Corona EconomyLa nuova mappa del web, la fase due lenta e gli uffici del mondo post-Covid

La newsletter sul lavoro de Linkiesta, con i ritardi sul decreto aprile, la confusione sulla ripartenza e gli appunti per il futuro. Ecco come iscriversi

QUI UNA VOLTA ERA TUTTO TINDER
La nuova mappa di Internet Con le aziende vuote e il boom del lavoro da remoto, il mondo virtuale della “corona economy” è cambiato quasi quanto quello fisico. Nei centri delle grandi città, le connessioni sono calate di circa il 30%, mentre nei quartieri residenziali il traffico è cresciuto del 60%. E anche i tempi e le abitudini di navigazione non sono più gli stessi. Aumenta l’uso delle interazioni digitali per motivi scolastici e professionali, e il confine tra lavoro e vita privata è ormai quasi inesistente. A Parigi, Londra e New York i messaggi inviati tra colleghi tramite Slack sono cresciuti nella fascia che va dalle 18 alle 21. Nello stesso orario in cui, nell’era pre-Covid, imperversavano invece le app di dating online, crollate con l’obbligo di distanziamento sociale (The Economist).

Tutto casa-lavoro Se Nancy Pelosi abbandonerà prima o poi la sua cucina di San Francisco, dove ha spostato il quartier generale anti-Trump, non è detto però che tutti torneremo dietro le scrivanie. Secondo un sondaggio di Gartner, il 74% dei manager intende trasferire in maniera definitiva in smart working almeno il 5% dei dipendenti. A quel punto, però, bisognerà organizzarsi. Nell’era post-Covid, serviranno più stanze nelle nostre case, con spazi dedicati solo al lavoro. E occorrerà rimettere mano al diritto alla disconnessione e alla conciliazione lavoro-famiglia, che nelle vesti di lavoratori casalinghi abbiamo dimenticato (Harvard Business Review).

SCOSTAMENTO LENTO
Decreto (fine) aprile Slitta a mercoledì il consiglio dei ministri, inizialmente previsto per oggi, sullo scostamento di bilancio da presentare in Parlamento per finanziare il più volte annunciato “decreto di aprile”. Per l’approvazione del prossimo provvedimento economico bisognerà aspettare quindi fine mese, e i primi soldi arriveranno non prima di maggio (Huffington Post). La dotazione dovrebbe essere di 70 miliardi di euro, di cui 30 per garantire la liquidità alle imprese. Previsto il prolungamento della cassa integrazione, il Reddito di emergenza, un bonus tra 200 e 400 euro per i lavoratori domestici e l’innalzamento dell’indennità per gli autonomi da 600 a 800 euro (Corriere). Nello stesso cdm, sarà approvato anche il Def, e si conosceranno le stime sulla caduta del Pil (Messaggero).

Cattivissimo Mes L’esecutivo conta così di guadagnare tempo per valutare l’esito del consiglio europeo del 23 aprile. Nel voto al Parlamento europeo, Pd e M5S si sono divisi sul Mes. E anche il presidente del Consiglio non sembra avere una posizione precisa (Linkiesta). In un’intervista alla Suddeutsche Zeitung ha detto che in Italia il Mes ha una cattiva fama ed è tornato a rilanciare i coronabond (SkyTg24). Sul Giornale ieri invece il premier sembrava aprire al Mes senza condizionalità. Il direttore generale del Fondo Salva Stati ha già spiegato che “se l’Italia accetta il Mes, non sarà un’altra Grecia” (Corriere). Ursula von der Leyen, intanto, starebbe lavorando a un piano da mille miliardi in bond ai Paesi in difficoltà (Rep).

Lo chiamavano dignità Il governo è al lavoro sulla sospensione delle causali dei contratti a termine previste dal decreto dignità. Altrimenti si rischiano 1 milione di disoccupati in Naspi, dicono i tecnici. Pd e Italia Viva sono d’accordo, silenzio dai Cinque Stelle (Linkiesta). Nei piani dell’esecutivo c’è anche un decreto per la regolarizzazione di 200mila migranti impiegati nell’agricoltura, in particolare quelli che vivono in condizioni precarie nelle baraccopoli del Sud (Corriere).

