passeggiate nella natura. Alle 8 e 30, «colazione sontuosa», che poi sarà il solito orrendo buffet di tutti gli alberghi del mondo, quello al quale veniamo tutti presi dall’istinto dell’assalto al gratuito, mangiamo più del dovuto, e il risultato è che ci si apre lo stomaco ed ecco lì una giornata in cui consumeremo cinquemila calorie invece di millecinquecento. Ma Berrino dice che con la colazione sontuosa si dimagrisce, e Berrino è un uomo onorevole.

Non avevo mai sentito nominare neanche la quarta dibattente, Nataliya Gera, autrice del libro “Intensive 21 – Il rivoluzionario programma di 21 giorni per perdere peso in modo sano”, erede naturale del “7 chili in 7 giorni” con Pozzetto e Verdone.

È molto interessante la polarizzazione del dibattito sul dimagrire. Da una parte la mozione a favore delle punture guidata dai negazionisti del libero arbitrio, gente come Oprah Winfrey, che ti dice che non sei responsabile del tuo ingrassare, sei nata fallata, mica dipende dal mezzo chilo di bucatini che hai appena preparato per il tuo pranzetto leggero. Dall’altra gli scettici delle punture che, invece di fare obiezioni sensate (sono medicine di cui non sappiamo abbastanza visto che sono molto recenti, per esempio), ti dicono: eh, ma poi se smetti quei chili li riprendi.

Nataliya, Pd, amici delle cliniche della bellezza, ho una notizia per voi tutti: non esistono metodi dimagranti con i quali non reingrassi se ricominci a mangiare teglie di lasagne. Neanche il bendaggio gastrico, neanche la liposuzione, neanche niente. Se vuoi diventare una persona magra e restarlo, dovrai per tutta la vita mangiare in un modo diverso da quello che ti ha fatto essere una persona grassa. Figuriamoci se si può pensare di dimagrire in tre settimane, come sostiene colei che il Pd invita in Parlamento a dibattere.

Non so quanti anni abbia la signora Gera, che ha fissato in alto sulla sua pagina il reel “Come vivere senza culotte de cheval”, ma so che ha due figlie e fa i video sul voler cambiare colore di capelli seduta in mezzo ai loro lettini, facendo le faccette come una influencer quindicenne, aprendo il box domande come una influencer quindicenne: insomma, somiglia all’elettorato assai più del Pd, quindi forse l’operazione ha un senso.

Certo, poi noialtri stronzi che ci sentiamo intelligentissimi ci diciamo mioddio, un partito che si occupa solo di cazzate, come si fa a votarli; ma forse il partito sa ciò che sappiamo anche noi: che non li abbiamo mai votati. Io per la verità non sono sicurissima di non averli votati neanche una volta, ho un rapporto abbastanza lasco con le elezioni, neppure mi ricordo a quali ho votato e a quali no, l’unica cosa di cui sono certa è di aver scritto sulla scheda del Senato «Lucio Dalla vive» quando era candidato Cerno, ma le altre volte vatti a ricordare se ho votato e per chi. Una volta sicuramente per Di Pietro, me ne ricordo perché i miei amici erano unanimemente indignati, alcuni l’avranno rimosso nel tempo e ora mi toglieranno di nuovo il saluto.

Ma torniamo agli zuccheri (non ce ne siamo mai allontanati: Di Pietro sul trattore in copertina di Sorrisi era una pubblicità progresso per l’alimentazione sana). Nei video di Franco e Nataliya sulla presentazione della proposta di legge di oggi, caro Pd, s’intuisce che il punto sia mettere un tetto allo zucchero nelle bevande in commercio. Non mi pare un’urgenza, dato che le bibite zero (cioè quelle senza zucchero) esistono da decenni e le bevono tutti giacché le calorie vuote non piacciono a nessuno; ma certo, è una regola che va benissimo.

Però il problema è che la tua, chiedo scusa per la parola, card, il titolo del tuo convegno sugli zuccheri dice: «Una proposta di legge per limitarne il consumo». Non l’utilizzo per le aziende: il consumo. Capisci (dimmi che lo capisci, Pd, dimmi che le tasse che pago per finanziare l’istruzione sono buttate ma non del tutto) che, formulata così, significa: una legge per cui io non posso comprarmi più di due gazzose al giorno.

Capisci che, detta così, non solo sei un partito che – in un paese che presto non avrà più un pronto soccorso funzionante o un’età pensionabile – pensa alla marmellata, ma sei pure uno che invece di intervenire sulla produzione pensa di poter vietare il consumo? Capisci che sembri persino più scemo di quello che sei?

Ed è solo a questo punto, caro Pd, che capisco d’averti sottovalutato. Non è vero che non somigli all’elettorato. Sei tale e quale a lui: talmente incapace di leggere e scrivere che dici il contrario di quel che vorresti, oltre che non dotato di senso delle priorità. È invero inspiegabile che tu non abbia un consenso analogo al calo del prezzo delle uova secondo Trump (so che non leggi i giornali forestieri, caro Pd, e quindi te lo dico io: il prezzo delle uova, secondo il Donald, è calato del 400 per cento, che è tipo la percentuale di tuoi elettori che preferirebbe avere come segretaria Elodie).

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