14 Agosto Ago 2018 0650 14 agosto 2018

CasaPound fa le ronde in spiaggia, l’opposizione risponde sui social: ecco come muore la sinistra

Mentre CasaPound fa le ronde contro i temibili venditori di cocco, l'opposizione risponde solo con tweet e dichiarazioni di agenzia. Se la sinistra vuole rianimarsi e i social sono il male, bisogna tornare nelle (vere) piazze. Altrimenti vincerà il fascismo di ritorno

Casapound Linkiesta
Foto dal profilo Facebook di Luca Marsella, consigliere di CasaPound a Ostia

Dunque anche questa settimana quei baldi prodi di CasaPound a Ostia hanno pensato bene di deliziarci con le loro mirabili gesta da uomini senza macchia e senza paura inscenando una rondo contro la terribile pandemia di venditori di cocco sulle spiagge del litorale. Roba forte, davvero: immagino la criminalità organizzata terrorizzata dai giustizieri del coccobbello, gli stessi tra l’altro che si impegnano pervicacemente contro le collanine vendute in spiaggia ma poi appaiono più che distratti (se non addirittura amicali) con i clan che quelle spiagge le gestiscono.

Quando qualcuno per un po’ di visibilità decide di farsi giustizia da solo accade di solito che la risposta della stragrande maggioranza dei concittadini, delle istituzioni e dei partiti politici finisca giustamente per isolarlo in una goffa e meritata solitudine ma ciò che colpisce in questa calura ferragostana di un 2018 arso più dai rigurgiti fascistelli che dal sole è la controffensiva degli oppositori, confinata a qualche tweet sdegnato e qualche comunicato dettato alle agenzie sotto qualche ombrellone. Per farla semplice: questi si impettorinano e scendono in spiaggia mentre gli altri (coloro che dovrebbero esercitare il proprio sdegno) si limitano a qualche ronda sbertucciatrice via social. Tutto finito.

Ma è possibile che il terrore del fallimento sia un freno per qualsiasi convocazione generale su uno dei temi che in questi giorni stanno infiammando i social? Ma siamo sicuri che la controffensiva alla propaganda del ministro Salvini fotografato spaparanzato in spiaggia si possa fare con qualche clip sparata nel web da parte di qualche deputato?

Troppa fatica organizzare un contro manifestazione in cui si chiede che le forze dell’ordine si occupino del disordine di questi sceriffi improvvisati? Viene difficile immaginare che in piazza si possano vedere anche quelli che (a ragione) si dicono preoccupati per questi conati? E, soprattutto, se è vero che i”social tirano fuori il peggio delle persone” perché non tirare le persone fuori dai social? Se twitter e Facebook sono piazze virtuali per di più “inquinate dall’odio” (come dicono in molti) perché lasciare le piazze a CasaPound e simili trincerandosi dietro a qualche sdegno scritto? Perché, diciamocelo, la terribile impressione qui fuori è che mentre i cattivisti risultano piuttosto attivi anche in tempi di vacanze i loro oppositori siano d’accordo sul posporre la propria indignazione solo appena tornati dal mare: il centrosinistra ci ha promesso una grande manifestazione a settembre come se l’urgenza democratica fosse un pranzo di gala posponibile in base alle esigenze degli invitati. Ma davvero non sarebbe il caso di certificare la gravità della situazione convocando manifestazioni (che sia una grande e unitaria come insistono dal Partito Democratico o che siano molte e locali non fa differenza) che diano il senso tattile dell’esistenza di un’opposizione? Ma è possibile che il terrore del fallimento sia un freno per qualsiasi convocazione generale su uno dei temi che in questi giorni stanno infiammando i social? Ma siamo sicuri che la controffensiva alla propaganda del ministro Salvini fotografato spaparanzato in spiaggia si possa fare con qualche clip sparata nel web da parte di qualche deputato? Risulta così difficile percepire il favore (anche in termini di consenso) che potrebbe dare la sensazione che esista qualcosa più importante delle ferie per chi ogni giorno ci si propone come unica soluzione al populismo e a questi tempi cupi? Ma la sinistra antifascista non potrebbe palesarsi? Ma è possibile, solo per fare un esempio, che i terremotati lamentino un totale abbandono mentre sono stati visitati più volte nell’ultimo mese dalla segretaria di Possibile Beatrice Brignone? Ma è possibile che la manifestazione a Foggia dopo la morte di ben 16 braccianti non sia stata appoggiata fisicamente dai leader del partito che ogni giorno strepita contro il governo e dovrebbe guidare l’opposizione?

L’antifascismo social in risposta al presunto fascismo di ritorno appare piuttosto distante dagli intenti pugnaci che qualcuno sventola incessantemente. Sembra di essere tornati al celebre “fate quello che dico non fate quello che faccio” e così, paradossalmente, nel mondo reale le ronde di CasaPound esistono, gli oppositori molto meno.

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