
Come ogni volta in cui un pm, un giudice, un gip, un tribunale o un vigile urbano si permette di prendere una decisione a lei non gradita, Giorgia Meloni ha attaccato ieri pubblicamente la Corte dei conti per la bocciatura della delibera sul Ponte di Messina. Ma oltre alle solite parole del tutto fuori luogo, specialmente per una Presidente del Consiglio (e poi si arrabbia quando la paragonano a Viktor Orbán), Meloni ha anche aggiunto che la riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti «rappresentano la risposta più adeguata» a quella che definisce «un’intollerabile invadenza». Confermando quindi che il problema che la riforma si propone di risolvere è semplicemente quello di giudici capaci di prendere decisioni non gradite al governo.