Come avvertimento, è bene ricordare che le caratteristiche comportamentali dei narcisisti si presentano con gradi diversi di intensità. Tutti noi mostriamo, talvolta, i segni di un comportamento narcisistico. Infatti, com’è ormai chiaro, tutti gli esseri umani hanno bisogno di una certa dose di narcisismo per agire con efficacia.Tuttavia, a seconda dell’intensità degli schemi comportamentali narcisistici individuali, si distinguono un narcisismo costruttivo e un narcisismo reattivo: il narcisismo eccessivo ricade in genere nella seconda categoria, e il narcisismo sano nella prima.
I narcisisti costruttivi sono persone abbastanza fortunate da aver avuto educatori che hanno saputo procurare ai bambini, durante la crescita, una frustrazione adeguata all’età, e cioè sufficiente da metterli alla prova ma non da sopraffarli. Tali educatori hanno saputo creare un ambiente di sostegno da cui sono scaturiti sentimenti di fiducia di fondo e di agency. Da adulto, chi ha vissuto questa forma di parenting tende a essere relativamente equilibrato: avrà un senso di autostima più positivo, una capacità di introspezione e un atteggiamento empatico verso il prossimo.
I narcisisti reattivi invece non sono stati fortunati, durante la crescita, come i coetanei più costruttivi. Potrebbero essere stati piuttosto i destinatari di una stimolazione eccessiva, scarsa oppure caotica da parte degli educatori; potrebbero essere stati vittime di neglect grave e a lungo termine e di una crescita dolorosa e violenta. Di conseguenza, in età adulta si sono ritrovati, come eredità, sentimenti di deprivazione, di insicurezza e di inadeguatezza. Sono più inclini a un dnp rispetto ai narcisisti costruttivi. In questo caso, quella che potrebbe essere altrimenti una ricerca sana dell’interesse per sé e dell’autorealizzazione si traduce in una preoccupazione esclusiva per se stessi. Di conseguenza, gli altri perdono ai loro occhi il valore intrinseco e diventano puri mezzi per esaudire i loro bisogni e desideri.
Benché possano essere, anch’essi, straripanti, i narcisisti costruttivi non sono alla semplice ricerca del potere personale. Per quanto siano pronti a prendere le decisioni finali, accettano consigli e si consultano. Come leader trasformazionali, essi ispirano gli altri non solo a essere migliori in quello che fanno ma anche a cambiare quello che stanno facendo.Sono invece i narcisisti reattivi ad aver attribuito al narcisismo la sua connotazione peggiorativa; è questo il narcisismo generalmente associato all’intensa attenzione su di sé, allo sfruttamento del prossimo, all’eccessiva rigidità, alla ristrettezza di vedute, alla resistenza al cambiamento e all’incapacità di adattarsi all’ambiente esterno.
I narcisisti reattivi sono quelli che provano realmente questi sentimenti di pretenziosità; che credono che le regole e i regolamenti non valgano per loro ma solo per gli altri. Si aspettano sempre, in sostanza, un trattamento speciale. Il loro senso di inadeguatezza e di insicurezza di fondo implica lo sviluppo, in loro, di un senso esagerato del proprio valore e di grandiosità e di un bisogno parallelo di ammirazione.Sembrano i tipi di persona ossessionati da questioni di potere, di status, di prestigio e di superiorità. Considerando la natura del loro teatro interiore, non stupisce che spesso i narcisisti reattivi raggiungano posizioni di leadership. In ambiti sociali e in qualsiasi contesto organizzativo, essi considerano la vita un gioco a somma zero, con vincitori o perdenti. Il loro bisogno di posizioni di potere può essere guidato anche dall’esigenza di “rendere pan per focaccia” per i torti percepiti. La vendicatività è un’intima amica dell’orgoglio e della vanità, e i narcisisti reattivi creano la propria realtà, aspettandosi perciò che tutte le creature si conformino ai loro desideri.
Ecoisti
A differenza dei narcisisti costruttivi, i reattivi non sono predisposti a condividere il potere. Il compromesso è qualcosa che loro non conoscono. E non tollerando il disaccordo né la critica, raramente si consultano con i colleghi e, quando succede, la consultazione è puramente formale. Nelle posizioni di leadership, i narcisisti reattivi tendono a circondarsi di “yes man”, o ecoisti. E qui potremmo rievocare l’incontro tra Narciso e la ninfa Eco, come ulteriore illustrazione della ricchezza del mito originale. I veri narcisisti vivono spesso in una camera ecoica, volendo ascoltare solo ciò che desiderano. Chi può essere etichettato come ecoista afferma con difficoltà se stesso e tende a compiacere gli altri, spesso a scapito dei propri stessi bisogni e sentimenti. In uno spettro di protagonismo, l’ecoismo si troverebbe pertanto a un estremo, e il narcisismo a quello opposto. I narcisisti reattivi badano solo al proprio orticello; gli ecoisti pensano invece molto poco a se stessi. In un contesto di leadership, questo scambio può rivelarsi molto iniquo.
