Dopo due giorni di proteste in piazza nelle principali città dell’Ucraina e le critiche delle istituzioni europee, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto marcia indietro sul controverso disegno di legge che riduceva i poteri e l’indipendenza delle agenzie anticorruzione del Paese, presentando un nuovo provvedimento che annulla le modifiche precedenti.
Zelensky ha presentato infatti al parlamento ucraino una proposta di legge che ha l’obiettivo di restituire l’autonomia alle due principali istituzioni anticorruzione del Paese, l’Agenzia nazionale anticorruzione (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo). La nuova legge, che non è stata ancora votata dal parlamento, invertirebbe gli effetti di quella precedente approvata il 22 luglio, che aveva sottoposto le agenzie a un maggiore controllo politico.
La Nabu ha fatto sapere di essere stata coinvolta nella formulazione della nuova proposta, sostenendo che «ripristinerà tutti i poteri e le garanzie d’indipendenza» sia sue sia della Sapo. Anche la principale ong anticorruzione ucraina, l’Anti-Corruption Action Centre, ha elogiato l’iniziativa, ritenendola una conseguenza delle proteste di questi giorni, chiedendo però al parlamento di approvarla subito. La Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, in realtà è appena entrato nella pausa estiva, ma il presidente Ruslan Stefanchuk ha prospettato la possibilità che la legge arrivi in aula prima della ripresa ufficiale dei lavori a fine agosto.
Le manifestazioni di questi giorni sono state le prime proteste contro Zelensky dall’inizio dell’aggressione russa nel 2022, nonostante la legge marziale e il coprifuoco serale. La lotta alla corruzione è un tema molto sentito in Ucraina. Le agenzie anticorruzione sono nate in seguito alle proteste europeiste di Euromaidan, iniziate nel 2013. E la loro indipendenza è uno dei principali requisiti posti dalla Commissione europea per l’ingresso nell’Unione.
In un videomessaggio, Zelensky aveva promesso di intervenire, anche in seguito alle critiche da parte delle istituzioni europee e di diversi governi occidentali. Prima dell’annuncio di Zelensky, un gruppo di 48 parlamentari, inclusi alcuni del partito di Zelensky “Servitore del popolo” aveva presentato una propria proposta di legge con lo stesso obiettivo.
La direttrice del Kyiv Independent, Olga Rudenko, intervistata dal Corriere, spiega oggi che più che contro Zelensky le proteste miravano soprattutto alle dimissioni di Andriy Yermak, capo dell’Ufficio del Presidente: «Tutti vedono e tutti sanno che ha accumulato un potere enorme senza essere nemmeno eletto. Era nell’ombra quando Zelensky è diventato presidente. Ma da quando è stato nominato capo dell’amministrazione è uscito allo scoperto e ora è lui a comandare su tutto».