La risoluzione presentata dal Movimento 5 stelle sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno impegna il governo a «interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa».
Poche volte in vita mia ho visto una dimostrazione di ipocrisia più rivoltante. In altre parole, si chiede di non inviare più agli ucraini i sistemi di difesa con cui intercettano i missili che ogni giorno i russi scagliano contro case, ospedali, scuole e parchi giochi; in compenso, però, si promettono «aiuti umanitari» alla popolazione civile lasciata indifesa sotto le bombe e persino soldi per la ricostruzione di quelle stesse case, aziende e infrastrutture che si intende lasciare radere al suolo.