Paranoia
Persino quando tutto fila liscio, i narcisisti reattivi possono essere crudeli e verbalmente violenti verso le persone con cui si relazionano. Quando sorgono dei problemi, loro non si assumono la responsabilità personale. Anzi, danno la colpa agli altri. Poiché immaginano se stessi perfetti, è inevitabile che, quando scaturiscono problemi, questi debbano essere responsabilità altrui. Poiché negano la propria cattiveria, devono essere gli altri, i cattivi. Proiettano le proprie colpe sul mondo. Non immaginano mai di poter essere responsabili.
Il mondo dei narcisisti reattivi è diviso tra chi sta con loro e chi no, ed è permeato da un’unica versione della realtà: la loro. Alcuni narcisisti reattivi potrebbero dire bugie, che vanno in profondità al punto che essi stessi finiscono per affondare nelle proprie illusioni. Il loro atteggiamento distorto, paranoide, li induce a percepire i commenti altrui come attacchi personali – persino quando nessuno di essi era inteso in tal senso – causando scoppi di rabbia. Tali “bizze” si potrebbero considerare rievocazioni del comportamento infantile, che scaturiscono dai sentimenti precoci di impotenza e di umiliazione. Ma, considerando il potere detenuto da alcuni leader, l’impatto della loro rabbia sull’ambiente circostante può essere devastante. Le loro bizze intimidiranno i gregari, che potrebbero a loro volta regredire a un comportamento infantile, un comportamento dipendente.
La dinamica leader-gregario
Come potremmo immaginare, il processo a due vie del rispecchiamento – l’interazione tra la persona che guarda allo specchio e ciò che lo specchio riflette – fa parte della condizione umana. Ciò crea un intreccio complesso di emozioni, di ricordi e di azioni subconscie. Si svolge, inoltre, in un contesto interpersonale, dando luogo a reazioni transferali: ossia, ciò che succede quando le persone trasferiscono inconsapevolmente sentimenti che riguardano qualcuno del loro passato a persone con cui interagiscono nel presente. Il rispecchiamento e l’idealizzazione sono ottimi esempi di queste reazioni transferali. E in un contesto di leadership, questo processo sarà all’ordine del giorno.
All’interfaccia tra leader e gregari, in situazioni di stress i gregari potrebbero percepire i loro leader come figure parentali potenti e benevolenti, una reazione dovuta a un senso di impotenza. In questo caso, il transfert idealizzante pare fungere da scudo protettivo. Tuttavia, le qualità e gli atteggiamenti che i gregari attribuiscono al leader potrebbero rivelarsi connessi a un’immagine, risalente all’infanzia, del genitore idealizzato che li protegge dal pericolo e che ben poco ha a che vedere con il leader del momento. In altre parole, nell’immaginazione dei gregari, i leader potrebbero trasformarsi in figure che incarnano tutte le qualità positive che i gregari stessi desideravano che i loro educatori manifestassero: saggezza, forza, gentilezza, ma anche ammirazione e interesse verso di loro. Quanto ai leader, questo processo idealizzante riattiverà il loro sé grandioso, replicando in questo modo una fase precoce della loro vita, quando gli educatori ammiravano il loro comportamento esibizionista. Naturalmente, i leader si preoccupano di rado di questo processo idealizzante. Anzi, potrebbero trovare irresistibile questo tipo di idealizzazione nei gregari. Lo si osserva in molti leader politici, che possono diventare schiavi di questo tipo di scambio. È anche caratteristico dell’inizio della formazione del culto.
Naturalmente, tanto l’idealizzazione quanto il rispecchiamento possono avere anche un risvolto positivo. Possono generare un legame che avvia un impegno in tempi difficili. Del resto, queste dinamiche psicologiche inconsce possono essere rischiose, poiché implicano la sospensione temporanea della capacità di guardarsi dentro e dell’autocritica. Da ciò scaturisce la sospensione graduale della verifica della realtà, consentendo a speranze e fantasie irrealistiche di presiedere alle decisioni. Queste dinamiche interpersonali possono diventare molto collusive in leader narcisisti reattivi, che agiranno per consolidare la propria immagine, invece di soddisfare i bisogni più importanti della società. E, troppo spesso, poiché il leader narcisista va su di giri nell’ebrezza del potere, la furia inarrestabile del narcisismo crea un comportamento estremamente distruttivo. In situazioni di leadership, l’ego delle persone tende a offuscare ogni cosa, e questi narcisisti sono purtroppo incapaci di lasciarlo fuori dalla porta.
