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di Monica Frassoni

Valsusa: non è già tutto deciso: le alternative possibili

Blog post del 4/03/2012

Nel dibattito che si sta faticosamente e drammaticamente svolgendo intorno al Tunnel della Valsusa, si continuano a raccontare molte cose non vere, che falsano completamente la discussione pubblica e acuiscono la sensazione di un discorso chiuso e che é inutile riaprire.
Le cose non stanno cosi e c’è da sentirsi un po’ scoraggiati leggendo le dichiarazioni del Premier Monti che dice: “ non possiamo andare alla deriva staccandoci dall’Europa”, “ con la TAV si crea lavoro sul territorio e non solo” “non ci sono incompletezze nella VIA”, “ci sono stati momenti di ascolto delle amministrazioni locali” e altre considerazioni, che ci fanno dire che in realtà le fonti “dell’esame approfondito” condotto dal governo siano più o meno le stesse che noi abbiamo da anni contestato come non corrette e non complete.

Eppure, basterebbe al governo “tecnico” avvicinarsi alla questione del tunnel in Valsusa con la mente sgombra dai pregiudizi ideologici e dalla diffidenza nei confronti del movimento NOTAV e delle sue (sacrosante) ragioni, leggere i documenti di LTF; scorrere l’accordo intergovernativo fra Francia e Italia e la decisione della ministra francese di riconsiderare tutte le grandi opere ferroviarie eccetto 4 prioritarie (nelle quali non compare la Lione-Torino); consultare la proposta della Commissione Europea “Connecting Europe” sulle reti TEN, per capire che non solo nulla è davvero definitivamente deciso sul Tunnel di base della Valsusa, ma anche che siamo abbastanza in alto mare per quanto riguarda la concreta dimostrazione della sostenibilità finanziaria dell’opera e della sua reale utilità. E basterebbe analizzare con attenzione gli stessi quaderni dell’Osservatorio di Virano, tanto citati in questi giorni, per capire che proprio in quei quaderni o almeno in quelli pubblicati prima dell’uscita delle amministrazioni contrarie all’opera, sono descritte per bene le tappe che la Lione-Torino avrebbe dovuto seguire e che mettono chiaramente il tunnel all’ultimo, lontano posto nelle priorità. Insomma, siamo nel campo della pura professione di fede e non in quello della fredda analisi dei dati e delle realtà; siamo prigionieri di una visione da anni ’70 della crescita economica puramente quantitativa e basata su grandi opere molto rigide ed impattanti, per cui si riesce a dare per buona l’ipotesi che un’opera che forse si comincerà concretamente a costruire fra quattro o cinque anni e sarà completa (dati LTF) nel 2035/40 su una linea oggi utilizzata al 20% delle sue attuali potenzialità potrà davvero avere un impatto sulla crisi economica e di occupazione attuale. Soprattutto se si considera che il progetto di cui oggi si parla non è definitivo, è stato approvato al CIPE con 222 prescrizioni importanti e tutti sanno molto bene che comunque le infrastrutture non bastano per assicurare il trasferimento modale gomma/ferro. Con le tariffe, i contributi e le deduzioni di cui godono gli autotrasporti, è impossibile pensare che sia competitivo passare le merci sui treni, anche se ci fosse il tunnel e la linea più veloce del mondo. Senza contare che la struttura produttiva del nostro paese è basata su piccole e medie imprese distribuite sul territorio, una struttura che rende una linea rigida e con pochi punti di fermata poco utile a togliere i tir dalla strada.

Mi sono sempre chiesta perché in Italia invece di considerare il contenuto di una certa questione, si tenda sempre a prendere posizione sulla base di chi la rappresenta. Provate per credere, è sempre cosi. Quindi se io, che sono ecologista, o un sindaco della Valsusa, o un tecnico che per quel sindaco lavora, diciamo una cosa vera, saremo comunque meno credibili di LTF, del signor Virano, o di tanti esponenti politici più o meno “moderati” che non si sono mai dati la briga di studiare un po’ come sta davvero la questione. Quindi se si dice: “il progetto è già deciso”; “l’UE darà il 40% del costo dell’opera”; i francesi sono molto più avanti di noi” “non c’è spazio per nessuna trattativa” tutti, politici, giornalisti, tv accettano come verità sacrosante queste dichiarazioni ripetute da anni a pappagallo senza alcun fondamento.