Sala d’attesa Sono 11,5 milioni i lavoratori che stanno già chiedendo aiuti allo Stato (Rep). Oggi le banche cominceranno a erogare alle imprese i primi prestiti garantiti fino a 25mila euro, ma per quelli superiori si dovrà attendere ancora la piattaforma Sace (Il Sole 24 Ore). La scorsa settimana sono partiti gli accrediti dei 600 euro per gli autonomi, ma tanti aspettano ancora la cassa integrazione (Linkiesta). La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo nell’informativa al Parlamento ha elencato le regioni che hanno inviato le richieste per la cassa in deroga. Tra le ritardatarie, c’è anche la Lombardia, nonostante i proclami del governatore Fontana.

Mississippi Burning Non tira una buona aria tra il ministero di Catalfo e l’Anpal guidata da Mimmo Parisi. Il professore italoamericano è stato audito in Commissione Lavoro della Camera (qui il video), presentando un piano per far fronte all’emergenza occupazionale che non è stato per niente apprezzato dai deputati. Mentre dal ministero del Lavoro è partita una dura lettera sulle spese sostenute dal padre dei navigator per i voli in business class, alloggio e autista (Linkiesta).

FUORI FASE DUE 
Dopo le “Quattro D” di Fontana e la corsa in avanti di Zaia, nella cabina di regia del fine settimana il governo ha confermato il lockdown fino al 3 maggio. In un post su Facebook, il premier ha annunciato un piano nazionale con linee guida omogenee. Ma il ministro Patuanelli ha detto che “si può ragionare su una regionalizzazione delle aperture” (Repubblica). Mentre si torna a parlare dell’ipotesi di riaprire alcuni settori dal 27, le Regioni chiedono lumi al governo su “come” ripartire (Huffington Post). La task force guidata da Vittorio Colao dovrebbe consegnare al premier la prima relazione questa settimana (La Stampa). Si ipotizza anche un test psicologico a campione per misurare quanto ancora si potrà reggere il lockdown (Corriere). Ma tra centinaia di consiglieri e consulenti, l’Italia rischia una fase due molto lenta (Rep). Rispetto agli altri Paesi europei (Politico.eu), siamo ancora indietro.

Confusione Chigi Un documento tecnico dell’Inail con le strategie di contenimento del contagio e un indice di pericolosità dei lavoratori era già stato inviato al presidente del Consiglio prima di Pasqua. Ma al governo hanno preferito prendere tempo (Linkiesta). Anche Bankitalia ha realizzato con l’Inapp uno studio sul rischio di contagio per 800 figure professionali. Si parla di “medici sentinella” per monitorare i lavoratori nella fase due (Messaggero). Ma ancora nessuno ha pensato a come faranno a tornare al lavoro i genitori se le scuole resteranno chiuse (Linkiesta). La ministra della Famiglia Elena Bonetti propone un assegno mensile per ogni figlio e congedi estesi.

Tracciati La app “Immuni” di Bending Spoons, scelta dal governo per il tracciamento dei contagiati, dovrebbe essere volontaria. Ma nella task force si sta ragionando di renderla obbligatoria “di fatto” se si vuole tornare al lavoro (Messaggero). Per il rilascio, comunque, si dovrà aspettare ancora (Linkiesta). E ora pure il Copasir farà approfondimenti sul funzionamento (Agi).

Chi fa da sé… Mentre il governo decide, oltre 100mila le aziende hanno richiesto l’apertura in deroga alle prefetture, in alcuni casi però senza protocolli di sicurezza (Rep). Ma tante altre si sono mosse sottoscrivendo accordi aziendali. Da oggi, dopo aver firmato un’intesa con i sindacati, riaprono Fincantieri ed Electrolux, ma non tutti i lavoratori saranno subito in azienda (Gazzettino). Anche Piaggio (Nazione) e Whirlpool (Ansa) hanno sottoscritto i loro accordi per la ripartenza. Proposta in vista del primo maggio: puntiamo sulle relazioni industriali anziché sulle task force (Linkiesta).

