E(li's)booksBuon 8 marzo con Angeli e Carnefici di Cinzia Tani

Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch, storie di donne dai destini opposti.

Buon 8 marzo con Angeli e carnefici di Cinzia Tani che ci racconta di donne passate alla storia per il loro coraggio o per la loro cattiveria, ne ho scelte 4.

Il libro

Undici donne straordinarie e undici spietate assassine. Undici hanno intrapreso la strada del bene e undici quella del male. Apparentemente abitano mondi distanti destinati a non incontrarsi mai, eppure qualcosa lega a due a due queste donne formando coppie unite da un doppio filo. Che cosa hanno in comune? Lo stesso anno di nascita e forse anche qualche dettaglio in più. Come Tina Modotti e Marie Besnard che hanno avuto entrambe un’infanzia povera, ma sono state molto amate dai genitori: l’una è diventata una fotografa e un’attivista impegnata in politica e l’altra è diventata un’avvelenatrice seriale accusata di parricidio e matricidio. Oppure Hannah Arendt e Ilse Koch, entrambe tedesche: la prima è dovuta fuggire dalla Germania perché ebrea, la seconda è il volto più atroce del nazismo, la sadica aguzzina degli ebrei internati nel campo di concentramento di Buchenwald. La prima è la teorica della banalità del male, la seconda lo incarna. Quanto conta l’infanzia nella storia di una donna che diventa «grande» nel crimine, nell’arte, nell’attività politica o nella scienza? La diversità di educazione, ambiente e incontri condiziona le scelte? Oppure è il Dna che determina inevitabilmente l’esistenza di ciascuno di noi? Oggi le teorie di Cesare Lombroso, il padre dell’antropologia criminale, e della fisiognomica sono ampiamente superate da un approccio interdisciplinare basato sull’interazione tra geni e ambiente. È in questa direzione, infatti, che si muove Cinzia Tani nel ripercorrere le storie di ventidue donne vissute tra Ottocento e Novecento, indagando il modo in cui tutto è cominciato: il tipo di famiglia, il background sociale e culturale, le amicizie, i primi amori. Dettagli poco noti che possono fare una grande differenza nel futuro di una persona e trasformare una donna in un angelo o una carnefice.

La mia lettura

Da dove è partita Cinzia Tani per scrivere Angeli e carnefici? Dal suo interesse per tutti quegli elementi che finiscono per determinare il comportamento umano e ha “accoppiato” delle donne nate lo stesso anno ma che hanno avuto percorsi di vita che le hanno portate in direzioni completamente diverse.

Cosa influenza gli esseri umani la genetica o l’ambiente? Perché siamo quelli che siamo? L’epigenetica, spiega Cinzia Tani, è l’ultima frontiera della genetica e studia come l’ambiente riesce a modificare l’espressione dei geni senza alterare il DNA.

I capitoli sono strutturati così:

Titolo: Rosa e Bertha

Corsivo: Emarginata a scuola, la prima diventa popolarissima nella lotta contro le ingiustizie sociali. Anche la seconda sembra indispensabile nella comunità in cui vive per le sue cure ai malati che, però, muoiono subito dopo.

Presentazione

“Mi chiamo Rosa Luxemburg e sono nata nel 1871 …”

“Mi chiamo Bertha Williams e sono nata nel 1871…”

Seguono poi le due monografie che descrivono la vita,  il contesto familiare e sociale delle due donne fino ad arrivare alla loro morte.

Sono brevi e scritti con il ritmo narrativo della cronaca, forniscono spaccati di storia e attraverso le vite delle protagoniste approfondiscono alcuni importanti momenti di mutamenti sociali.

Affascinanti le vite di tutte, sia degli angeli sia dei carnefici, Cinzia Tani ci mostra queste donne nella loro intimità, attraverso le loro fragilità, i desideri disattesi, il dolore, ma anche attraverso quella parte oscura che alberga in fondo all’animo umano.

Angeli e carnefici è una raccolta di testimonianze, di curiosità su donne incredibili, ancora una volta Cinzia Tani si presenta alle sue lettrici e lettori con un libro da custodire in libreria perché è un libro di storia.

Ecco le quattro storie che ho scelto.

Eleanor e Martha

Eleanor

La prima, Eleanor , è la Eleanor consorte di Franklin Delano Roosevelt, suo cugino alla lontana.

