Gita al faro La Nuova Aquitania, tra ostriche e Cognac

Acqua e terra si incontrano in una regione che sa offrire il meglio del mare e dei campi, dei fiumi e dei boschi, tanto nella bellezza dei paesaggi quanto nella bontà dei piatti

Faro di Charente, foto di Daniela Guaiti

È tra i più alti di Francia, il Faro delle Balene, all’estremità occidentale dell’Île de Ré: si racconta che i grandi cetacei andassero ad arenarsi ai suoi piedi. La sua luce è potentissima, e si stende su quella porzione di Oceano in cui le acque si alternano alla sabbia nel gioco eterno e perpetuo delle maree. È terra di mare, l’Aquitania, pur estendendosi fino al Massiccio Centrale, è una terra i cui grandi spazi ospitano foreste di querce e di castagni, praterie, campi di grano, vigneti rigogliosi, nell’alternarsi di città antiche e moderne architetture.

Il Faro delle Balene, foto di Daniela Guaiti

L’Atlantico sembra accarezzare la lunghissima costa sabbiosa, stendersi sulla terra fino a quando le sue onde si trasformano in una verde campagna. A delimitare a Nord la linea piatta e uniforme del litorale, la baia fortificata di La Rochelle: circondata dalle mura settecentesche, quella che era una città corsara è oggi centro balneare e turistico. Al fascino delle torri, del porto vecchio, dei fari e delle vie antiche si affianca la passeggiata moderna e mondana sul lungomare, con i negozi e i ristoranti. Una sosta per assaporare pesce freschissimo, frutti di mare e ostriche in uno dei tanti locali che accolgono i visitatori è d’obbligo.

Le Bistrot des Pêcheurs offre lumache di mare e crostacei, cozze e tartare di pesce, ma soprattutto ostriche, con la possibilità di scegliere tra quelle di Oléron e quelle dell’Île de Ré. E proprio l’isola, vicinissima a La Rochelle, affascina con il suo pittoresco porto e la chiesa romanica il cui campanile dipinto in bianco e nero fa da segnale per i naviganti. Base perfetta per il soggiorno, l’Hôtel Les Brises con la sua splendida vista sull’Oceano.

Village de la Roque Gageac, @Alban Gilbert CRTNA

Oltre la Gironda, tra i vigneti di Bordeaux
Terra di acqua, l’Aquitania, lo dice il nome. Non solo acqua dell’Oceano, ma anche acqua dei grandi fiumi. La Dordogna e la Garonna confluiscono in un lunghissimo estuario, la Gironda, alla cui estremità interna sorge Bordeaux. Al di là della ricchezza storica e culturale, dell’innegabile importanza commerciale, dell’interesse architettonico e urbanistico, la città è profondamente legata al vino. La coltura della vite è stata qui introdotta dai Romani che bonificarono parte del territorio paludoso della Gironda, e i vini locali erano già conosciuti all’epoca di Plinio.

La loro fama aumentò nei secoli in cui Bordeaux si trovò sotto la giurisdizione inglese, nel Medioevo, si consolidò all’epoca dei Moschettieri e trovò ufficialità nell’Ottocento, quando Dumas scriveva: «“Poveri sciocchi!” esclamò Athos vuotando un bicchiere di eccellente vino di Bordeaux che, pur non avendo allora la riputazione di cui gode oggigiorno, la meritava ugualmente».

E il legame tra Bordeaux e il vino è talmente profondo che tra le attrazioni più visitate c’è la Cité du Vin, vera e propria cittadella dedicata a questo tema, con esposizioni, installazioni multimediali, percorsi interattive, a coprire tutti gli aspetti del mondo enologico.

Cité du Vin ©ANAKA Cité du Vin XTU architects

E per un’immersione totale nello spirito enoico del territorio, non bisogna dimenticare una sosta in uno Château. A Château de Malle, la nobiltà dei grandi vini si fonde con quella dell’arte e dell’architettura e con il pregio di un Grand Cru Classé dal 1855: è il luogo ideale per una sosta tra cultura e degustazioni. Un altro indirizzo da provare per regalarsi il piacere di una visita e un assaggio è quello dello Château Malescasse, dove è possibile anche concedersi un pranzo o una cena o pernottare.

Arcachon, la duna e le ostriche
Proseguendo a Sud lungo la costa atlantica della Nuova Aquitania, si viaggia tra i boschi di querce e pini e la distesa di sabbia che lambisce le onde. Barriera tra foresta e mare, la Dune du Pilat, vero e proprio muro di sabbia alto più di 103 metri, largo 600 metri e lungo tre chilometri, che si sposta in continuazione a causa del vento. Vista dal basso è suggestiva, ma se ci si arrampica sulla sommità la duna offre la possibilità di vivere un’esperienza indimenticabile. Ai piedi della duna, il bacino, con i canali, il gioco delle correnti, l’ampia escursione della marea, i villaggi di palafitte e l’Isola degli Uccelli, le case di legno degli ostricoltori e i porti dove gustare le ostriche appena pescate.

