Non aprite quelle porteLa dura vita della Donna Marchetta

Ogni giorno la Donna Marchetta si alza e sa che dovrà pubblicizzare sul suo blog e sui social network almeno cinque prodotti. Alle otto la sveglia il corriere con una fornitura di campioncini antir...

Ogni giorno la Donna Marchetta si alza e sa che dovrà pubblicizzare sul suo blog e sui social network almeno cinque prodotti.

Alle otto la sveglia il corriere con una fornitura di campioncini antirughe e lei non può certo far finta di niente; non sia mai che si ritrovi fuori dalla lista dei preferiti del lussuoso Brand Benessere per persone cool. E poi mica è nata cafona, un grazie non si nega a nessuno. Perciò via, di corsa in bagno, un accurato trucco per sembrare naturalmente figa, il filtro giusto di Instagram che spianerebbe persino il Monte Rosa, figuriamoci due bauli Vuitton sotto gli occhi, et voilà il selfie perfetto: #pelledipesca #culettodibimbo #rugheancheno #coccole grazie @BrandBenessere per il magnifico regalo.

Alle dieci scatta la seconda marchetta, questa volta vera perché il Brand Tech paga. La Donna Marchetta si arma della fotocamera che ha ricevuto in regalo, fotografa a tradimento i baffetti dell’inconsapevole passante, che poveretta quella settimana ha avuto un sacco di casini e non ha trovato il tempo di strapparseli, e la pubblica sull’immarcescibile Instagram corredata di #superzoom #reallife #bellezzarubata (ipocrita!) #zoomabbestia #BrandTechuberalles, l’antipasto giusto in attesa di scrivere con calma un post con tutti i crismi sul suo blog di lifestyle.

A mezzogiorno è il turno del Panettone Vera Milano. La Donna Marchetta sa che non si pasteggia a panettone, ma sa anche che o adesso o mai più, perché il resto della giornata è già pieno. Cosa inventarsi? Ma certo, un #lazymonday! Per cui si fa un tè, e peccato che il Brand Francese Che Conta si ostini a ignorarla altrimenti avrebbe potuto prendere due piccioni con una fava #MilanoèunasecondaParigi invece di essere costretta a usare le bustine dell’Esselunga, taglia un bel pezzo di panettone, mette il tutto su una tovaglietta carina e scatta la foto di rito: #pranzialternativi #lentezza #goduria #foodporn #VeraMilano. La tragedia viene sfiorata quando la sorella commenta la foto su Facebook con un ingenuo “Ma il panettone non ti ha sempre fatto cagare?”.

Alle quattro del pomeriggio la Donna Marchetta esce di casa per andare nel Negozio di Tendenza che la paga per promuovere i suoi capi. Non ha mai sopportato le camicie da taglialegna, nemmeno ai tempi di Kurt Cobain, e per di più queste sono pure di pessima qualità, ma i soldi sono soldi e chissenefrega dell’onestà intellettuale. Perciò via col selfie: #bosciaolometropolitano #cool #amoNegoziodiTendenza #instafashion.
Mentre rientra in autobus ha un rigurgito di coscienza e ripensa con nostalgia a quando aveva dei gusti suoi e il suo blog era un vero blog, non il parente sfigato dei display pubblicitari di Piccadilly Circus, ma tutto passa in secondo piano quando arriva a casa e il portiere le consegna un enorme scatolone pieno di prodotti del Brand Bio del momento. Pasta, sugo, olio, tutto biologico… Certo, il giorno precedente ha fatto una marchetta alle caramelle gommose, che la chimica non la disdegnano di sicuro, ma in fondo solo i cretini non cambiano idea e lei cretina non è. Apre Instagram e immortala i doni: #yummi #gallinabiofabuonbrodo #maipiùsciechimiche grazie @BrandBio.

Poi, stanca ma felice per tutti i like e i cuoricini ricevuti, scongela una pizza, mangia, si fa una doccia e si mette a letto. Mentre controlla un’ultima volta la lista delle marchette per il giorno dopo e si dispone a contare le pecore, viene folgorata da un’illuminazione improvvisa: potrebbe chiedere a un pastore sardo di farsi mandare una pecora vera. Pensa #figata #lanagratis #marchettaanchenelsonno #sonoundio #cieloapecorelle e a quel punto va in tilt.
Si sveglia due giorni dopo, al SerT. Accanto a lei c’è una donna sorridente che le dice: “Ciao, sono Giulia e da una settimana non faccio marchette. Ce la puoi fare anche tu”.
Già, #celapuòfareanchelei.
Forse.