Sentimento industriale “La politica è smarrita. Mi sembra che non abbia idea della strada che deve percorrere questo Paese. La strada che dobbiamo seguire è quella del metodo prima delle date”. Chi l’ha detto? Il nuovo presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi (Il Sole 24 Ore).

LAVORO IN QUARANTENA
Spoon River Negli Stati Uniti, in 31 giorni di lockdown, le domande per il sussidio di disoccupazione hanno superato ormai la soglia dei 22 milioni (Axios). E mentre in diversi Stati migliaia di persone hanno manifestato contro le chiusure dei luoghi di lavoro (Bbc), Trump ha presentato le tre fasi per tornare alla normalità (Politico). Ma il mercato del lavoro americano, forse, non tornerà più quello di prima (Cnn).

Trova le differenze Nel Sud Europa, ci saranno più disoccupati da virus che nel Nord, scrivono dall’Ispi. Molto dipende dai tassi di disoccupazione pre-virus, ma anche dagli strumenti disponibili in ciascun Paese per difendere il lavoro. La Germania, con il suo Kurzarbeit, sembra quello meglio attrezzato tra i grandi europei.

Nuovi poveri Secondo un’analisi della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro, la sospensione delle attività produttive ha già causato per 3,7 milioni di lavoratori italiani il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Lo stop pesa di più su precari, giovani e part-time, dice uno studio dell’Inps (Rep).

Mascherine, e poi? Da Milano a Bergamo, i comuni hanno distribuito mascherine e guanti ai rider delle consegne a domicilio. Ma ora i fattorini chiedono un confronto sui protocolli della salute. Non se ne discute solo in Italia: sul Nouvel Observateur è stato pubblicato l’appello “Proteggere i lavoratori uberizzati”.

APPUNTI PER IL FUTURO
Coronaworker Se avrete ancora un lavoro dopo la pandemia, il vostro ufficio non sarà più lo stesso, assicura Recode. Si diffonderanno le porte automatiche, in modo da non dover toccare le maniglie. E negli ascensori basterà dire a voce a che piano andare. Gli open space? Saranno un ricordo. Si vedranno più stanze separate, scrivanie distanziate e paratie di plexiglass. E il coworking? Continuerà a esistere, ma lo spazio sarà molto meno “condiviso”.

Una margherita Nei ristoranti e pizzerie, vedremo camerieri e pizzaioli con la mascherina, ma ci saranno anche orari di apertura prolungati, menù brevi, preparazioni più rapide e app per evitare la fila (Gastronomika). Dovremo fare i conti, insomma, con la forma nuova che il ristorante assumerà. Il cuoco resterà il cuoco, ma attorno dovrà avere competenze nuove, e adotterà innovazioni che apriranno anche a nuove professionalità (Gastronomika).

Dire, fare, ripartire La parola d’ordine della nuova era, insomma, sarà “ammodernamento”. Dovremo ripensare al nostro modi di fare le file, di vivere gli spazi pubblici, prendere i mezzi di trasporto, cenare e lavorare. “Il punto centrale però sarà l’atteggiamento mentale: non si tratta solo di riaprire tutto e cercare di non ammalarsi, è una questione di resilienza per il futuro”, spiega l’urbanista Steven Pedigo (Linkiesta).

C come corona The Atlantic parla già di una nuova generazione C per descrivere quei giovani che dovranno farsi strada nel mondo del lavoro dopo il virus. Ma tanti immaginano già come bisognerà muoversi: per quasi tutti si dovrà puntare sulle conoscenze scientifiche, e molti sono fiduciosi della propria natura di digital born (Linkiesta).

 

PROMEMORIA Per capire qualcosa in più su come prepararsi all’era post-Covid, Adecco Group, in collaborazione con Linkiesta, ha organizzato la serie di webinar dal titolo “Ripartire dal futuro: il lavoro che verrà”. Nel primo incontro si è parlato di come muoversi verso la fase due. Prossimi appuntamenti previsti per 24 aprile e 6 maggio (Linkiesta).

Buona settimana,

Lidia Baratta

 

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