Foto di Daniela Guaiti

E le ostriche qui sono le vere protagoniste sulla tavola, da mangiare nei ristoranti, nei bar, nelle cabane, in locali specializzati come l’Oyster bar di Arcachon, crude, come vogliono i puristi, o anche cotte. La tradizione locale le vuole servite insieme alle crépinettes, piccole salsicce piatte. Da visitare la Maison de l’huître, luogo interamente dedicato alla storia e alla cultura dell’ostrica. Non ci sono solo ostriche ad Arcachon, ovviamente, ma anche pesce fresco di ogni genere e frutti di mare, e molti dolci deliziosi: su tutti le Dunes Blanches, simili a bignè ripieni di chantilly, e i cannelés, diffusi in tutta la zona di Bordeaux, caramellati e profumati di rum.  Famosissimi quelli di Baillardran.

Arcachon @Atout France/Daniel Philippe

Verso l’interno, tra burro e Cognac
Ancora acqua, ancora un fiume: la Charente, che percorre il Nord dell’Aquitania e traccia un itinerario naturale tra città dal grande fascino storico e culturale. La romana Saintes, con l’anfiteatro, l’arco di Germanico e la magnifica chiesa abbaziale romanica, offre uno spaccato di storia, oltre al piacere di una passeggiata in un centro vivace, tra negozi, ristoranti accoglienti e invitanti cioccolaterie.

E risalendo il fiume si arriva a Cognac: la Charente attraversa la città antica, dove lasciarsi incantare da palazzi e monumenti, dal castello del Valois alla porta Saint Jacques, e dove perdersi tra le Maison del Cognac e le distillerie. Imperdibile il museo, così come la grande e famosa Maison Hennessy, dove alla visita guidata può seguire una degustazione davvero unica dei Cognac più pregiati. Per dormire un indirizzo sicuro è l’Hôtel Chais Monnet e, poco fuori dal centro, l’Yeuse, che offre anche un ottimo ristorante e una prestigiosa cognatheque. E poi Angoulême che domina il fiume dall’alto di una collina e che accoglie i visitatori con le antiche bellezze del centro storico e con il fascino pop del Centro Nazionale del Fumetto.

Foto di Daniela Guaiti

Da ricordare che la regione non offre solo il Cognac, ma anche specialità come il Burro d’Échiré eccellenza conosciuta in tutto il mondo, l’agneau du Poitou-Charentes Igp, il melone dell’Haut-Poitou, il cioccolato, i biscotti (al burro, naturalmente), e poi i formaggi. Su tutti il Chabichou du Poitou, a latte crudo di capra. E da bere il Pineau des Charentes, ottenuto da una miscela di fermentato d’uva e Cognac, servito in genere come aperitivo e compagno ideale di un’altra star aquitana, il foie gras. Ed è in Dordogna, nel Périgord, che la produzione di questo prodotto ha il suo cuore: di oca o di anatra, il fegato grasso ha una tradizione secolare e si inserisce in un panorama gastronomico ricco e vario, che vanta tipicità come le noci, i funghi o i tartufi, grazie anche a una natura generosa.

Luogo ideale per assaggiare i piatti tipici della regione è Sarlat, città gioiello dove gustare specialità come l’enchaud, filetto di maiale confit in grasso d’oca o l’anatra in civet, formaggi come il cabécou di capra o uno dei tanti vini della zona. Una bella vetrina dei sapori del territorio è offerta dal ristorante l’Esprit Sarlat. Per chi cerca la cultura, ci sono le centinaia di castelli della Dordogna e soprattutto le fantastiche pitture rupestri policrome delle grotte di Lascaux, testimonianza toccante della vita nel paleolitico. Perché tra questi boschi già quindicimila anni fa vivevano gli uomini, e vivevano bene.

Lascaux ©Dan Courtice

Indirizzi utili

Hôtel Les Brises
29, rue Philippe Vincent (Port Ouest), 17000 La Rochelle

Le Bistrot des Pecheurs
2, Place de la Chaîne, 17000 La Rochelle

L’Yeuse
65, rue de Bellevue, Quartier de l’Échassier, 16100 Châteaubernard – Cognac

Cognac Jean Fillioux
1, Domaine de la Pouyade, 16130 Juillac-Le-Coq

Hôtel Burdigala
115, rue Georges Bonnac, 33000 Bordeaux

Esprit Sarlat
Rue Gabriel Tarde, 24200 Sarlat-la-Caneda

Sarlat @Déclic&Décolle

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