Quindi la manipolazione è facilissima, perché sono pochi ad andare a vedere quale è la situazione e ,soprattutto, a crederci. Insomma: “dimmi chi sei e ti dirò se ti credo”.

Io sono convinta che dietro la radicalizzazione del Movimento NOTAV, dopo tanti anni di “ragionevoli” contro-deduzioni e proposte, ci sia anche questo elemento di mancanza totale di fiducia che fa dire a molti di loro “o con noi o contro di noi” e che rende tutte le mediazioni impossibili e l’opzione zero “per sempre” l’unica fattibile.
Questa situazione ha avuto un effetto davvero devastante nel caso della Lione-Torino, perché ha trasformato la discussione intorno ad un buco nelle Alpi una battaglia fra due opposti fronti l’un contro l’altro “armati” che oggi ci fa vivere momenti di tensione eccessiva, condiziona fortemente e in negativo la vita, il lavoro, le prospettive future di migliaia di persone e rende il dibattito necessario sul modello di sviluppo impossibile. E cosi, quella che secondo me rimane l’unica vera proposta seria e “sostenibile” nei prossimi decenni e cioè un rafforzamento della linea attuale, possibile con costi e tempi molto minori rispetto al grande buco, con un “aggiustamento” razionale del nodo di Torino, e un rinvio del tunnel a eventuali tempi futuri e a quando la sua utilità sarà comprovata, è stata sempre considerata non “realistica”.
Eppure non è cosi.
L’UE sta nel bel mezzo di una procedura legislativa che ha l’obiettivo di definire entro il 2013 quali progetti saranno finanziati con quali e quanti soldi. La Commissione europea ha fatto la sua proposta, ma si tratta di una proposta. Questa proposta (10 linee, 30 miliardi di contributi EU per opere che avranno bisogno di 500 miliardi di euro per essere realizzate) si pone nel contesto della discussione, anch’essa in corso, delle prospettive finanziarie 2013/2020; in questo periodo di vacche decisamente magre la battaglia per mantenere il bilancio comunitario al suo livello attuale ( più o meno l’ 1% del PIL UE) è molto difficile. Già nel periodo precedente (2007/2013) la Commissione aveva proposto 20 miliardi di euro per le reti trans-europee trasporti e ne aveva ottenuti solo 8…..Questo elemento è molto rilevante per i destini del tunnel di base, che rappresenta la tratta internazionale della Lione/Torino. Nell’accordo intergovernativo fra Francia e Italia firmato in pompa magna nel gennaio 2012, si dice infatti chiaramente all’art. 1 par. 3 che “l’accordo non ha come oggetto di permettere l’avvio dei lavori sulla parte comune che richiederà un protocollo separato tenendo conto in particolare della partecipazione definitiva della UE al progetto.” Quindi nulla di definitivo fino a quando non si saprà se la UE parteciperà o no con il 40% dei costi previsti (stimati a 8,5 miliardi ma che saranno sicuramente molti di più, anche perché il tunnel non ha senso senza la costruzione dei pezzi di linea che lo raggiungono…) e che dovrebbero per il resto essere suddivisi fra Italia e Francia per rispettivamente per il 53% e 47%. Inoltre, sempre da parte francese, è interessante notare come Nathalie Kosciusko-Morizet, Ministro francese dell’Ecologia e dei Trasporti, abbia indicato nel dicembre 2011 “la ricetta per uscire dalla grave crisi: dare priorità alla manutenzione e al rinnovo della rete ferroviaria classica e sottoporre lo sviluppo delle linee ad Alta Velocità ad una valutazione esterna indipendente per superare la confusione tra decisioni politiche e tecniche tutti i progetti con l’esclusione delle quattro linee i cui lavori sono in corso”, tra le quali ovviamente non figura la Lione-Torino. E allora, perché mai questo riesame ragionevole non può avvenire anche da noi ??
 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Dom, 04/03/2012 - 09:38
"Mi sono sempre chiesta perché in Italia invece di considerare il contenuto di una certa questione, si tenda sempre a prendere posizione sulla base di chi la rappresenta." É proprio così!