La First Lady ha lottato per il diritto di voto alle donne e l’uguaglianza delle razze presiedendo la commissione che delineò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Cresciuta con una madre fredda e anaffettiva e un padre (Elliott fratello del più famoso Theodore Roosevelt) con problemi di alcolismo e disturbi nervosi, mostra fin da subito un carattere indipendente e riesce a cavarsela anche dopo la tragica e prematura morte di entrambi in genitori e l’astio che la suocera Sara le dimostrerà fin da subito cercando di usurpare il suo ruolo di moglie e madre.

Dei tradimenti del marito, il Presidente, sappiamo bene, così come è nota e passata alla storia la sua relazione con la segretaria Lucy Page Mercer ma nonostante ciò Eleanor diventa la First Lady che conosciamo, attiva nel movimento femminista The New Woman insieme alla giornalista Esther Lape con la quale fondò la rivista City, State and Nation, si è impegnata a fondo per affiancare il marito sulla scena pubblica anche dopo i gravi problemi di salute che lo ridussero su una sedia a rotelle.

L’abnegazione con cui Eleanor ha portato avanti la sua vita di moglie, madre, attivista è esemplare, i quattro mandati del marito alla Casa Bianca furono per lei un sacrificio enorme eppure questo non le ha impedito di vivere una vita equilibrata, i numerosi lutti, le malattie, non l’hanno trasformata in una donna arida. Al suo funerale parteciparono ben te presidenti: Truman, Eisenhower e Kennedy.

Martha

Figli di una coppia di contadini dell’Ohio, cagionevole di salute, soffre di meningite spinale, cosa che la rallenta nell’apprendimento tanto che viene definita “l’alunna più stupida della scuola”,  ignorata dalla sua stessa famiglia è costretta a inventarsi amici immaginari per alleviare la sua solitudine.

Anche la vita da adulta non sarà per lei differente, sposata con un uomo che non la ama e la tratta come una schiava si macchia di un delitto per porre fine alle sue sofferenze, in realtà sarà l’inizio di sofferenze ancora più grandi che la porteranno a un crescendo di violenze condannandola a passare buona parte della sua vita in carcere dove morirà sola.

Billie e Violette

Billie

Billie è Eleanora Holiday, insomma, Billie Holiday la stella del blues.

Figlia del musicista Clarence Holiday, Billie a quindici anni si prostituiva in un bordello di Harlem fino a quando il proprietario di un locale non la assunse come cantante consentendole di dare una svolta epocale alla sua vita diventando la Lady Day che conosciamo.

Figlia dell’avventura di una notta di suo padre e sua madre già a dieci anni subì le molestie di un uomo, a tredici lavorava come domestica e a quindici si prostituiva nel bordello di Florence Williams riuscendo in questo modo a superare le difficoltà economiche e ad avvicinarsi alla musica di Louis Armstrong e Bessie Smith.

Ancora adolescente viene notata dal critico e produttore John Hammond:

“ Mi chiamo Eleanora Holiday ma da oggi sarò Billie Holiday” che da lì a poco finirà su una rivista britannica proprio grazie ad Hammond secondo cui è più brava di Ella Fitzgerald.

Tutto il resto è storia.

Nonostante le numerose difficoltà, comprese quelle riservate a tutti gli afroamericani, Billie avrà una vita eccezionale, è rimasta nella storia la sua relazione con Orson Welles, quando morì si racconta che sfilarono davanti alla sua bara circa diecimila persone. La sua musica e la sua voce ci fanno ancora compagnia.

Violette

Violette Nozière era parigina, viziata dalla madre in modo eccessivo, di salute cagionevole ma fin da ragazzina abbastanza spregiudicata e trasgressiva tanto da ammalarsi di sifilide e nasconderlo ai genitori, ha condotto una vita all’insegna della menzogna culminata in un atto terribile compiuto ai danni delle persone che la amarono più di ogni altra cosa.

Violette fu condannata per i crimini commessi e dopo dieci anni di carcere graziata da Charles De Gaulle, la sua vita seconda vita la visse sempre all’insegna della menzogna.

Ma quali sono le altre coppie?

Rosa Luxemburg e Bertha Gifford

Isadora Duncan e Marie Becker

Hellen Keller e Louise Peete

Freya Stark e Edit Thompson

Dolores Ibarruri e Ruth Snyder

Tina Modotti e Marie Besnard

Greta Garbo e Nancy Doss

Hannah Arendt e Ilse Koch

Rosalind Franklin e Evelyn Dick

Non siete curiosi di andarle a scoprire?

Angeli e carnefici.

Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch, storie di donne dai destini opposti

di Cinzia Tani

Rizzoli editore

Pagine della versione a stampa: 468 p. € 18,05 rilegato