Le MarcopolineCapitolo 5 – E vai di quarantena

Il concetto di compiti della piccoletta

Parto leggera e spensierata con queste paroline di dolce e soave monito in testa: “Be careful these last 2 days in Frankfurt, the tricky bit will be the test as soon as you land, in Qingdao”.

Il test dei tests, quello che deciderà se passeremo tre confortevoli settimane in un albergo a 4 stelle con cibo cinese e un tocco di wurstel e crauti o le peggiori settimane della mia vita chiusa in un “ospedale” cinese con una delle due Marco Polo positiva….

Nessuno ci ha comunicato i risultati dei PCR fatti appena atterrate e al giorno 3. Al giorno 5, direi che l’abbiamo scampata per questo giro. Adesso attendiamo con calma gli altri 4 PCR (di cui due doppi… chissà poi che vorrà dire…) e un sierologico. E intanto … noi tre e tutti coloro che hanno volato con noi da Francoforte, “scendiamo” all’ormai mitologico hotel di Qingdao.

Nel corridoio silenzioso ogni tanto qualcuno passa, controlla, con un swish swish swish del vestito plasticoso da marziano a strisce blu e passo felpato sulla moquette. Oggi ho dovuto richiudere la porta alla velocità della luce, passavano con il disinfettante.

Siamo all’inizio, ma le bambine resistono bene.

C’è la lotta quotidiana per fare i compiti. Ahimè quella non c’entra nulla con la quarantena! Per fortuna la scorta di cioccolato è molto ricca e cosi vengono minacciate se non finiscono gli esercizi richiesti. Ho ingaggiato lezioni di cinese e francese, le nonne per lingue e tabelline, il papà per la lettura, ginnastica con App e chi più ne ha più ne metta.

La grandissima fortuna è avere il balcone. Il mio ufficio. La nostra sala da pranzo. Li mi “rinchiudo” soprattutto durante la “grande ricreazione”, dopo le 12.30. A quel punto la stanza diventa un campo da giochi, il letto un tappeto elastico, la doccia una simil-piscina con cascata e così via. Le due si inventano un parcour giornaliero: Capriole, salti e verticali a gogo’!

La sera: la cena è servita alle 18.00. Va mangiata alla velocità della luce. Ci trattano bene e la prima sera ci hanno accolto con i dumplings, guadagnando 1000 punti agli occhi delle bambine! Dopodiché partitone a UNO che includono capriole, salti, spargimento di carte (ormai ridotte a brandelli) TV, spuntino serale (verso le 20.00 viene un attacco di fame atavica) e “il giro del mondo in 80 giorni”. Chissà che Sir Fogg non ci ispiri ad un po’ più di puntualità ed ordine …

Le giornate scorrono abbastanza veloci. La svolta è che le bambine siano due, di un’età per intrattenersi a vicenda e non troppo grandi per non bastarsi più. … Tralasciamo le litigate quotidiane. Ad un certo punto ne ho spedita una in castigo nell’armadio … e dove se no? Da telefono azzurro!

La piccoletta ogni tanto sorprende. Dopo un’estate passata a schivare sapientemente e con successo qualunque tipo di aiuto in casa, lava i piatti e pulisce, (quasi) mette a posto e oggi ha lavato i calzini della sorella. Graaandi passi avanti!

La grande invece ha avuto l’idea geniale della quarantena. L’altro giorno abbiamo passato la giornata in una nuvola di umidità e pioggia (inclusivi tuoni e fulmini e il rifugio sotto il tavolo). Ha messo le mutande bagnate ad asciugare sul frigorifero sfruttando il calore della macchina chiusa nell’armadietto! Un genio del mare (come dice lei) !

Alla prossima puntata…

___________________

Capitolo 1 – Due piccole Marco Polo ed io

Capitolo 2 – Pechino val bene una quarantena e…

Capitolo 3 – La perfetta valigia della quarantena

____________________

Noi siamo arrivate a Qingdao, c’è chi è più avanti di noi e già è arrivato a Shanghai