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Ritratto di carlo cammarata
Dom, 04/03/2012 - 09:51
Karl
Fiumi di parole per confondere le idee. 1. Esiste un collegamento lisbona - kiev 2. Se non potrá passare dalla val di susa, il nord italia verrà tagliato fuori 3. Serve a ridurre i TEMPI di collegamento 4. Più merce sui treni = meno TIR sulle strade 5. 20 anni di discussione per tener conto delle esigenze di tutti sono più che sufficienti 6. In Democrazia la maggioranza decide, le dittature sono sempre delle minoranze
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Ritratto di Anonimo
Dom, 04/03/2012 - 10:58
rispondendo a karl 1) ma dov' è questo collegamento? sulla carta esiste ....e già basta tirare una linea con la matita...(vedi la situazione sulla (non) realizzazione negli altri paesi) 2)non c'è nessuna politica che incentiva il passaggio delle merci in Val Susa pur essendoci già e funzionanti delle linee di collegamento su rotaia 3)vero ma per farne che? ma soprattutto a che costi?quali vantaggi reali ne otterremmo? 4)vero ma perchè allora le linee attuali riammodernate per il trasporto merci sono attualmente sottoutilizzate? 5)su questo punto dissento completamente... la controporte è stata sempre allontanata dai tavoli di confronto e la documentazione su quanto affermo esiste (se solo i giornalisti si degnassero di spulciare le carte), non basta far passare del tempo per affermare che il dialogo c'è stato 6) Ogni democrazia dovrebbe rispettare ma soprattutto dare delle risposte alle leggittime e documentate domande poste dalle minoranze ammesso e non concesso che di minoranze si tratti Saluti
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Ritratto di Anonimo
Dom, 04/03/2012 - 16:28
Certo, non c'é stata alcuna discussione. Difattii hanno modificato il percorso perché indicato dagli astri. Il problema é che per discutere bisogna essere in due e se uno pone come condizione pregiudiziale che l'opera non si faccia non vedo molti margini.
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Ritratto di pippo
Dom, 04/03/2012 - 11:30
pippo
2) Perchè pensi che con il pedaggio si abbiano incassi che permettono di abbassare le imposte? Che problema c'è se il percorso è un altro? se passa per il vecchio tracciato? e se invece si realizzasse la torino-cuneo-nizza o torino-cuneo-marsilia non sarebbe più utile ai cittadini? meglio anche una bologna-genova-nizza-marsilia avremmo un collegamento internazionale veloce ma anche un risparmio di tempo per collegare città italiane. Invece sembra che tutto debba passare per milano, perchè?
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Ritratto di monica frassoni
Lun, 05/03/2012 - 09:36
monica frassoni
Car Karl non esiste nessun "collegamento Lisbon-Kiev". proprio non c'é. Vai su qualsiasi cartina e guarda! Ann fa quando da eurodeputata chiesi alla commissaria ai Trasporti che cosa fosse questo mitico Corridoio 5 mi rispose che non c'erano progetti concreti complessivi, ma solo "pezzi". Insomma il corridoio 5, peraltro cgià sostituito con il progetto "mediterraneo" (altrettanto evanescente) é solo un espediente mediatico almeno per ora.
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Ritratto di MarcoL
Dom, 04/03/2012 - 10:09
MarcoL
@Karl: purtroppo parlare per slogan non aiuta a capire. In tempi in cui tutti dicono "E' cosi' e basta" servono anche i fiumi di parole. Non e' comodo, ma se vuoi capire serve perderci tempo. Altrimenti, con lo stesso numero di parole usate da te, chiunque puo' dire esattamente il contrario di quel che dici tu. Se non argomenti con dati e fatti chiunque puo' dire tutto e il contrario di tutto.
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Ritratto di Anonimo
Dom, 04/03/2012 - 11:11
L'unica maniera veramente efficace di ammazzare il progetto della TAV sarebbe di volerla con entusiasmo, ma aggiungendo il codicillo che chi dovesse non rispettare i preventivi, fosse pure per un centesimo, sarebbe spedito con assoluta certezza in galera per molti anni. Della Lione Torino non se ne parlerebbe più.
