Sotto gli alberiCome si rivitalizza un vigneto

I vignaioli indipendenti Fivi, in attesa del 14° Mercato dei Vini, stanno puntando su sostenibilità, biodiversità e formazione, la nuova frontiera della viticoltura

Olivi ai margini di un vigneto (credits Mauro Monti)
Olivi ai margini di un vigneto (credits Mauro Monti)

Non calici roteanti, ma grappoli, uccelli e la vitalità in vigneto. La nuova locandina del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, in programma per il terzo anno a BolognaFiere dal 15 al 17 novembre 2025, raffigura il luogo in cui il viaggio del vino ha inizio. «Dopo l’astrazione e i richiami a grandi autori del passato usciti dal pennello del sempre geniale Guido Scarabottolo, dopo l’umorismo fumettistico di Steven Guarnaccia, ecco il vigneto “al naturale” di Sarah Mazzetti. Noi siamo contentissimi di questa scelta, perché il nostro lavoro comincia sempre lì, in vigna, e non dobbiamo mai dimenticare di raccontarlo», dice Rita Babini, vignaiola e presidentessa della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), commentando la locandina.

L’illustrazione racchiude idealmente un nuovo messaggio: parlare di vino non solo come prodotto, ma come esito di un ecosistema complesso da accompagnare e tutelare. «Sarah Mazzetti ha disegnato un vigneto nel quale vigne, insetti e uccelli convivono. Sullo sfondo, è facile immaginare altre specie arboree, ai margini o dentro il vigneto, a rinsaldarne il terreno, ombreggiarlo e proteggerlo. Può sembrare un’immagine idealizzata e un po’ naif, ma non è così – afferma Babini – al contrario, la ricerca di un equilibrio in vigneto, all’insegna della biodiversità e della creazione di complessità, è l’obiettivo di ogni vignaiolo che abbia a cuore non solo il futuro del territorio in cui vive, ma anche la qualità dei propri vini, di fronte alle ormai evidenti criticità che la crisi climatica ogni anno e ogni stagione ci impone di affrontare».

Oggi la rivitalizzazione del vigneto è un tema che sta molto a cuore all’associazione, che sta cercando di promuovere un approccio agronomico e culturale che metta al centro la biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse naturali, e una visione di lungo periodo. Detta così è facile che suoni simile a uno slogan, ma vista nel dettaglio, fa un altro effetto.

Un esempio di lavoro per la gestione delle acque in vigna (credits Stefano Lorenzi e Lorenzo Costa)
Un esempio di lavoro per la gestione delle acque in vigna (credits Stefano Lorenzi e Lorenzo Costa)

Cos’è la rivitalizzazione del vigneto
A spiegare meglio il significato e l’impatto di questo concetto è Stefano Lorenzi, arboricoltore con trent’anni di esperienza, da anni impegnato nel ridisegnare la relazione tra vigneto e paesaggio agricolo. «Rivitalizzare significa migliorare la fertilità e le interazioni virtuose tra tutti gli elementi di un organismo agricolo», sintetizza Lorenzi. «L’agricoltura ha sempre addomesticato le piante per il proprio scopo, ma se lo si fa spingendosi verso una monocoltura estrema, come accadeva negli anni ’80, si elimina ogni interazione naturale. Rivitalizzare, invece, vuol dire ricreare meccanismi simbiotici utili non solo al suolo ma a tutta la pianta, fino alla chioma».

Il primo passo è l’osservazione. Non ci sono ricette preconfezionate, ma due direttrici chiare: mitigare l’eccessiva insolazione, oggi amplificata dal cambiamento climatico, e regolare le acque in vigna. «L’insolazione costante non permette alla pianta di andare in riposo, mentre la scarsa capacità dei suoli di trattenere l’acqua rende inefficaci anche le precipitazioni», spiega Lorenzi, che è affiancato nel lavoro da Lorenzo Costa, esperto proprio in questo ambito. «Lavoriamo per creare sistemi che rallentino l’acqua, favorendone l’infiltrazione nel terreno attraverso bacini, drenaggi naturali, e l’uso intelligente di alberi e arbusti».

