
Nel momento più difficile, mentre Donald Trump continua ad attaccarla e ogni parola può essere fatale, Giorgia Meloni non rinuncia alla festa della Verità, da dove ripete per l’ennesima volta che non intende «continuare ad alimentare questo confronto», come quelli che bisticciando sui social network s’illudono di darsi un tono e avere l’ultima parola semplicemente dicendo che non risponderanno più, e poi puntualmente non resistono e continuano a rispondere per ore, inseguendo un colpo del KO che non arriva mai.
Non per niente, da secoli, la saggezza internettiana ammonisce: don’t feed the troll. Non dare spago ai provocatori del web. D’altra parte, è difficile per Meloni ignorare Trump, per la stessa ragione per cui le è difficile ignorare la Verità, i suoi giornalisti e i suoi lettori. Perché quello è il suo mondo – antieuropeista, illiberale, putiniano e no vax – e quelli, di conseguenza, sono gli unici interlocutori per i quali abbia qualche considerazione. Altro che statista europea, altro che evoluzione liberalconservatrice: se volete la verità su Giorgia Meloni, guardate la Verità di Maurizio Belpietro.