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Ritratto di Anonimo
Dom, 04/03/2012 - 11:22
Mi sono sempre chiesta perché in Italia invece di considerare il contenuto di una certa questione, si tenda sempre a prendere posizione sulla base di chi la rappresenta. Provate per credere, è sempre cosi. Quindi se io, che sono ecologista, o un sindaco della Valsusa, o un tecnico che per quel sindaco lavora, diciamo una cosa vera, saremo comunque meno credibili di LTF, del signor Virano, o di tanti esponenti politici più o meno “moderati” che non si sono mai dati la briga di studiare un po’ come sta davvero la questione. Quindi se si dice: “il progetto è già deciso”; “l’UE darà il 40% del costo dell’opera”; i francesi sono molto più avanti di noi” “non c’è spazio per nessuna trattativa” tutti, politici, giornalisti, tv accettano come verità sacrosante queste dichiarazioni ripetute da anni a pappagallo senza alcun fondamento. Quindi la manipolazione è facilissima, perché sono pochi ad andare a vedere quale è la situazione e ,soprattutto, a crederci. Insomma: “dimmi chi sei e ti dirò se ti credo”. Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/europaverde/valsusa-non-e-gia-tutto-deciso-le-alternative-possibili#ixzz1o8s1D3zy a me è successo per tutta la vita, specie sul lavoro. non credo che sia una cosa italiana, è solo ignoranza presupponente
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Ritratto di dm
Dom, 04/03/2012 - 11:22
dm
Il solo fatto che la maggioranza voglia qualcosa non basta per considerare buono ciò che essa vuole (F. A. Hayek, La società libera, Firenze, 1969, p. 127 ss.)
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Ritratto di Davide75
Dom, 04/03/2012 - 13:12
Davide75
Gentile Signora, lei afferma che al governo tecnico basterebbe "avvicinarsi alla questione del tunnel in Valsusa con la mente sgombra dai pregiudizi ideologici", per ripensare l'opera in questione. E lei non ne ha di pregiudizi ideologici? La mia domanda è provocatoria, perchè il suo discorso è totalmente viziato alla radice da questa affermazione. Come fa a dire che il governo tecnico ha pregiudizi ideologici? Non le è passato per la testa che il governo tecnico ha letto le stesse carte che ha letto lei e ne ha trattato conclusioni differenti dalle sue perchè è LEI ad avere pregiudizi ideologici in merito alla TAV? Cosa ne sa il lettore medio, che magari per mancanza di tempo non può leggere tutti i documenti che lei cita (e aggiungo che ce ne sono molti altri che lei non cita e che sottolineano l'importanza strategica del collegamento in questione, ne cito uno su tutti il "I Rapporto sullo stato delle infrastrutture in Italia: criticità di oggi, priorità di domani", redatto nel 2011 e non 30 anni fa dalla Uniontrasporti), su chi ha i pregiudizi ideologici e chi non li ha? Preferirei che dagli interventi su questo tema vengano espulsi questi elementi di retorica e si parli di fatti concreti. E gliene voglio sottoporre alcuni: 1) Secondo lei è possibile che nel 2012 e negli anni a venire il collegamento tra Italia e Francia sia ancora lasciato ad una galleria terminata nel 1871? Viaggiamo forse su treni che risalgono a tale data o nel frattempo qualcosa è cambiato? 2) Perchè non dice che la linea attuale è stata sottoutilizzata per via di lavori di ammodernamento che l'hanno interessata dal 2002 ad oggi, costringendo all'utilizzo di un solo binario a senso unico alternato o a instradare le merci verso altre vie? 3) Perchè non dice che il tunnel attuale costringe i treni a percorrere molti chilometri in pendenza, usando fino anche a 3 locomotori, mentre il nuovo tunnel sarebbe decisamente più agevole da percorrere? 4) Perchè non dice che i traffici frontalieri su tutto l'arco alpino sono in costante crescita dal 1980 ad oggi, con l'eccezione di fisiologici cali in questo periodo di crisi e che da anni si prevede la saturazione della linea esistente? 5) Perchè non dice che con il nuovo tunnel, il traffico merci si sposterebbe in quest'ultimo, lasciando al traffico passeggeri pendolari la linea storica, con notevole agevolazione per entrambe le linee? 