Sere-ndipityLinkedin per tredicenni: ne avevamo davvero bisogno?

13 anni: la nuova frontiera di LinkedIn è tutta racchiusa in questo numero. Il social network, nato dieci anni fa per connettere professionisti e aziende, apre oggi le porte ai teenagers e, seguend...

13 anni: la nuova frontiera di LinkedIn è tutta racchiusa in questo numero. Il social network, nato dieci anni fa per connettere professionisti e aziende, apre oggi le porte ai teenagers e, seguendo le orme di FaceBook, lo fa partendo dall’età.

L’annuncio dell’azienda di Mountain View, che oggi conta 238 milioni di membri, ha creato un po’ di perplessità anche tra i nerd più agguerriti. Il 12 settembre, infatti, LinkedIn aprirà le iscrizioni ai giovanissimi con lo scopo di aiutarli a conoscere e scegliere tra le tante “high schools” prima e i college di tutto il mondo poi. La decisione dell’azienda californiana sembra più che altro legata a un altro strumento appena lanciato, quello delle “University Pages”, nate per permettere agli “undergraduates” (i nostri laureati triennali) di connettersi con chi ha più esperienza universitaria e professionale, i cosiddetti alumni (i laureati magistrali). Duecento università hanno già attivato la propria pagina e si prevede molte altre faranno lo stesso nelle prossime settimane.

E’ chiaro che, ancor prima di testare il successo di una tal scelta, la strategia dell’abbassare i limiti di età è inversamente proporzionale alle possibilità di guadagno. Nonostante, infatti, il servizio sia gratuito per tutti i membri, in realtà chi vuole avere più servizi (come l’accesso a pagine di certe persone o aziende), deve attivare una membership a pagamento. A questo si aggiunge che gli spazi saranno ora venduti anche in base all’età dei nuovi utenti e quindi, ancora una volta, la pubblicità condizionerà il tipo di contenuto oltre al fatto che chi più paga, più visibilità avrà (indipendentemente dalla qualità del servizio offerto).

Per quanto riguarda l’età, ci sarà una differenziazione tra paesi: Stati Uniti, Australia, Canada, Germania, Sud Corea e Spagna imporranno il limite di 14 anni, l’Olanda quello di 16, la Cina quello di 18 e in tutti gli altri paesi sarà fissato a 13.
La domanda che viene spontanea davanti a questo tipo annuncio è pero’ un’altra: hanno i 13enni davvero bisogno di “esporsi” su LinkedIn? Dopo tutti i problemi che un altro social network come Facebook ha sperimentato, seppur imponendo mille precauzioni (come il sistema di customer support specifico per gli under 18) può davvero LinkedIn essere sicuro per chi si affaccia per la prima volta a internet?

E poi: che fine faranno genitori, fratelli e sorelle maggiori della mia generazione, quelli che – attorno ad un tavolo di un pomeriggio d’estate – sfogliavano insieme ai giovanissimi della famiglia brochure di licei o università e davano consigli su quale strada prendere? Sarò anche una nostalgica, ma pensare che la scelta di un tredicenne debba essere influenzata da uno di quei famosi “mentors”, tanto in voga nella società americana, di quelli che parlano da genitore mentre tirano acqua al mulino di chi paga loro lo stipendio, proprio non mi convince.

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