
Si racconta di una foresta dove un tempo viveva il mago Merlino. Si racconta di una pietra enorme eretta dalle fate. Si racconta di un drago che divorava gli uomini e che, sconfitto, fu gettato nel mare. Le leggende in Bretagna sono tutt’uno con la terra, con il paesaggio, si respirano nel folto dei boschi e nell’aprirsi improvviso delle radure, popolano gli scogli e viaggiano sulle onde dell’Oceano.
La magia è nella memoria di chiunque abbia passato una notte in questa regione della Francia: trovarsi a contemplare dalla finestra le stelle dell’Orsa Maggiore talmente basse da lambire la superficie del mare, lasciar spaziare lo sguardo su un Atlantico nerissimo, ma punteggiato dalla luce di miriadi di fari, lasciarsi vincere dall’incanto di posti antichi, selvaggi, dove la natura è potente presenza: questo succede in Bretagna, e succede di conoscere un popolo fiero della sua lingua, di tradizioni secolari, di una terra il cui fascino è dono di una bellezza spontanea ma anche della presenza millenaria dell’uomo.

Il respiro dell’Oceano
A Saint-Malo la spiaggia sembra non finire mai, e il vento si muove come un pennello e cambia colore al cielo e al mare in tutte le tonalità del blu, del verde, del grigio. A dominare la lingua di sabbia il profilo imponente della città vecchia, con le sue mura di granito, il porto, i bastioni. E intramuros un groviglio di stradine, strette e chiuse, che sembra stridere con lo spazio infinito là fuori, sull’oceano.
Due anime, una storica e corsara, una turistica e mondana. Quale delle due si scelga, non ha importanza, Saint-Malo non può fare a meno di conquistare chi la visita. Così per dormire si può scegliere la splendida vista sull’Atlantico del Grand Hôtel des Thermes, oppure un boutique hotel nel centro storico come La Maison des Armateurs. E per mangiare si può accordare la preferenza a una creperia come Grain Noir, a un locale semplice e curato come il Bistrot du Rocher o a uno dei mille ristoranti che offrono pesce appena pescato.
E se Saint-Malo è il punto di partenza ideale per qualsiasi itinerario lungo la costa Bretone, non si può non prevedere una sosta nell’elegante Dinard per ammirare l’alternarsi delle maree, per proseguire, poi, verso le Côtes-d’Armor, dove il granito rosa degli scogli incornicia il blu del mare.

Falesie, fari, porti e borghi di case a graticcio dall’aspetto fiabesco, rocche e castelli fortificati segnano il cammino lungo la costa fino ad arrivare a Roscoff e al Finistère: la cittadina è incantevole, ed è perfetta per sostare e scoprire il territorio. Punto di partenza di commercianti, corsari e contrabbandieri che commerciavano con l’Inghilterra, Roscoff è un gioiellino da visitare con calma, concedendosi una mangiata di pesce in uno dei tantissimi ristoranti che offrono piatti di frutti di mare, come il Bistrot de la Mer, e una notte di riposo con una vista incomparabile sulle onde all’hotel Brittany.
Procedere lungo la costa significa andare alla scoperta di quei promontori che segnano il confine del mondo: Finistère, dal latino finis terrae, dove il mondo conosciuto nel passato terminava e si aprivano le porte sull’ignoto. La costa selvaggia, flagellata dalle onde e spazzata dai venti è custodita da fari che fanno da sentinelle. Per ammirare a pieno la suggestione del paesaggio è d’obbligo una sosta a Pointe du Raz.
Poco oltre, la Baie des Trépassés nasconde una delle leggende più suggestive: qui ogni primo novembre le anime dei morti in mare tornano a riva a salutare i propri cari. E sulla spiaggia ancora oggi si raduna una piccola folla in attesa.

Da percorrere anche la via dei fari, dove incontrare i giganti che con la loro luce hanno guidato e guidano i naviganti. Su tutti il faro di Saint-Mathieu, che sembra sorgere direttamente dalle rovine di un’abbazia diroccata, solenne su un’alta scogliera di granito. Dopo aver salito i 163 gradini della scala a chiocciola e aver ammirato un paesaggio unico, si può riposare nella vicina Hostellerie de la Pointe Saint-Mathieu, albergo membro di Teritoria, dove è anche possibile assaporare piatti bretoni rivisitati nel moderno bistrot 1954.
Si entra poi nella baia di Brest e, dopo una visita alla città, si prosegue sulla costa meridionale della Bretagna per arrivare a Carnac e agli allineamenti megalitici, qualcosa di unico al mondo, capace di affascinare chiunque, non solo gli appassionati di archeologia. Tremila monoliti, schierati secondo un preciso ordine, e poi dolmen, tumuli e tombe che nei dintorni raccontano una storia antichissima. E poi la Pietra delle Fate, a Locmariaquer, il più grande menhir del mondo occidentale: la colonna del Nord, come la chiamavano i romani, è oggi distesa sul terreno spezzata in quattro tronconi, ma ancora non si può fare a meno di chiedersi se a erigerla un tempo lontanissimo non sia stata la magia.