6) Perchè non dice che un analogo traforo è in corso sul Brennero per un altro corridoio europeo senza che ci siano proteste e violenze, e che rientra in altri corridoi ritenuti prioritari dalla UE? 7) Perchè afferma che ci sarebbe un ripensamento anche da parte dei francesi, quando proprio oggi su La Stampa compare l'intervista del sindaco di Lione che, a differenza di quanto lei dice, certifica come la politica francese sia tutta schierata a favore dell'opera, e che il ministro dei trasporti francese ha dichiarato che " l’Italia fa bene «a non piegarsi davanti a una minoranza" ? A testimonianza poi delle intenzioni francesi sull'opera in questione le riporto il link al sito di un sindaco di una cittadina francese, che pubblica la risposta di Nicholas Sarkozy sulla Lione-Torino: http://www.dominique-dord.fr/articles/lyon-turin-reponse-du-president-de-la-republique-a-notre-sollicitation/. Si evince chiaramente che la Torino-Lione viene considerata strategica dal Presidente della Repubblica Francese (parole sue), di concerto con il ministro dei trasporti e del ministro dell'ambiente (che quindi è d'accordo; le chiedo quindi: è una svista sua o disinformazione, quella di affibbiare al ministro dell'ambiente un giudizio critico sulla Torino-Lione in controtendenza con il presidente?). 8) Perchè non riporta che dei 112 comuni italo-francesi interessati all'opera, più di 100 sono favorevoli? Ricapitolando, a favore della TAV Torino-Lione ci sono più di 100 comuni italo-francesi, PD, PDL, Terzo Polo e Lega, Napolitano, i sindaci di Torino Chiamparino e Fassino,i governatori del Piemonte Bresso e Cota, il sindaco di Lione, il ministro dei trasporti e il ministro dell'ambiente francese, addirittura il presidente Sarkozy e l'UE (che la ritiene strategica). Non basta questo per poter dire che una minoranza sta con violenza ed arroganza tentando di imporre la proprio volontà ai danni di tutta l'Europa?
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Ritratto di monica frassoni
Lun, 05/03/2012 - 10:41
monica frassoni
D'accordissimo sulla necessità di parlare di cose concrete, ma non mi pare di aver fatto retorica! Il governo "tecnico" ha pregiudizi ideologici, nel senso che ritiene che di per sé una grande opera che partirà tra 5 anni, costerà un sacco di soldi pubblici e sarà forse completata nel 2035 possa creare sviluppo e occupazione adesso in un periodo di grandissima crisi. E' un pre-giudizio perché non tiene (secondo me naturalmente) del fatto che ormai da anni nelle ns economie mature non é piu cosi. O almeno non é cosi sempre e comunque. Da qui l'invito a considerare anche altri elementi della discussione che sono stat esclusi a priori ed é questo il problema. Rispetto alle sue domande, molto pertinenti e di cui la ringrazio. 1) sì è possibile, nel 2012 anche al Gottardo ed al Brennero viaggiano su linee storiche costruite a metà Ottocento; non si riesce a capire perché quel che austriaci e svizzeri fanno lì da anni, prima di costruire i tunnel di base, italiani e francesi non lo facciano più da metà degli anni Novanta. Lei sa che una delle cause della stagnazione del traffico è la mancanza di locomotive (sul vecchio Loetschberg, prima dell'apertura del tunnel di base, circolavano treni da 1.800 t a quadrupla trazione). 2) Non è l'unico motivo. Risultati dell'Osservatorio alla mano ce ne sono diversi altri: mancanza di locomotori di spinta, assenza di adeguate politiche di coordinamento con mantenimento di notevoli perditempo in frontiera, ostacoli all'accesso di imprese ferroviarie efficienti (ad esempio, è dal 2008 che l'Osservatorio chiede al Governo di liberalizzare l'accesso allo scalo di Orbassano, ma questa semplice misura non è mai stata attuata); il traffico ferroviario sulla linea storica era già in forte calo prima dell'inizio dei lavori: dal massimo di 10,1 milioni di t del 1997 si è infatti passati ai 6,9 del 2004 (anno di inizio dei lavori, -32%) e quindi ai 3,9 attuali (dato 2010; -68%); in generale, i ferrovieri italiani tendono a dare sempre la colpa alle insufficienze dell'infrastruttura; in questo modo è facile chiedere nuovi soldi per nuove opere che verranno realizzate in tempi molto lunghi, durante i quale si ha a disposizione un buon pretesto per non fare nulla, o quasi (ad esempio non comprare locomotive politensione); 3) certamente il nuovo tunnel sarebbe più agevole da percorrere ed i costi operativi della ferrovie scenderebbero; ma il tunnel non lo regala Pantalone, costa un sacco di soldi alla collettività italiana; e se non saranno risolti anche gli altri problemi sopra illustrati, relativi alla disponibilità di rotabili, alla qualità delle connessioni con la rete esistente, all'efficienza dell'organizzazione ed all'accesso dell'infrastruttura, vi è il rischio assai concreto di buttare via i soldi: come è accaduto al Tarvisio, dove la nuova linea aperta al traffico nel 2000, a doppio binario e quasi tutta in galleria, non ha portato negli ultimi anni alcun sostanziale incremento del traffico ferroviario... 