marcia per la vita
18 Maggio Mag 2019 0600 18 maggio 2019

Ecco chi sono i candidati alle Europee dei fondamentalisti anti-aborto

Associazioni pro-life ultracattoliche ed estrema destra il 18 maggio si incontrano a Roma, «centro della cristianità e del potere politico», per la “Marcia della vita”. Trentasei i candidati alle Europee che hanno firmato il “Manifesto per la vita”: a spadroneggiare è la Lega di Salvini e Fontana

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SCOTT OLSON / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

Nei giorni scorsi hanno applaudito alla decisione dell’Alabama di vietare l’aborto anche nei casi di stupro e incesto. Ora le associazioni pro-life ultracattoliche e l’estrema destra, dopo l’appuntamento di Verona, il 18 maggio si spostano a Roma, «centro della cristianità e del potere politico», per la “Marcia della vita”. «Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.», scrivono. Ma il loro obiettivo è soprattutto la legge 194 sull’aborto: «Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni».

Lo slogan di quest’anno è: “Per la vita senza compromessi”. E Virginia Coda Nunziante, presidente del Comitato organizzatore lo spiega bene: «L’aborto è una ferita profondissima nel corpo sociale italiano, ferita che non si può cicatrizzare. Ogni anno, dunque, a noi sta il compito di risollevare il problema e proporre la soluzione. L’abrogazione totale della legge 194. Questa è l’unica medicina giusta per curare questa ferita».

L’anno scorso, a manifestare accanto alle sigle pro-life italiane, c’erano anche l’attuale ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, già tra i firmatari del “Comitato no 194”, l’attuale sottosegretario Giancarlo Giorgetti, il senatore leghista Simone Pillon e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Che ha già fatto sapere che il partito sarà presente anche quest’anno con una sua delegazione. Accanto alla quale marceranno pure i militanti di estrema destra di Forza Nuova, da sempre vicini a Toni Brandi, presidente dell’associazione Pro Vita, organizzatrice della marcia, che nei giorni scorsi ha Roma ha fatto comparire il suo manifesto antiabortista su via Tiburtina: “Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo. Scelgo la vita”.

«Rilanceremo la nostra proposta referendaria per l’abrogazione di questa legge-genocidi», hanno annunciato da Forza Nuova. Una galassia, quella dei pro-life, che va dalla destra estrema agli integralisti cattolici. Compresi gli Universitari della Vita che, ben prima del congresso delle famiglie di Verona, si erano visti distribuire piccoli feti di gomma alla 12esima settimana tra i viali della Sapienza di Roma.

Il “Manifesto per la vita e per la famiglia” è stato sottoscritto da 14 leghisti, 14 esponenti di Fratelli d’Italia, due di Forza Italia e sei di Popolari per l’Italia

E quest’anno la marcia è stata anticipata da un “Manifesto per la vita e per la famiglia”, promosso da Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso delle famiglie di Verona e dell’associazione Pro Vita. Il manifesto è stato sottoscritto al momento da 36 candidati alle europee, che i pro-life hanno deciso di appoggiare: 14 sono della Lega, 14 di Fratelli d’Italia, due di Forza Italia, più altri sei dei Popolari per l’Italia. Ai candidati viene chiesto “un impegno solenne e concreto” su quattro punti: no all’utero in affitto, priorità dei genitori per la scelta del genere di istruzione per i figli, contrasto “serio” alla “sessualizzazione precoce dei bambini e degli adolescenti” e alla educazione sessuale nelle scuole, l’istituzione di un fondo salva-famiglia per la natalità e i nuclei familiari numerosi.

Tra i rappresentanti del Carroccio, ci sono Paolo Borchia, veronese, candidato per il Nordest, ex assistente di Fontana a Bruxelles e ora coordinatore federale di Lega nel mondo; Silvia Sardone, ex Forza Italia, per il Nordovest; e l’economista sovranista Antonio Maria Rinaldi per il Centro. Nell’elenco dei firmatari, anche Giorgia Meloni ed Elisabetta Gardini, appena passata con Fdi.

Su di loro i pro-life intendono puntare. E non è una sorpresa. In occasione della nomina di Fontana a ministro della Famiglia, l’avvocato Pietro Guerini, presidente del “Comitato No194”, gli fece pubblicamente gli auguri, rivendicando pure l’appoggio in campagna elettorale in favore di Forza Nuova, Lega e Fratelli d’Italia. E la Lega in questo mondo sembra più forte degli altri partiti di destra, a partire dalla penetrazione nella “capitale dei pro-life”, e cioè Verona, città del ministro Fontana e teatro dell’ultimo congresso delle famiglie di aprile, a cui ha preso parte anche Matteo Salvini. L’endorsement al veronese Paolo Borchia, braccio destro di Fontana, è arrivato non a caso anche da due nomi di punta dell’integralismo cattolico pro-life: Matteo Castagna, presidente dell’Associazione Christus Rex Traditio, e Gianfranco Amato, presidente di Nova Civilitas, che per le europee avrebbe sottoscritto un “patto elettorale”.

Su YouTube, Amato ha pubblicato un vero e proprio spot elettorale, in cui ricorda la vicinanza del ministro Fontana alle sue iniziative sin dal 2012, dando le sue indicazioni per il voto. I nomi indicati sono: Borchia, Sardone, Ceccardi, Sofo, Sapignoli e Gelarda. Tutti della Lega. Giusto per ricordare le “gesta” di qualcuno di loro: Susanna Ceccardi è la famosa sindaca “anti-gay” di Cascina che cercò di impedire l’applicazione della legge sulle unioni civili nel suo comune; Simona Sapignoli, coordinatrice della Lega napoletana, organizzò un flash mob contro un convegno sulle pari opportunità in un liceo.

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