La tecnica si fonda su interventi semplici, ma strutturali. Si abbandonano cemento e tubazioni, e si ricorre a materiali naturali come sassi, legno di recupero e scavi manuali. «Sembra estetica, ma non lo è. È un intervento agricolo vero e pensato per durare. Non si tratta solo di piantare alberi per fare ombra: è un lavoro che trasforma la gestione del vigneto, cambiando anche il ruolo del trattorista e di chi lavora quotidianamente in vigna». Una trasformazione che richiede tempo – almeno due o tre primavere per vedere risultati significativi – ma che, assicura Lorenzi, è alla portata di ogni azienda agricola, indipendentemente dalle dimensioni. Il messaggio, tuttavia, non è immediato da trasmettere. «Certi cambiamenti spaventano – ammette Lorenzi – Ma l’esigenza è talmente evidente che anche aziende importanti hanno iniziato ad affrontare questi temi, soprattutto nell’ambito della regimentazione delle acque e dell’agroforestazione».

Gestione del flusso delle acque in vigneto (credits Stefano Lorenzi e Lorenzo Costa)
Gestione del flusso delle acque in vigneto (credits Stefano Lorenzi e Lorenzo Costa)

La formazione dei Vignaioli Indipendenti
Con queste premesse, non sorprende che FIVI abbia deciso di investire con decisione sulla formazione dei propri soci. «Abbiamo già organizzato diversi corsi su queste tematiche e andremo sicuramente avanti in questa direzione» annuncia Rita Babini e tra questi ci sono anche alcuni corsi tenuti proprio da Lorenzi e Costa. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza dei vignaioli sugli strumenti a loro disposizione, per curare il vigneto e per mantenere quel ruolo fondamentale di custodi del territorio, di cui l’associazione è una forte promotrice.

Un impegno che poi va anche saputo comunicare. «I vini dei vignaioli hanno una quasi naturale capacità di comunicare qualcosa di concreto – dice la presidentessa – Il consumatore sempre di più li compra direttamente in azienda, toccando con mano quello che facciamo quotidianamente: come si diceva un tempo, non c’è trucco non c’è inganno». C’è poi il passaggio successivo, quello di enotecari, ristoratori e sommelier, che presentano direttamente il vino alla loro clientela. «Se un enotecario o un ristoratore ha in carta i vini dei Vignaioli Indipendenti, è probabilmente frutto di una conoscenza diretta e quindi di stima e rispetto – sostiene Babini – Per questo crediamo che l’alleanza tra chi il vino lo fa e, a maggior ragione di chi lo fa partendo dalla vigna, e chi il vino lo vende sia uno degli elementi centrali per superare questo periodo complicato. Dal canto nostro – prosegue la presidentessa – dobbiamo continuare a fare vini che piacciano, che siano comprensibili e apprezzati per la loro bontà, innanzitutto, e per quello che raccontano. Recuperando, se posso permettermi, un appello a tutti gli attori del mondo del vino, un po’ di quella semplicità e genuinità di cui si sente davvero tanto il bisogno».

Da sx: Lorenzo Costa, l'agronoma Martina Broggio e Stefano Lorenzi durante un corso tenuto per FIVI (credits Mauro Monti)
Da sx: Lorenzo Costa, l’agronoma Martina Broggio e Stefano Lorenzi durante un corso tenuto per FIVI (credits Mauro Monti)

Mercato 2025, un abbraccio legato al vino
Dal 15 al 17 novembre 2025, BolognaFiere ospiterà la 14^ edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti organizzato da FIVI. Saranno presenti circa mille i produttori italiani, affiancati da delegazioni europee della Confédération Européenne des Vignerons Indépendants (CEVI) e da una trentina di soci FIOI, Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti. «Cosa ci aspettiamo? Di abbracciare il nostro pubblico e di essere abbracciati. Di sorridere insieme, in tempi difficili. Di brindare a qualcosa di positivo, piccolo o grande che sia, come si è sempre fatto col vino. Un po’ naif anche questo? Se smettessimo di esserlo, forse dovremmo smettere di fare i Vignaioli… – scherza Babini – Ma così non è, quindi vi aspettiamo numerosi a Bologna, per tre giorni all’insegna della serenità e del divertimento, con tante novità che non vediamo l’ora di raccontare».

A proposito di novità, non mancheranno le connessioni con la settima arte. «Il legame sempre più stretto con la città, la collaborazione con il Biografilm e le novità logistiche introdotte per migliorare l’esperienza dei visitatori confermano la volontà di far crescere ulteriormente questa manifestazione – afferma Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, è molto più di una manifestazione fieristica: è un momento autentico di incontro tra territori, persone e culture».

L'illustrazione di Sarah Mazzetti per il 14° Mercato FIVI (credits FIVI)
L’illustrazione di Sarah Mazzetti per il 14° Mercato FIVI (credits FIVI)

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