E se si vuole respirare la magia si può scegliere di soggiornare, scendendo lungo la costa ancora per qualche decina di chilometri, nel Domaine de Rochevilaine, circondato dal mare e dagli scogli, un luogo che regala viste impagabili da ogni affaccio, in un mutare continuo di isolette, fari, baie, sotto lo sguardo di migliaia di cormorani.
Una terra verde
Ma l’incanto non si ferma lungo il mare, e le leggende percorrono la Bretagna in tutta la sua estensione. Attraversare la regione è come immergersi nelle avventure dei cavalieri del Ciclo Bretone: i boschi si aprono all’improvviso su radure erbose, i grandi laghi e i canali riflettono nel blu le architetture di borghi e castelli. E gli amanti di Re Artù e delle sue gesta non potranno non emozionarsi davanti alla tomba di Merlino a Brocéliande o alla fontana incantata di Barenton. La magia, le leggende, il mistero che evocano le vestigia del passato più lontano si affiancano a un alone di spiritualità che pervade tutta la regione.
Emblema della religiosità bretone sono i calvari che, dai più piccoli a quelli monumentali, raccontano nella pietra la passione e la morte di Cristo. Ogni chiesa in ogni paese o in ogni angolo di campagna ha il suo calvario. Merita senz’altro una visita anche la cappella di Kermaria-an-Iskuit, duecentesca: qui si può ammirare una suggestiva danza macabra, un affresco in cui sono raffigurati popolani, borghesi, potenti, che tutti insieme danzano tenendosi per mano con la morte.

Per restare in un clima medievale è da vedere la deliziosa Dinan, cittadina fortificata che domina il fiume Rance, e che con il suo castello, i suoi bastioni, le strade, i ponti, le case a graticcio sembra sospesa in un’atmosfera da sogno. Una sosta speciale meritano le botteghe di vetro soffiato e di legno dorato. E i ristoranti: Le Saint Louis, per esempio, o la creperia DIN’en crêpe. Fascino e gusto anche nella capitale della Bretagna, Rennes, dove passeggiare su stradine acciottolate tra facciate Art Déco, edifici medievali e ottimi ristoranti. Da provare le crêpe di La Rozelle.
Bretagna da mangiare
E proprio le crêpe sono la specialità più rappresentativa della regione. Si può scegliere tra quelle bianche, di farina di frumento, e quelle di grano saraceno, o “grano nero”, che in Alta Bretagna prendono il nome di galette, e si può scegliere tra dolce e salato. Non basta, si va dalla semplicità di un tocco di burro e zucchero alla meraviglia della complète, con prosciutto, formaggio e uovo. Da ricordare anche le crêpe dentelle, dolci, più cotte, croccanti e arrotolate su sé stesse.

E a proposito di dolci non si può perdere il kouign-amann, a base di pasta di pane sfogliata con zucchero e burro salato. Il burro è delizioso protagonista anche nel far, dolce morbido, con latte, farina e prugne secche, nelle torte di frolla, nel fondente al cioccolato e negli spettacolari biscotti, le galette e le palets, più spesse: famosissime quelle di Pont-Aven.
E a proposito di burro, va ricordato che in Bretagna ci sono artigiani specializzati nella sua lavorazione, oltre che in quella di panna e formaggi. Tra i sapori della terra, quello delle rillettes, sfilacci di maiale cotti nel grasso, delle salsicce e di piatti robusti come il kig ha farz, sorta di sformato di carne.
La Bretagna tuttavia è terra di mare e dal mare vengono molte delle sue specialità: non si può lasciare la regione senza aver provato un misto di frutti di mare, un fritto di pesce, crostacei e molluschi, una selezione di ostriche o un piatto di capesante. Senza dimenticare la zuppa di pesce, che qui prende il nome di cotriade, ricca di merluzzo, triglie, sgombri, sardine e cozze, completata con patate, cipolle e una vinaigrette. E se in Bretagna non ci sono vini locali, nel bicchiere si possono versare ottime birre artigianali e un delizioso sidro di mele.

Contatti e indirizzi utili
Le Grand Hôtel des Thermes
Grande Plage du Sillon, 100 Boulevard Hébert – Saint-Malo
Creperie Grain Noir
16 Rue de la Herse – Saint-Malo
Hôtel Brittany & Spa
Boulevard Sainte-Barbe, Roscoff
Hostellerie de la Pointe Saint-Mathieu
7 Place Saint-Tanguy, Plougonvelin
Relais & Châteaux Domaine de Rochevilaine
Pointe de Pen Lan, Billiers