3) Secondo Alpinfo, i traffici frontalieri tra Italia e Francia (strada+ferrovia) sono stati in costante ascesa dal 1984 (26 milioni ti t) al 2000 (51 milioni di t), quindi sono nuovamente scesi (42,5 milioni di t nel 2010). C'entrano, fra l'altro, la dematerializzazione degli scambi fra due economie mature e/o in crisi, come appunto l'Italia e la Francia (si informi però, qual è la sua fonte secondo la quale i traffici sono "in costante ascesa"?); 5) Di quali merci parla? Se parla dei flussi conservati (già oggi serviti dal trasporto ferroviario, ammesso che nel 2025 ce ne siano ancora) il trasferimento sarà più o meno automatico; se parla invece dei flussi deviati da altre direttrici ferroviarie - che rappresentano circa il 50% dell'incremento previsto a seguito della realizzazione della nuova linea - l'effetto è anche plausibile, ma non produce particolari benefici di tipo ambientale; infine se parla dei flussi deviati dalla strada alla ferrovia, l'effetto dipende molto dalle condizioni di contorno - ivi inclusa la tassazione del traffico stradale - sulla quale al momento non c'è alcuna certezza. Il Parlamento italiano ha recentemente rigettato la ratifica del Protocollo Trasporti della Convenzione Alpina, con la quale il paese si sarebbe impegnato a riversare sulla ferrovia tutto il traffico transalpino in aumento. Dunque l'opera di per se stessa avrà un effetto abbastanza marginale: lo studio METRON, sviluppato sul corridoio del Gottardo, evidenzia che la pur consistente riduzione dei costi operativi, conseguente all'eliminazione delle doppie/triple/quadruple trazioni ed all'incremento dei pesi medi dei treni, incidendo su una tratta relativamente breve del percorso medio (circa 200 km su una media dell'ordine di 1.000 km) ha un'influenza abbastanza marginale sul totale dei costi door-to-door e non può, da sola, garantire il trasferimento. Questo effetto è stato più volte evidenziato dagli studi di traffico effettuati sulla Torino-Lione (ad esempio lo studio SETEC del 1999); 6) Per quanto mi riguarda lo dico. Al Brennero, oltre ad esserci più traffico, gran parte delle misure citate per lo sviluppo del corridoio sono in atto ed il traffico ferroviario è in crescita (+85% tra il 1997 ed il 2012) quando ancora non si è cominciato a scavare il tunnel di base. Come sul Gottardo, questa crescita pone le condizioni per affrontare un investimento così rilevante. Perché tra Francia ed Italia non succede lo stesso? 7). Mi permetto di dissentire, sulla base di fatti e non parole: é un fatto che questa linea non é prioritaria per i francesi, non rientra nelle priorità di questo governo, che non mi pare sia ambientalista. In questo momento esiste una accesa discussione sul senso di avere una linea solo TGV nella tratta francese e gli ambientalisti (che stanno al gobverno da quelle parti) hanno sicuramente molto da dire a proposito. Infine, se la UE non finanzierà per il 40% saremo di nuovo in alto mare. Non ho detto che "non si farà nulla". Solo che non é detto che si farà e questo grande rumore impedisce anche di fare le cose utili per rilanciare la linea. Come Lei sa fra il dire e il fare c'é di mezzo il mare. Alla fine farei io una domanda: Lei sa che in Osservatorio i tecnici nominati dai comuni e in particolare l'ing.Debernardi ha più volte proposto di procedere per fasi, all'interno di una politica di corridoio integrata, collegando gli investimenti sulla nuova linea, fasati in relazione ai "colli di bottiglia" alle misure gestionali sopra citate? E sa anche che questa proposta non è mai stata presa nemmeno in considerazione dalla controparte, che oggi, spiegandoci che l'opera (badi bene, l'opera, non il corridoio) è "strategica", si limita solo a dare l'avvio al cantiere di una galleria costosissima, ignorando tutto il resto? Secondo lei, questa non é una strategia perdente?
