Guerra ibridaIl festival Putin in Emilia, e la peste russa che va fermata

Il Cremlino mina il dibattito pubblico, la società e la politica grazie ai suoi sodali: in due anni 168 eventi realizzati in violazione delle norme europee contro la disinformazione. Appuntamento a Milano il 12 aprile

AP/LaPresse

La notizia c’è tutta, e non riguarda solo il contenuto del dossier di Europa Radicale “La peste putiniana” che certifica la penetrazione incredibile della propaganda russa in Italia, in spregio ai regolamenti europei e alla decenza. Riguarda anche il luogo dove questo dossier verrà reso pubblico: la sede della Camera del lavoro della Cgil in corso di Porta Vittoria 43, a Milano. Si tratta della stessa sede dove il 13 marzo scorso si è tenuto l’incontro dal titolo “Democrazia in tempo di guerra” organizzato dal Coordinamento per la pace con gli interventi di Angelo D’Orsi, Elena Basile e Alessandro Di Battista. Uno dei tanti appuntamenti realizzati da odiatori dell’Occidente liberale e democratico, che sostengono apertamente il nuovo ordine mondiale del criminale di Mosca, Vladimir Putin, e giustificano l’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina, raccontando menzogne mascherate da istanze pacifiste e di difesa della democrazia e della libertà di parola.

Andremo quindi nello stesso luogo, dove con le loro parole hanno fatto scempio della storia e del diritto, a mostrare le immagini della nostra missione politica a Odesa in occasione del 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina, e a fornire date, nomi, sigle di associazioni, luoghi che dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio come la propaganda e la disinformazione russa, organizzata e finanziata, colpisca il nostro territorio.

La propaganda russa nel nostro Paese è un pezzo importante della cosiddetta “guerra ibrida” che la Russia da molti anni sta attuando contro l’Europa, la democrazia e lo Stato di diritto. Il dossier aggiornato, che presenteremo nella stessa sala dove i muri hanno ascoltato le parole dei propagandisti di Mosca, dimostra quale sia la forza e l’invasività di questa azione che è letteralmente criminale. In violazione dei Regolamenti europei l’Italia subisce infatti costantemente un vero e proprio bombardamento informativo fatto di menzogne e di disinformazione. Come i missili e i droni colpiscono le città e i cittadini ucraini, in Italia siamo bombardati senza saperlo da centinaia di eventi fuorilegge. Una fitta rete di appuntamenti diffusi in modo capillare sul territorio, che può essere organizzata ed effettuata solo da una potente cabina di regia, che si trova in Russia, come dimostrano i video che faremo vedere in anteprima durante la nostra presentazione.

Gli eventi di cui trattiamo nel dossier sono solo una delle tante armi nell’arsenale della guerra ibrida. Qui parliamo specificamente delle proiezioni di documentari dell’emittente televisiva di stato russa RT (ex Russia Today), sottoposti al divieto di diffusione in seguito all’approvazione del Regolamento europeo 2022/350 del 1° marzo 2022, direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e obbligatorio in tutti i suoi elementi. Il medesimo Regolamento, all’articolo 12, dispone: «È vietato partecipare, consapevolmente e intenzionalmente, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato di eludere i divieti di cui al presente regolamento, anche partecipandovi senza perseguire deliberatamente tale obiettivo o risultato».

Dal nostro dossier emergono numeri che dovrebbero allarmare e non poco le nostre Istituzioni, che paiono invece girarsi dall’altra parte. Invitiamo i cittadini a partecipare all’incontro e intanto forniamo qualche anticipazione. Abbiamo censito per ora la bellezza di 192 episodi di violazione del Regolamento europeo nell’arco dalla primavera del 2024 fino a questo mese. Grazie al nostro intervento 24 di questi sono stati annullati, con l’aiuto delle comunità ucraine, dell’ambasciata d’Ucraina, di altre associazioni e di esponenti politici. Ma la cosa grave e inaccettabile è che 168 eventi sono stati realizzati in violazione del Regolamento. In sostanza, 168 bombe di disinformazione hanno colpito il territorio italiano lasciando segni indelebili di propaganda, di distruzione della verità, di insulto ai principi su cui si basa la nostra società democratica.

La mappa indica precisamente dove questi ordigni sono caduti. Le città con più eventi organizzati sono state Bologna, Cagliari, Genova, Pradamano (Udine) e Torino; le regioni più colpite Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. In provincia di Bologna, proprio l’11 e il 12 aprile, si svolgerà nuovamente il cosiddetto “Festival di RT”: una finta rassegna cinematografica, che vedrà tra gli altri la presenza degli stessi D’Orsi e Basile, in cui verranno proiettati gli ultimi prodotti della fabbrica di menzogne gestita dal Cremlino.

L’Italia è il ventre molle dell’Unione europea ed è qui da noi che la peste putiniana, il virus della guerra ibrida del Cremlino, infetta il dibattito pubblico, la società e la politica. Noi operiamo ogni giorno contro il contagio ma servirebbe ben altra reazione da parte del nostro governo, e in particolare del ministro dell’Interno, che invece continuano a ignorare ciò che è oltremodo evidente. Analogamente alla difesa militare dell’Ucraina, che prevede innanzitutto la messa a disposizione di armamenti capaci di distruggere missili e droni prima che giungano sugli obiettivi civili, sarebbe urgente e necessario investire molto di più per strumenti di contrasto alla guerra ibrida. Gli “allarmi aerei” che abbiamo trasmesso e i “Patriot” che siamo riusciti a lanciare come Europa Radicale hanno fermato solo una piccola parte dei missili di disinformazione criminale inviati dal Cremlino sul territorio italiano. Ci teniamo a sottolineare che quello che abbiamo chiesto (solo alcune volte ottenuto) è il rispetto delle norme sul divieto specifico di diffondere filmati delle emittenti di propaganda russa. Non chiediamo di impedire i dibattiti, che, come dimostra proprio l’appuntamento di marzo nella sede della Cgil, si svolgono regolarmente e hanno come protagonisti personaggi che a loro piacimento diffondono menzogne e infangano quotidianamente i concetti di “democrazia”, “resistenza” e “libertà” che nulla hanno a che vedere con il loro operato.

La guerra nel nostro Paese non c’è nelle forme classiche, ma c’è. Non sono droni, missili e bombe ad esplodere sulle nostre case, sulle scuole, sulle infrastrutture energetiche, come accade e abbiamo visto a Odesa. Qui colpiscono il nostro sistema informativo, infettano social e televisioni, scavano la sabbia sotto le nostre democrazie, entrano nelle Istituzioni. Crediamo che sia necessario guardare in faccia la realtà. Chiediamo a ciascun cittadino di divenire parte di questa nuova resistenza, di questo nuovo Cln (Comitato di liberazione nazionale), segnalandoci alla mail [email protected] gli eventi degli untori putiniani e inviando una Pec alle proprie istituzioni locali per chiedere di intervenire per garantire il rispetto della normativa europea.

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