Labour WeeklyCaldo e lavoro, le misure di sicurezza in campo

Le imprese dovranno aggiornare i loro documenti di valutazione dei rischi e le loro procedure interne per evitare sanzioni da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro o delle Asl

Il caldo torrido di questi giorni ha costretto quasi tutte le Regioni italiane a vietare determinate attività lavorative nelle ore più critiche. D’altra parte, Glovo ha inviato ai rider una comunicazione che ha fatto molto discutere. L’azienda di food delivery ha promesso ai fattorini che consegnano nonostante le alte temperature un contributo economico irrisorio per acquistare, tra le altre cose, creme solari e sali minerali. Il contributo economico è stato messo in standby a seguito delle critiche dei sindacati.

Ma il caldo estremo di quest’anno porta con sé anche delle buone notizie. Il governo e le organizzazioni sindacali hanno firmato il nuovo Protocollo quadro per la gestione dei rischi legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro. L’obiettivo principale è quello di tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti che svolgono le loro mansioni all’aperto in condizioni climatiche critiche o in uffici non climatizzati.

Il documento offre una cornice generale utile per incoraggiare le imprese ad articolare l’orario di lavoro in maniera flessibile. In concreto, i datori di lavoro sono incentivati a favorire i turni nelle fasce orarie meno calde, prevedere pause frequenti e concedere, ove possibile, modalità di lavoro agile per attività che possono essere svolte da remoto. Inoltre, il governo vuole introdurre delle agevolazioni per ricorrere alla cassa integrazione quando è necessario sospendere o ridurre l’attività lavorativa dei dipendenti a causa delle temperature elevate.

Un altro punto centrale del Protocollo è la previsione di misure per proteggere la salute dei dipendenti. Le aziende devono adottare comportamenti virtuosi come la predisposizione di aree ombreggiate, punti di ristoro, acqua potabile gratuita e dispositivi di protezione specifici come ad esempio abbigliamento tecnico traspirante e creme solari per i lavoratori più esposti. Il medico del lavoro competente dovrà essere più presente per svolgere le attività di sorveglianza sanitaria sui dipendenti più vulnerabili.

In definitiva, le imprese dovranno aggiornare i loro documenti di valutazione dei rischi e le loro procedure interne per evitare l’applicazione di sanzioni da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro o delle Asl territorialmente competenti.

Come diceva sempre mia nonna, il caldo può giocare brutti scherzi.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni settimana. Qui per iscriversi

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