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Ritratto di Walter
Dom, 04/03/2012 - 14:16
Walter
Quante chiacchere per dire tanto poco. Si è discusso fin troppo, e si è dato ascolto a violenti facinorosi per troppo tempo. Ora si deve realizzare l'opera, è finito il tempo delle chiacchiere.
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Ritratto di andrea61
Dom, 04/03/2012 - 16:23
andrea61
Ok, tutto chiaro. Dopo questo fanstastico copia incolla di documenti sparsi qua e la' abbiamo scoperto che: 1) la commissione europea é fatta da un branco di cocomeri che fa comunicati non sapendo che contraddicono i documenti sottoscritti 10 minuti prima. 2) i francesi sono dei minchioni galattici perché hanno avviato dei lavori senza sapere che in relatà il progetto potrebbe essere uno scherzo. 3) per fortuna che ci sono gli italioti lungimiranti che in nome del no acefalo ed acritico alle infrastrutture perché é meglio vivere pascolando mucche mentre sdraiato con una margherita in bocca si guardano le nubi scorrere in cielo, ci hanno azzeccato capendo il trucco. A questo punto sarebbe il caso che gli ingegneri si mettessere a studiare seriamente sistemi alternativi di trasporto tipo il teletrasporto visto che il corridoio 5 non potrà viaggiare sia sottoterra che superficie e gli spazi aerei sono già ampiamente condizionato. Poi fa niente se si considera la revisione dell'elenco delle opere prioritarie ( ad esempio é stato fortunatamente tolto il ponte sullo stretto) come la messa in discussiome del corridoio 5.....
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Ritratto di Wanderer
Dom, 04/03/2012 - 22:42
Wanderer
Bisogna sempre essere molto cauti nell'accusare gli altri di pregiudizi ideologici. Soprattutto se chi lo fa non è esente dall'averne...
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Ritratto di anonimo collegnese ;-)
Lun, 05/03/2012 - 05:01
anonimo collegnese ;-)
Ognuno di noi deve farsi un esame di coscienza e buttare via la maschera del tifoso. Ci sono fatti e documenti che dicono che dietro ad assegnazioni di appalti ci sono infiltrazioni mafiose, Lazzaro e Martina, con Italcoge e altro. Andate a verificare su Google, invece di parlare senza sapere e fare solo passaparola di slogan e farvi influenzare da giornali e televisioni. Quindi non è un rischio, ma una certezza che già dei soldi sono stati dati a delinquenti. Detto questo io posso anche non sapere nulla, ma se leggo questo e vedo che tutta la politica è a favore dell'opera, per quanto mi riguarda visto che pago le tasse e quei soldi utilizzati sono anche miei, e sono miliardi di euro, NON VOGLIO CHE I MIEI SOLDI SIANO USATI PER LA TAV. CHI è D'ACCORDO è COMPLICE DI CHI VUOLE DARE I NOSTRI SOLDI ALLA MAFIA. QUINDI INUTILE FARE GLI INDIFFERENTI O I TIFOSI, LA DOMANDA DOVREBBE ESSERE: VUOI FARE LA TAV SAPENDO CHE ARRICCHIAMO LE CASSE DEI MAFIOSI E CI CONTINUIAMO AD INDEBITARE IN UN PAESE DOVE SCARSEGGIANO I SERVIZI E IL LAVORO, SEGUENDO SOLO SLOGAN VISTO CHE CI SONO CERTEZZE DI SOLDI GIà DATI IN MANO A CHI HA RAPPORTI CON LA MALAVITA E NON CI SONO RISPOSTE A DOMANDE DEI TECNICI CHE GIUSTIFICANO TECNICAMENTE L'OSSESSIONE DI FARLA? (qui gatta ci voca)
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